Quando si sentono nominare certificati particolarmente aggressivi il riferimento è spesso rivolto a quei prodotti che sulla carta offrono rendimenti mensili che sfiorano e a volte superano il 2%. Pensate che sul mercato ce ne è uno che rende il 3% mensile. Un vero e proprio miraggio per i tempi che corrono!

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Il recente periodo natalizio ha visto il ritorno della volatilità sui mercati finanziari e ciò ha decisamente influito sulle emissioni di quel periodo, soprattutto a favore dell’investitore più scaltro e navigato.

rompicedole 7 tab 2Trovare e decidere di inserire nel proprio portafoglio certificati come quello che oggi analizzeremo (codice Isin: CH0438949825) non è assolutamente un gioco da ragazzi; serve non solo la preparazione tecnica che spesso ci salva dall’acquistare i cosiddetti prodotti civetta, ma anche quel fiuto di mercato e tempismo per capire quando saltare a bordo di certi treni.

Parliamo in questo caso di una struttura semplice ma decisamente fruttifera; un phoenix (nello specifico un basket “worst of”) emesso a novembre 2018 da Leonteq Securities che, a farla breve, rende il 3% al mese se comprato al nominale.

Noi di Gbinvesting lo abbiamo comprato al volo pochi giorni dopo l’emissione a poco meno del nominale. La grassa cedola del 3% viene staccata la prima settimana di ogni mese fino al 13/11/2023 e non prevede il cosiddetto effetto memoria; nello schema sono riportati tutti i dati fondamentali del certificato.

Facendo dei rapidi conti sono circa 1800€ di flusso cedolare totale (se pagasse ogni singola cedola fino a scadenza) su un nominale di 1000€. La probabilità che questo avvenga è però decisamente bassa data la presenza della funzione autocall (rimborso anticipato), che è stata inserita già dal primo mese proprio per tutelare l’Emittente, che altrimenti si vedrebbe al pagamento di un’autentica follia.

Ad ogni rilevazione mensile se tutti i titoli del paniere fossero superiori al loro livello strike avverrebbe il ritiro anticipato con pagamento di 1030€, ovvero il nominale più la cedola. Quindi, ricapitolando, è pur vero che il rendimento mensile sulla carta è del 3%, ma vi è un’altissima probabilità che sia richiamato dopo pochissimi mesi dall’emissione. Non a caso tutti i titoli sottostanti quotano già decisamente sopra ai livelli necessari per l’autocall (come si evince dalla colorazione verde sotto la parola strike nella prima immagine) tranne uno in particolare, Tesla.

Ed è proprio per questo che il certificato è molto attraente, per assurdo è un bene che Tesla scenda (ma non troppo) così da essere sicuri di prendere ancora tante cedole. Noi di Gbinvesting ne abbiamo già prese 4 (12%). È il sogno di tutti gli investitori in certificati: un “worst of” che rende il 3% mensile ma con 4 sottostanti su 5 sopra strike, così da non essere rimborsato e, in caso di coperture, operare con maggiori certezze.

Come sfruttare le caratteristiche di queste emissioni così ghiotte a nostro favore? Quali variabili ci hanno permesso di gestire il rischio in contropartita ad un rendimento così elevato?

Sicuramente l’acquisto nelle primissime fasi di vita (se non all’emissione direttamente) è fondamentale per questo tipo di prodotti. Con il passare del tempo ciò che è più scontato dal mercato avrà una ripercussione esponenziale sul prezzo rendendo, generalmente più difficile qualsiasi operazione. Secondariamente bisogna conoscere come si comportano i sottostanti ed avere già le idee chiare.

Nel nostro caso per esempio l’emissione è avvenuta in un momento di crollo, ci vuole coraggio, ma soprattutto consapevolezza per acquistare certificati come questo. Dunque, ad oggi la situazione è la seguente:

lo abbiamo in portafoglio con un PMC di 998,98€ e abbiamo incassato 4 cedole da 30€ ciascuna (12% di rendimento sul capitale investito ad oggi). Con il crollo in chiusura di settimana di Tesla (a 284$) il certificato nelle ultime contrattazioni è stato scambiato a 990€.

Questo sostanzialmente ci garantisce l’incasso di almeno un’altra cedola ma direi più di una visto che difficilmente Tesla recupererà il 20% in meno di un mese.

È il momento di venderlo, tenerlo o di acquistarne altri?*

rompicedole 7 tab 3L’analisi che reputiamo avere maggiore valore in questo caso vuole essere appositamente poco specifica per quanto riguarda i singoli titoli. Ciò che maggiormente conta è il confronto fra le oscillazioni dei prezzi dall’emissione e la logica dell’andamento generale del paniere. Trovati i titoli “deboli” possiamo poi procedere a verificare le zone di prezzo di maggiore interesse da intendersi come supporti e resistente fondamentali. Grazie a ciò possiamo avere una prima indicazione grezza del rischio implicito di questo prodotto e decidere per la detenzione, acquisto o dismissione del certificato attualmente nel nostro portafoglio.

