Noi di Gbinvesting studiamo costantemente il mercato e siamo molto attenti alle offerte di nuovi certificati e a come si presentano i nuovi Emittenti.

L’anno scorso scrissi un articolo su Goldman Sachs facendo notare come le loro prime offerte sul mercato fossero delle autentiche “sole, tanto che nelle emissioni successive hanno corretto il tiro risultando decisamente più interessanti: che dire? Ci hanno provato a fare i furbi, forse confidando che il nome Goldman Sachs da solo bastasse a richiamare l’investitore medio che sappiamo prediligere le ben più solide banche nordamericane: ma almeno i nostri lettori penso siano abbastanza attenti e comincino a saper valutare queste offerte.

 

Con noi i “furbetti del quarterino” non hanno gioco facile! Avere avuto il contatto con Citigroup (terza Banca degli Stati Uniti per dimensioni) ed essermi potuto confrontare con loro gli rende onore: l’uscita di questi 3 prodotti, abbastanza diversificati come duration e rischiosità possono già essere un buon biglietto da visita, soprattutto se li andiamo a confrontare con la merce esistente sul mercato: notiamo come, pur presentandosi come Emittente solidissimo i rendimenti siano estremamente competitivi, anche meglio di Leonteq, che ha un rating più basso per cui oggi sul mercato risulta essere uno degli Emittenti più competitivi.

Ora un Emittente come CITIGROUP che ha rating A come le primarie banche francesi (Bnp Paribas e Socgen per intenderci) che offre questo tipo di rendimenti (anche migliori di Leonteq) penso scatenerà una bella e sana concorrenza che può solo andare a vantaggio dell’utente finale; del resto nei confronti di un Emittente blasonato come Bnp Paribas c’è veramente una differenza enorme, sono proprio Citigroup… di sicuro non potranno fare come hanno fatto con Leonteq, limitandosi a dire dietro le quinte che non ha rating e che potrebbe fallire.

Il primo certificato di CITI (codice Isin XS1273319522)

Citigroup 1

Ha durata 3 anni e mezzo e ha come sottostanti 3 colossi dell’auto come Daimler, Wolkswagen e Fca e paga una cedola mensile dello 0,90% condizionata ad un livello trigger pari al 60% degli strike iniziali; potrebbe essere paragonato facilmente a questo di Bnp Paribas (codice Isin XS1776924331) che ha proprio gli stessi titoli, emesso un anno fa con trigger cedola al 70% (più alto) e cedole semestrali del 4% (8% annuo contro un 10,80%), decisamente tutta un’altra cosa, anche considerati gli strike che un anno fa erano decisamente più alti.

Il secondo certificato di CITI (codice Isin XS1273321007)

Citigroup 2

Ha durata 2 anni, per cui decisamente più difensivo ed è su 3 titoli italiani, Fca con strike 12.336€, Intesa con strike 1.8908€ e Unicredit con strike 10.62€, prevede il pagamento di una cedola mensile dello 0,95% (con effetto memoria) pari a un 11,40% annuo condizionata ad un livello trigger pari al 60% degli strike iniziali In questo caso ho cercato prodotti con scadenza entro i 2 anni ed i più interessanti sono il certificato di Leonteq (codice Isin CH0456758645) con scadenza 1 febbraio 2021 ma iscritto su solo due sottostanti (Intesa ed Unicredit) che paga cedole dello 0.835% mensili con trigger cedola posto al 60%, o caso analogo di Bnp Paribas (codice Isin XS1935889052) con scadenza 18 aprile 2021 sempre con Intesa e Unicredit ma con strike peggiori, stesse barriere ma cedola trimestrale dell’1,98%, decisamente poca cosa.

L’ultimo certificato di CITI (codice Isin XS1273321932)

Citigroup 3

Non ha di fatto competitor sul mercato soprattutto se pensiamo alla qualità dell’Emittente: in questo caso i titoli sottostanti sono Advanced Micro Device (Amd) con prezzo strike di 30,01 $, IRobot Corp con prezzo strike di 92,14 $, ArcelorMittal con prezzo strike di 15,30€, Tesla Inc con prezzo strike di 219,62 $ , Micron Technology con prezzo strike di 34,15 usd. Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola mensile del 3% su nominale di 1000 ( 36% annuo) a patto che nessuno dei 5 titoli sottostanti quoti sotto al livello trigger posto al 60% del prezzo strike, osservazione valida solo nelle date previste (barriera discreta) anche la barriera finale è posta al 60% del prezzo strike. La scadenza naturale sarà il 20 dicembre 2022 salvo venga rimborsato in anticipo per via della clausola Autocall che entra in funzione dalla data di rilevazione del 22 giugno 2020. Vista la ricca cedola e la possibilità di rimborso anticipato solo dopo un anno ( 12 cedole) in caso di salita dei titoli potrebbe aumentare anche molto di prezzo, in passato si sono visti certificati simili quotare anche 1150/1200 dipende da quanto è probabile il rimborso anticipato e dal numero di cedole ancora da incassare. Il certificato si presta anche a una sostituzione di vecchi certificati con qualcuno dei sottostanti in comune (soprattutto ARCELOR e TESLA) gli strike di questo sono decisamente più favorevoli e la cedola probabilmente più ricca, la combinazione delle 2 cose dovrebbe permettere di recuperare eventuali perdite dovute al disinvestimento da vecchi prodotti, in tempi minori. Memore del risultato ottenuto da novembre a maggio col certificato che rendeva il 3% mensile e che ha tenuto il prezzo in area 1000 sino a quasi un -20% di Tesla, ritengo che un certificato come questo vada comunque messo in portafoglio, bastano 3-4 cedole incassate per metterci al riparo da rischi discesa ed eventualmente uscire subito come uno dei titoli vada sotto al 20% del suo prezzo strike; ma se ciò non dovesse avvenire farei prestissimo ad accumulare un tesoretto di cedole.

Questo certificato, pur essendo decisamente aggressivo (del resto rende un 36% annuo) può essere interessante anche a chi non va a cercare rendimenti super come questo ma potrebbe trovare soluzione ai suoi problemi in termini di:

  • recupero minus (da qui a fine anno stacca 6 cedole per un totale del 18%)
  • sostituzione di certificati che hanno Tesla come sottostante (magari con strike superiori ai 300$) o Arcelor (con strike superiori a 20€), ce ne sono parecchi, probabilmente con valori di prezzo anche inferiore a 700-730: piuttosto che rimanere invischiati e sperare che i titoli salgano e rischiare di non incassare le cedole, meglio incassare la perdita e confidare solo che i titoli facenti parte il paniere del certificato stiano fermi o scendano poco e velocemente a botte del 3% al mese potremmo auspicare di recuperare la perdita.

Noi di Gbinvesting abbiamo comprato il 1° ed il 3° e abbiamo nel mirino anche il secondo che ieri 25 giugno quotava ancora sopra la pari, ma che potrebbe in questi giorni darmi l’opportunità di un ingresso in area 1000.

Se ti sei perso il mio ultimo webinar sui certificati, registrati al mio sito http://bit.ly/3291GfX in modo da poterlo rivedere.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento in merito a queste tipologie di prodotti puoi mandarmi una email alla: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Alla prossima Giovanni Borsi -