Siamo al 2°appuntamento con la nostra nuova rubrica e dobbiamo tornare sull’argomento RECUPERO MINUSVALENZE per allertare i nostri lettori da molte offerte deludenti. Per cui ho pensato ancora di utilizzare la vignetta di giugno, sempre molto attuale, perchè oramai sono all’ordine del giorno le doppie barriere o doppie cedole che non offrono niente di più di prima se non un nome accattivante.

Questa volta ho deciso di rompere le cedole a Unicredit e Leonteq,

ma questo tipo di comportamento è un po' di tutti gli Emittenti: emettere certificati su sottostanti che staccano lauti dividendi dopo poco tempo o che hanno rilevazione finale subito dopo lo stacco del dividendo, ovviamente su sottostanti come Intesa e Azimut il cui dividendo, permette loro grandi ritorni economici.


Ho preso due prodotti che spiegano due cose su cui fare molta attenzione prima di comprare un certificato:

REGOLA NUMERO 1: EVITARE DI COMPRARE CERTIFICATI CHE HANNO RILEVAZIONE FINALE SUBITO DOPO LO STACCO DI UN DIVIDENDO SOSTANZIOSO

Esempio - codice Isin DE000HV4AMJ3:

Cash collect emesso da Unicredit l’8 giugno 2015 su Intesa con strike 3.28€ e barriera discreta posta a 2.4615€, consigliato di recente su un report che diceva “basta che a scadenza il prezzo si mantenga ai valori attuali" (era a 2,40€ ora siamo a 2,10€) che si guadagna il 30% ma nessuno ti dice che proprio 15 giorni prima della rilevazione finale c’è lo stacco di un dividendo che, se pari a quello di quest’anno, è di ben 0,17€ per cui sufficiente a riportare il certificato ben sotto barriera.

REGOLA NUMERO 2: EVITARE DI COMPRARE CERTIFICATI EMESSI SU SOTTOSTANTI CHE PAGANO GRANDI DIVIDENDI SUBITO DOPO L’EMISSIONE

Esempio - codice Isin CH0411109751:

Express emesso da Leonteq il 3 maggio 2018 su Unicredi e Azimut (dieci giorni prima dello stacco della maxi cedola di Azimut) con un potenziale rendimento annuo del 28% (14% se dopo sei mesi i due titoli sono sopra al 95% degli strike di partenza, oppure 28% a scadenza se entrambi i titoli sono sopra alla barriera posta al 90%): peccato che dopo 10 giorni, con lo stacco del dividendo Azimut il titolo era già sotto barriera e lo è tutt’ora senza grosse possibilità di recupero (oggi siamo a -25% dallo strike).

Di sicuro è molto peggio il secondo, sembra studiato apposta per evitare di pagare, oppure per generare un premio molto alto, ma di fatto bisogna sempre sapere che più alto è il premio che riceviamo e più basse sono le probabilità di riceverlo!!! Per cui fare sempre molta attenzione anche alle date di rilevazione e a quando staccano i dividendi i titoli sottostanti su cui sono costruiti i certificati.

Spero di aver contribuito con questo breve articolo ad aggiungere un altro tassello alla vostra formazione così da saper sempre valutare ogni singola caratteristica del certificato che volete comprare; in queste furberie quasi tutti gli Emittenti sono un po' uguali, faccio veramente fatica a dire chi è il meno peggio, tutti cercano di usare le armi in loro possesso per rendere i loro prodotti più attraenti della concorrenza, ovviamente decantando i punti di forza del loro prodotto glissando abilmente sui punti di debolezza.

Approfitto di questo articolo per segnalare che a settembre Leonteq ha cominciato ad emettere certificati con la garanzia collaterale, ossia il certificato è coperto da una speciale assicurazione che garantisce l’investimento qualora l’Emittente abbia delle difficoltà, un primo esempio è dato da questo certificato CH0433737480 che rende ancora un buon 8,7% annuo: il costo del collaterale incide di quasi 1 punto sul rendimento, ma serve a tranquillizzare l’investitore che guarda anche al rischio Emittente, del resto soprattutto chi ha capitali preferisce dormire sonni tranquilli ed avere un punto in meno, soprattutto quando parliamo di un 8,7% annuo e con trigger cedole e barriere poste al 50% (i sottostanti sono Azimut Intesa e Fineco).