Nell’immagine si confrontano i movimenti dei sottostanti su base relativa rispetto al giorno di emissione (prima del crollo di dicembre).

Sembra evidente che i titoli che maggiormente hanno sottoperformato nel periodo di sell-off sono stati Micron Technology e Netflix. Nonostante questo, hanno poi reagito molto bene riportandosi rispettivamente al livello dello strike o decisamente sopra.

Maggiore attenzione è da riporre su Tesla. Non ha reagito troppo negativamente al crollo. Sembra che i supporti in area 275$ possano tenere per il momento. Questo andamento denota quindi bassa correlazione rispetto al paniere. Potrebbe essere sicuramente un outlier (in statistica il dato che si discosta in modo rilevante dalla media delle rilevazioni) con le potenzialità di essere sia un pregio che un difetto per questo certificato.

Nel caso i mercati stornassero nuovamente Tesla non dovrebbe per noi essere una fonte di minaccia. Dovremmo piuttosto preoccuparci dei settori più colpiti in precedenza dalle vendite come appunto i tech Micron e Netflix. Tesla per il momento sta esattamente facendo quanto serve perché il certificato massimizzi il rendimento. Essendo il prezzo fra lo strike e la barriera (come evidenzia il grafico settimanale Tesla inc.) è dunque verificata la condizione sia che permette il pagamento della cedola sia che il prezzo del certificato rimanga gonfiato data l’alta aspettativa che continui a pagare. Questa seconda condizione può sembrare da poco, ma è fondamentale perché ci garantisce maggiore sicurezza. Se volessimo venderlo, infatti, oggi ci troveremmo ad incassare poco meno di quanto pagato (ma rimarrebbe quasi un 11% in poco più di 4 mesi), inoltre non è certo un problema venderlo visti gli scambi e la liquidità sempre presente sul certificato (altra qualità da non sottovalutare).

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Come potrebbe evolvere il proprio andamento il prezzo di Tesla nel futuro prossimo?

Dopo un’attenta analisi possiamo dedurre che principalmente sembra essere confermato il trend long. L’andamento rialzista rimane intatto dopo le diverse prove del tempo sui supporti. Siamo solo all’inizio di quello che è il progetto del visionario Elon Musk. Il titolo procede con i suoi tempi e con un’ulteriore conferma di volumi a sostegno dei movimenti.

Importante su base settimanale sia la media (SMA) a 200 periodi – in passato sembra aver reagito bene come supporto – e soprattutto la zona di congestione rettangolare che perdura ormai da diversi mesi. La nostra fortuna è anche che il valore di strike (che superato farebbe scattare l’autocall SOLO SE TESLA FOSSE ANCORA IL WORST OF DEL PANIERE) sia situato su una zona di resistenza forte.

Viste le condizioni sopra citate, i titoli altamente speculativi che compongono il certificato e la situazione macro che sembra avere difficoltà a trovare precisi punti di riferimento, oggi come oggi investire in un prodotto di questo tipo è un affare se poi lo si sa gestire. Noi siamo già pronti con coperture specifiche di diversi gradi di profondità per le diverse tipologie di investitore: da certificati cosiddetti Reverse a strategie in opzioni. Ci teniamo pronti a tutto, una panoramica grafica degli altri titoli (sempre su base settimanale) dovrebbe essere sufficiente per capire come le cose potrebbero cambiare da un momento all’altro e che è necessario essere pronti.

Rimaniamo comunque sempre attenti osservatori
del futuro andamento del mercato. Non vogliamo perdere ghiotte occasioni come questa.

Come disse il celebre Sir John Templeton “I mercati al rialzo nascono nel pessimismo, crescono nello scetticismo, maturano nell’ottimismo e muoiono nell’euforia”. Ad ognuno le proprie considerazioni.

Cesare Marsilio - Analista GB Investing

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Il momento di venderlo, tenerlo o di acquistarne altri? Il rischio di essere rimborsati a 1030 ai primi di aprile è modesto per cui per me può essere buono da comprare sino anche a 1030-1040 se si è vicina allo stacco cedola, in quanto se ipotizza che non rimborsi anche pagarlo 1040 verso fine marzo meno potrebbe rendere un 2% in poco più di un mese (nominale più due cedole del 3% meno la spesa di 1040), per cui è ancora buono da comprare o comunque è da tenere, in quanto è decisamente merce rara. Adesso poi che è tornato sotto 1000 mi verrebbe da farci il pieno!!!

