Vi siete mai soffermati ad analizzare il petrolio?

Io non mi sono mai addentrato ad effettuare trading sulle commodities ma penso che non sia molto semplice. E’ un asset class molto esposta a variazioni geopolitiche dove le mani forti sono 3-4 personaggi che fanno il bello e cattivo tempo.

Ricorda che il petrolio genera una grande influenza sul sistema economico mondiale, anche perché rappresenta il 37% delle fonti di rifornimento globale. Non per niente viene denominato l’oro nero.

 

Graficamente il petrolio negli ultimi 5 anni ha vissuto diversi momenti “bitcoin” (cioè caratterizzati da escursione dei prezzi notevole) dovuti da decisioni dell’Opec di tagliare o meno la produzione.

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Fonte: Investing

Come possiamo notare in 5 anni ha totalmente dimezzato il suo valore passando da oltre 100 dollari il barile, toccare un minimo intorno ai 30 dollari, recuperare 40 dollari ed infine assestarsi intorno ai 50 dollari. Mi sorge una domanda, in tutto questo trambusto, come hanno reagito le quotazioni delle sette sorelle? Alt.

Lo sapete cosa sono le sette sorelle? Per chi non lo sapesse nel 1870 l’imprenditore Rockfeller costruisce la prima società petrolifera denominata Standard Oil che oggi è diventata la prima compagnia petrolifera mondiale dove a volte andiamo a fare benzina e cioè la ESSO. L’interesse per l’oro nero, dall’età coloniale fino al 1970, è stata guidato e dominato dalle multinazionali Exxon, Mobil, Texaco, Standard oil of California (Socal), Gulf oil, l'anglo-olandese Royal Dutch Shell e la britannica British petroleum formando le sette sorelle le quali fissavano il prezzo internazionale del petrolio così gestendo il mercato mondiale, occupandosi di tutta la filiera: esplorazione, produzione, raffinazione, commercializzazione.

Come hanno reagito le quotazione delle sorelle negli ultimi 5 anni?

  1. Chevron ha avuto una risposta direttamente proporzionale al “Sali e Scendi” dell’oro nero recuperando totalmente la perdita del 2015. 
    Rompicedole 6 Petrolio 2Fonte: Investing
  2. British Petroleum ha risposto presente: dai minimi del 2015 ha più che recuperato terreno facendosi veramente valere anche dal punto di vista della strategia aziendale. Rompicedole 6 Petrolio 3Fonte: Investing
  3. Royal Dutch of Shell, dopo la soppressione di 6500 posti di lavori a causa del forte calo di attività dovuto al crollo della quotazione del petrolio greggio, dal 2015 ha completamente recuperato tutto il valore perso e questo la dice lunga sulla stabilità aziendale.
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  4. Delle più importanti sorelle, Exxon non è riuscita a risalire la china vuoi per risultati deludenti e vuoi per la produzione in calo.
    Rompicedole 6 Petrolio 5Fonte: Investing

Per farla breve, con una solida strategia aziendale le nostre sorelle hanno quasi tutte riportato sulla retta via le loro quotazioni e sono pronte ogni anno a macinare utili e distribuire dividendi. E’ chiaro che chi avesse investito in queste azioni dal 2015 ad oggi, mantenendole sempre nel portafoglio, avrebbe avuto un bel da fare anche psicologicamente. I loro dividendi sicuramente avrebbe compensato le perdite in conto capitale facendo ottenere all’investitore una performance comunque positiva.

Uno strumento che avrebbe permesso migliori ritorni sul capitale sarebbe sicuramente stato un certificato di investimento costruito sugli stessi titoli e con barriere al 50-60%: avrebbe garantito cedole ben più alte dei dividendi e avrebbe rimborsato comunque il capitale a scadenza senza far perdere nulla in conto capitale.

In questa fase di incertezza direi che investire in un certificato su un paniere di titoli legati all’OIL potrebbe essere un’ottima scelta sia per la solidità di questi titoli che raramente hanno avuto perdite delle loro quotazioni superiori al 30-40%, sia per darsi un po' di protezione da uno che viene considerato uno dei rischi maggiori dei mercati finanziari: l’aumento del prezzo del petrolio.

In certi ambienti si pensa che quest’anno non ci sia molto da attendersi dai mercati (+ o - 10% a detta dalla stragrande maggioranza degli analisti), salvo non ci sia un’impennata dei prezzi del petrolio, che potrebbe penalizzare la ripresa economica ed affossare le borse, ma non certo i titoli petroliferi, che sarebbero i primi a beneficiare dell’aumento del prezzo del greggio. Per assurdo un certificato long sull’OIL potrebbe agire quasi come un reverse sui mercati, ossia dare una sorta di stabilità alle performance di un portafoglio certificates diversificato.

Per cavalcare l’onda cedolare derivante dal settore crude oil mi è venuto in mente il seguente certificato Codice Isin DE000CJ2E1G0. Trattasi di un banalissimo cash collect worst of con durata 5 anni composto dai i seguenti sottostanti.

Giovanni Borsi