Leonteq ha già fatto un aumento di capitale a luglio, ma probabilmente la sua campagna aggressiva sul mercato italiano ha cominciato ad infastidire i suoi concorrenti, che, anziché cercare di controbattere con offerte migliori, hanno pensato bene di diffondere voci di difficoltà, giusto per spaventare l’investitore e fargli preferire i suoi vecchi e amati Emittenti.

Non oso pensare le cattiverie che diranno su di me, soprattutto ora che ho introdotto questa rubrica che rompe molto le cedole!!!

Per chi non lo avesse ancora capito, caratteristica comune di banche e politica, ossia la palla al piede del nostro Paese, è cercare di eliminare i concorrenti dicendo che falliranno o che sono dei delinquenti etc etc … anziché contrastare i concorrenti migliorandosi ed offrendo un servizio migliore ai propri clienti e/o cittadini, continuano ad essere la nostra palla al piede, compiendo continui disastri che pagheremo noi e i nostri figli.

Alle banche non gliene frega nulla di fare i vostri interessi, guardate solo Exane, che dopo avere emesso un prodotto per le minus quanto meno decente (vedasi articolo rompicedola n.1) , ora che è gioco facile, avvicinandosi la fine dell’anno, vendere certificati per il recupero minus, ha emesso un altro certificato per il recupero minus, ma stavolta è stata molto meno generosa, beh del resto chi arriva lungo e si preoccupa delle minus solo ora e non tutto l’anno, merita poi di essere bastonato e sfruttato con queste offerte commerciali che fanno concorrenza ad altri prodotti del medesimo Emittente (su cui si vede ha già spesato laute commissioni e non ha più interessa a proporlo).

Parlo di questo prodotto ora pubblicizzato da Exane. Codice Isin FREXA0013039 che paga una cedola del 9,5% a dicembre (sempre legata all’Eurostoxx50, ossia basta che questo non perda più del 20%) per poi pagare un’autentica miseria, uno 0,5% mensile con trigger cedola al 65% su tre bancari, Intesa Unicredit e Mediobanca: sul mercato ne sono passati 450 mila euro nella giornata di venerdì quando sarebbe stato meglio un prodotto dello stesso Emittente, il FREXA0011074 che ora non scambia più (si vede che ha già dato i suoi frutti !!) ma che paga un 18%... perché non promuove più questo??

Secondo voi fa i suoi interessi o i vostri?

Ovvio che il certificato da me segnalato settimana scorsa, il XS1520290633 di Credit Suisse, che già consideravo meglio di quello di Exane al 18%, rispetto a quello nuovo di Exane al 9,5% non è neanche da paragonare, pagando cedola esattamente doppia, del 19% e cedole successive identiche (1.50% trimestrali contro 0.5% mensili) e su titoli decisamente più solidi dei 3 bancari proposti da Exane, e pure con una protezione sulle cedole e sulla scadenza posta al 50% degli strike originari. QUI trovi tutte le caratteristiche di questo certificato .

Per cui massima attenzione in questo periodo, l’urgenza di una decisione che non potete rimandare (perché vi stanno scadendo le minus) potrebbe farvi prendere la decisione sbagliata andando a prendere la prima proposta che vi capita sotto tiro, saggiamente pubblicizzata da chi ne trae grandi benefici.

Io sono sul mercato da oltre trent’anni, lo faccio con passione e professionalità, non mi piace dirti cosa comprare o vendere ma voglio insegnarti a capire consapevolmente come scegliere il prodotto giusto per te; nei miei articoli troverai sempre dei confronti tra più certificati, perché io voglio insegnarti a saperli scegliere in autonomia, un po’ anche per deresponsabilizzarmi in quanto come dico spesso in pubblico "non mi piace essere insultato quando io ho dato il mio meglio", purtroppo quando si danno consigli di finanza agli amici (ovviamente gratis se no che amicizia è!) se le cose vanno bene difficilmente ti dicono grazie ma se le cose vanno male sono pure capaci di toglierti il saluto.

Noi di Gbinvesting crediamo che il miglior modo di fare politica sia di fare bene il proprio lavoro.

Se ancora non ci conosci, sappi che Gbinvesting non è solo Giovanni Borsi ma un'equipe di professionisti che puoi testare gratuitamente prenotando una coaching gratuita e dopo non avrai più dubbi su cosa fare per il recupero delle minusvalenze, perché esistono i certificati ma anche tanti altri modi e strumenti finanziari che solo i più esperti conoscono.

Giovanni Borsi