La più grande fregatura nella quale possiamo cascare è crederci tanto bravi – o credere che qualcun altro lo sia talmente tanto – da prevedere il futuro. Questa è solo una frase presa dal manuale “Bankarate” (pag.92) che andrebbe letto e riletto più volte, per il concentrato di spunti utili alla crescita personale, per arrivare a trasmettere il messaggio di oggi.

Uno dei fiori all’occhiello di Gbinvesting è sicuramente la grande conoscenza delle operazioni straordinarie sul capitale che di fatto mi hanno permesso di conoscere a fondo la storia della borsa italiana. Nessuno dei nostri clienti è rimasto invischiato con azioni di banche fallite o decotte, tanti sono riusciti ad uscirne per tempo, tanti altri ancora ne hanno cavalcato i ribassi e guadagnato tanto (+50% lo scorso anno, ma sempre oltre il 100% negli anni precedenti, eseguiti alla mano). Purtroppo molti non sanno uscire da operazioni in perdita quando questa diventa importante, si attaccano alla speranza che il titolo risalga o peggio ancora comprano perchè “a questi prezzi è regalata!” Peccato che il prezzo può arrivare a ZERO.

Banca Carige, nata nel 1483 (qualche anno dopo Banca Monte dei Paschi) come Monte di Pietà di Genova, grazie al francescano beato Angelo di Chivasso, divenne poi Cassa di Risparmio di Genova con decreto del Re Carlo Alberto, con lo scopo di ampliare i servizi al piccolo risparmiatore ed essere propulsore dell’economia ligure fin dal XIX secolo. Dal 1995 Banca Carige è quotata alla Borsa Valori e per quasi vent’anni agisce ingrandendosi ed espandendosi al di fuori della Liguria mediante importanti e costose acquisizioni. La crisi del sistema finanziario, nonché un’operatività e una gestione discutibile (non a caso ci sono cause penali in corso) ha portato la Banca sull’orlo del fallimento, nonostante negli ultimi anni abbia rafforzato il suo patrimonio con continui aumenti di capitale.

Storie come questa purtroppo ne abbiamo già viste, ma nessuno ha fatto un’analisi attenta della diversità di questo funerale rispetto agli altri cui abbiamo assistito: Pop. Etruria, Bmps, Veneto Banca e Pop.Vicenza solo per citare i nomi più noti non avevano tra i loro principali azionisti soci forti come ha invece Banca Carige, per cui nelle altre banche citate è stato facile per la dirigenza della Banca fare tutto in barba ai piccoli azionisti e/o ai fondi comuni di investimento, che di fatto rappresentavano la totalità della Banca.

Sorprende invece come la dirigenza della Banca sia riuscita a nascondere il suo stato di insolvenza al socio di maggioranza!!! Ma perché la famiglia Malacalza ha investito così malamente i suoi soldi?

Vi ricordo che la stessa famiglia Malacalza godeva di buona fama nel saper investire sui cavalli giusti e dopo aver venduto le attività nell’acciaio (si parla di circa 1,2 miliardi di euro) investi nelle aziende guidate da Tronchetti Provera uscendone, dopo una battaglia legale, con circa 300 milioni di euro di plusvalenza (su 200 investiti). Il suo amore per Genova lo ha portato ad investire in questa Banca, forse lui stesso ne è rimasto truffato, fatto sta che ora non è disposto a mettere di nuovo mano al portafoglio (dopo averci messo oltre 400 milioni !!): anche i grandi sbagliano, lo ha capito forse tardi, io stesso vedendo il suo impegno ho comprato lo scorso anno finito l’aumento di capitale (dopo aver raddoppiato i soldi stando al ribasso dieci mesi), ma ho capito subito che non era il caso ed ho chiuso con una piccola perdita per poi tornare short non appena si è intuito che la Banca era alla fine.

Quello che voglio dire è che Malacalza magari non è Warren Buffet, ma non credo che Warren Buffet conosca il mercato italiano meglio di lui, per cui buttarsi su Cattolica Assicurazioni solo perché ha comprato Warren Buffet potrebbe non essere stato un grande affare; ma quello che più mi dà fastidio è che c’è la fila di formatori o sedicenti tali che si riempono la bocca dicendoti di investire come fa Warren Buffet, quando sanno poco o nulla di Borsa e soprattutto di storia della Borsa Italiana. Si limitano a copiare qualcuno dicendoti che copiano dai migliori: FACILE, se sbaglia Warren Buffet si casca sempre in piedi e si ha qualcuno su cui scaricare le colpe e se sbaglia lui nessuno si può lamentare. Guarda caso Warren Buffet investe nel lungo termine, per cui, se va male basta dire al cliente che deve guardare il suo investimento nel lungo termine (un po’ come fanno le banche coi fondi comuni di investimento) e così anche il formatore può continuare a venderti le sue strategie (meritano la sufficienza solo perché ti insegnano a risparmiare sui costi, magari proponendo ETF al posto dei fondi) e darti quattro suggerimenti utili che ti sembrano oro solo perché è onesto ed eticamente corretto e tu sei ignorante e deluso delle fregature che sinora ti hanno dato.

Facile far cadere nell’illusione dell’interesse composto, ma se si parte dal tasso free risk, anche con l’interesse composto non si va molto lontano !! Allora perché non taroccare un po’ questi conti e con un tasso raggiungibile e onesto (8%?) così da non sembrare dei cialtroni (ma ricordo che il tasso free risk è 1%) farti vedere le magie dell’interesse composto? Io lavoro sul breve e cerco di raggiungere risultati nel breve mettendoci la faccia e spiegando il perché anche di scelte sbagliate. Ed il camaleonte, che rimane il simbolo della mia vita da trader, rappresenta anche la costanza e lo studio continuo che occorre per arrivare ad ottenere dei risultati, per saper far tesoro dei propri errori e non demordere mai: accettare la sconfitta e perdere non significa gettare la spugna, e in questo mese di gennaio (+20% da inizio anno sulla globalità dei servizi) ho già archiviato il deludente risultato del 2018.

Ma quanti mollano ben prima? Purtroppo questa è la realtà. Per cui è inutile raccontare la storiella del lungo termine. La gente vuole risultati immediati e spesso non ha pazienza neanche 12 mesi, nonostante la mia storia (che è miglior garanzia di qualsiasi backtesting) sia costellata di risultati eccellenti. Ma solo chi non opera sui mercati è immune dalle perdite, e solo chi ha superato le perdite impara a stare sul mercato con profitto per decenni.

Così come ho iniziato prendendo spunto dal libro “Bankarate” finisco citando un’aforisma di pag. 89

“Il lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo termine saremo tutti morti”
John Maynard Keynes)

Giovanni Borsi