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Ringrazio come sempre Cesare per le ottime analisi tecniche, sia sulle caratteristiche del certificato considerato, sia sui grafici dei titoli sottostanti. Colgo l’occasione per segnalare due nuove emissioni che, magari non hanno la cedola del 3% mensile, visto che l’occasione ghiotta dii novembre aveva portato la volatilità a livelli ottimali per strutturare nuovi certificati, ma che sono di sicuro interesse vista la discesa di alcuni titoli sottostanti nel finale di settimana: comprandoli sotto la pari hanno anche loro rendimenti superiori al 30% annuo !! e barriere sempre al 60%.

CH0461384700

Certificato emesso da LEONTEQ con sottostanti i titoli FORD con prezzo strike di 8,88 usd, GENERAL ELECTRIC con prezzo strike di 10,66 usd, NETFLIX con prezzo strike di 364,97 usd e TESLA con prezzo strike di 297,86 usd. Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola mensile pari al 2,35% del nominale (1000) a patto che nella data di rilevazione nessuno dei 4 titoli sottostanti quoti sotto al trigger cedola posto al 60% del prezzo strike, anche la barriera finale, è posta al 60% del prezzo iniziale ed è osservata solo a scadenza, prevista per il giorno 26 febbraio 2024. A partire del 26 agosto 2019, se tutti i titoli sottostanti quotano sopra il loro prezzo strike nel giorno previsto come rilevazione cedola, scatta la clausola autocall con il conseguente rimborso anticipato al valore nominale. Anche se i titoli sono quotati in usd, il certificato è quotato in euro, la funzione “QUANTO” sterilizza il rischio cambio. Rendimento cedolare del 28,2% annuo sul nominale, prima cedola il 26 marzo 2019. In questi ultimi giorni, NETFLIX e TESLA sono scesi leggermente di prezzo, il certificato venerdì ha chiuso a 942, se dovesse rimborsare alla prima autocallable consentirebbe l’incasso di minimo 6 cedole oltre ad una bella plusvalenza sul valore di acquisto (circa il 20% in meno di 6 mesi, oltre il 40% su base annua). 

CH0461384718

Certificato emesso da LEONTEQ con sottostanti i titoli ADVANCED MICRO DEVICE con prezzo strike di 24,21 usd, MICRON TECHNOLOGY con prezzo strike di 42,96 usd, NVIDIA con prezzo strike di 157,10 usd e TWITTER con prezzo strike di 31,01 usd. Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola mensile pari al 2,2% del nominale(1000) a patto che nella data di rilevazione nessuno dei 4 titoli sottostanti quoti sotto al trigger cedola posto al 60% del prezzo strike, anche la barriera finale, è posta al 60% del prezzo iniziale ed è osservata solo a scadenza, prevista per il giorno 26 febbraio 2024. A partire del 26 agosto 2019, se tutti i titoli sottostanti quotano sopra il loro prezzo strike nel giorno previsto comerilevazione cedola, scatta la clausola autocall con il conseguente rimborso anticipato al valore nominale. Anche se i titoli sono quotati in usd, il certificato è quotato in euro, la funzione “QUANTO” sterilizza il rischio cambio. Rendimento cedolare del 26,4% annuo sul nominale, prima cedola il 26 marzo 2019. In questi ultimi giorni, AMD e MICRON sono scesi leggermente di prezzo, il certificato venerdì ha chiuso a 952, se dovesse rimborsare alla prima autocallable consentirebbe l’incasso di minimo 6 cedole oltre ad una bella plusvalenza sul valore di acquisto (circa il 18% in meno di 6 mesi, oltre il 36% su base annua).

Vi faccio notare le due differenze sostanziali tra questi certificati ed il primo (quello con cedole mensili del 3%):

  1. il numero dei titoli sottostanti: sono 4 anziché 5 per cui sono minori le probabilità che 1 dei 4 sia sotto barriera a scadenza;
  2. l’autocallable è posta dopo 6 mesi anziché dopo il primo mese: anche in questo caso è un costo per l’Emittente, che avrebbe sempre l’interesse a mettere l’autocallable più vicina possibile per evitare di dover pagare tante cedole ricche qualora i sottostanti salgano parecchio (non vale questo discorso per i maxi cedola, in quanto in questi casi l’Emittente non ha vantaggi a rimborsare subito ma ha bisogno di tempo per ammortizzare la maxi cedola per cui mira ad una autocallable lontana).

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Alla prossima
Giovanni Borsi

P.s: se siete nelle vicinanze di Bologna, martedì 12 marzo sarò al Roadshow 2019 presso l'hotel Zanhotel Europa (in via Cesare Boldrini 11) unitamente ad altri professionisti del settore, del calibro di Gabriele Bellelli e Tony Cioli Puviani, in una giornata gratuita di formazione organizzata da Binck Bank. In occasione dell’evento presenteremo il nostro ultimo libro “BANKARATE”, manuale di autodifesa dai colpi bassi del mercato, libro che troverai estremamente utile e che Binck Bank regalerà a tutti i partecipanti alla fine della giornata.

 

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