Siamo al 4°appuntamento con la nostra rubrica e stavolta torno sul tema del rapporto rischio-rendimento, perché molti vanno a cercare protezioni che alla fine (se deve andare male) comunque non proteggono. La conoscenza delle variabili in gioco permette di investire oggi a condizioni difficilmente replicabili, grazie a prezzi dell’equity bassi e a volatilità a livelli eccezionali, ma in calo, per cui è ora il momento giusto per investire.

Negli ultimi 3 mesi il mercato dei certificati si è ingessato, molti risparmiatori hanno paura ad investire e tengono ferme le loro posizioni sperando solo che le cose si mettano a posto. Purtroppo rimanere passivi spesso è la decisione peggiore, lo so che non si tratta di decidere tra un vino rosso e un vino bianco, parliamo di decisioni di investimento e, purtroppo sembra semplice decidere quando si tratta di vendere qualcosa su cui si guadagna per passare a un bel certificato che ti viene proposto, ma è molto più difficile chiudere un’operazione in perdita per liberare la liquidità necessaria a fare l’investimento prospettato.

Innanzitutto bisogna sempre fare un check up del proprio portafoglio per vedere se si può fare di meglio, le prime regole da considerare sono sicuramente queste:

  1. Il pregio dei certificati è che si può guadagnare anche a mercato fermo, senza dover per forza sperare in una ripresa delle quotazioni, per cui se un certificato è sotto alla barriera a scadenza è per forza di cose un candidato ad uscire dal mio portafoglio;
  2. Un certificato che vale 400 e che se scadesse oggi rimborserebbe 600, ha ancora il tempo che gioca a suo favore, quindi non è assolutamente detto che vada venduto di corsa, anzi potrebbe essere uno straordinario sostituto dell’investimento diretto nell’azione sottostante: oggi sul mercato ci sono innumerevoli prodotti che sono decisamente meglio del sottostante e potrebbero salire molto di prezzo anche solo se i movimenti delle borse si placassero (calo della volatilità)

 rompicedole 4 tabella

Prendiamo spunti da questi prodotti nati in un ottimo periodo che univa a prezzi bassi una buona volatilità.

  1. Il primo CH0433744718 non ha pretese di autocallable (c’è Tenaris che dovrebbe recuperare 2€ circa per tornare a prezzo strike) ma ha scadenza 21 mesi e barriere al 50% per cui un 11% estremamente interessante.
  2. Il secondo CH0433744668 invece ha tutti i titoli o sullo strike o sopra strike tranne Unicredit, ma basterebbe un rialzo di Unicredit del 5% (e non c’è dividendo di mezzo prima della prossima data di rilevazione), senza che gli altri titoli scendano sotto strike, che il certificato potrebbe rimborsare ad aprile 1052,53 garantendo un ritorno dell’8% in soli 3 mesi (32% su base annua).

Spesso non si pensa a questo plus !!! Se va male (per modo di dire) mi tengo un certificato che ha strike ottimi e barriere al 50%. Se va bene faccio un 8% in tre mesi e poi dovrò solo cercare qualcos’altro, magari con le stesse caratteristiche. E’ decisamente un gran bel periodo, per chi ha liquidità da investire.

Se non hai liquidità da investire solo perché sei incastrato su qualche certificato, approfittane e chiedi una coaching gratuita per analizzare il tuo portafoglio e vedere se conviene una sostituzione mirata con altri prodotti.

Inoltre ti ricordo che mercoledì 13 febbraio alle ore 18 terrò un webinar free sui certificates, per fare il punto sul particolare momento di mercato e su quali certificati ritengo più interessanti.

 

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Giovanni Borsi