COSA è RIMASTO “DI NOI” DAL FALLIMENTO LEHMAN?

Chiunque di noi si ricorderà precisamente dove era l’11 settembre del 2001, che ha rappresentato una delle tragedie mondiali più grandi dell’ultimo secolo nonché la miccia che ha acuito ancora di più la battaglia tra Stati Uniti d'America e Medio Oriente (chi è il bene o il male non lo sappiamo ancora).

Economicamente parlando è stata una catastrofe. Ma se una simile catastrofe partisse dal sistema bancario, come se crollasse una delle torri portanti di Wall Street come reagirebbe il mondo del business?

Vi faccio questa domanda: perché il 15 settembre del 2008, una delle più grandi banche di investimento al mondo (fondata dall’immigrato tedesco Henry Lehman in Alabama), con più di 25 mila impiegati sparsi per il mondo, presentò istanza di fallimento?

Questo Crac ha degnamente segnato l’avvio della Grande Crisi di questo secolo, travolgendo letteralmente gli Stati Uniti ed innescando una recessione economica a livello globale.

Volete un esempio a livello di trading? Beh eccolo: repentino crollo delle borse.

Il DJ perde oltre 504 punti ed in una sola seduta, a livello mondiale, vengono bruciati 120 miliardi di euro di capitalizzazione, figo no? Pensate che questo Chapter 11 ha, ovviamente, intaccato anche il mercato valutario (con l’euro che schizza nei confronti del dollaro) ed il petrolio che crolla sotto i 100 dollari al barile. Follia pura. Cosa può fare la mente umana!!!

Ed è proprio la mente umana che ha generato tutto questo, il cervello finanziario creativo (mutui sub-prime).

Ma andiamo per gradi. Il grande sogno americano:

tutti volevano comprare una casa - che nell’immaginario collettivo significa un piccolo grande traguardo nella vita. Infatti tra il 2003 ed il 2004 il mercato immobiliare americano registra un boom mai visto ed i “volponi” di Lehman cosa fanno? Acquistano 5 istituti di credito ipotecario... beh che dire? bella mossa sicuramente, anche perché nei tre anni seguenti la divisione immobiliare della banca di investimento registrava profitti record e questo significava elargire una marea di bonus (cosa a cui a Wall Street guardano con molto interesse).

Tutto questo lustro si mostrò anche in borsa, infatti la quotazione di Lehman nel 2007 registrò un picco di 86 dollari per azioni raggiungendo una capitalizzazione di quasi 60 miliardi. Ma siamo sicuri che tutta questa reddività derivasse da persone comuni che potevano realmente pagare i propri debiti?

I mutui sub-prime sono mutui ipotecari concessi a persone che non potrebbero accedervi alle condizioni normali cioè con minori garanzia di solvibilità (scusate ma i soldi si prestano a tutti?). Con la diffusione di questo tipo di mutuo aumentò l’offerta dei finanziamenti per la prima casa (beh ci credo… si danno soldi a tutti!!!), dando benzina al mercato immobiliare. Il rally dei prezzi del mercato della casa è l’elemento cruciale, in quanto i mutui subprime comportavano il pagamento DI RATE MOLTO BASSE nei primi anni ed un brusco AUMENTO negli anni successivi. Questa crescita dei prezzi permetteva di rifinanziare il mutuo e riportare le rate a livello basso.

Lasciatemelo dire: questa era una grande “genialata” (La creatività che bella cosa!!!) Finche dura fa avventura giusto?

Quindi tutti guadagnavano da questo semplice meccanismo: costruttori, agenti immobiliari, istituti bancari.. Questa belle epoque, come dicono i francesi, venne fermata dalla FED che innalzò i tassi di interesse riducendo da un lato la domanda di mutui e dall’altro rendendo insolventi quelli che lo avevano già.

Mi sorge un dubbio.. non è che al Tesoro tutti sapevano come sarebbe andata a finire e che quel TOO BIG FAIL alla fine non fosse altro che una grande bufala?

Vabbè andiamo avanti nella trattazione che è meglio… In tutta questa crisi un ruolo cruciale viene giocato dai derivati. Molte istituzioni avevano emesso questo strumento il cui rendimento era garantito dai mutui che a loro volta avevano acquistato. Avendo a garanzia questi mutui, per di più ipotecari (e come detto sopra LB aveva acquisito 5 banche ipotecarie), sembrava che il rischio complessivo associato a queste emissioni fosse limitato.

I mutui garantiscono entrate sicure e la crisi dei subprime si riassume così: molte persone che avevano sottoscritto questi mutui non sono stati più in grado di ripagarli. GAME OVER.

Ossia fine dei giochi, così come crollo delle quotazioni dei titoli da essi derivati. La nostra banca era tremendamente esposta a questo “giochino” ed infatti tutti sapevano che era piena di titoli spazzatura e politicamente nessuno la volle salvare.

Ora mi chiedo: secondo voi è possibile ancora? Il nostro sistema bancario internazionale ha capito realmente la lezione o nei libri contabili ancora si aggirano scheletri che nessuno vuole portare alla luce? In una visione Investing, se uno avesse creduto nel salvataggio bancario, sicuramente avrebbe fatto degli ottimi profitti. Il governo statunitense non avrebbe tardato a fare delle politiche accomodanti quali il QE per molti anni (questo ovviamente droga il mercato).

Qui di seguito vi mostro i grafici storici delle più grandi banche di investimento di WS.

Grafici 10 anni banche WS

Cosa succederebbe in Europa se fallisse un grande istituto bancario?

Provatevi a dare delle risposte… Di sicuro, visto che posso scegliere, oggi non vado certo a fare scommesse su Deutsche Bank, su Banca Carige o su Banca Monte dei Paschi, perché a mio avviso, anche se tutte e tre hanno fatto aumenti di capitale nello scorso anno, sembra che possano avere ancora bisogno di soldi e questo non farà certo bene alle loro quotazioni.

Del resto basta un annuncio come quello di ieri su Safilo (AdC per 150 milioni) che il mercato punisce inesorabilmente il titolo coinvolto (-17,75% in un giorno e 5.50% il giorno dopo), soprattutto se la ragione dell’aumento di capitale è unicamente ripianare dei debiti o garantirne il rifinanziamento.

Guardate Astaldi che a novembre dello scorso anno annunciò di avere dei problemi e di aver bisogno di un aumento di capitale ed oggi vale poco più di 1€ (ne valeva 6€) ed il ritardo nell’operazione sta ora penalizzando anche le obbligazioni (prezzo 37) che in realtà sarebbero state le prime a beneficiare di una eventuale ricapitalizzazione.

Ironia della sorte stavo pensando di scrivere un articolo dal titolo “Astaldi come Safilo nel 2010?”, per farvi capire cosa potrebbe succedere alle obbligazioni Astaldi (notizia di stamane, concordato preventivo!).

Se ti affascina la materia degli Aumenti di Capitale...con noi di GB Investing puoi arrivare a comprendere veramente i meccanismi che li governano ed imparare a sfruttarne le grandiose opportunità.

Stiamo entrando nel vivo della stagione, quella che vede da sempre la fine dell’anno - per quelle aziende che hanno bisogno di avere la liquidità al 31.12 - o l’inizio del nuovo anno come momenti cruciali per questo tipo di operazioni (novembre 2017 AdC Carige e febbraio 2018 Creval sono state le migliori opportunità degli ultimi 12 mesi). La tua occasione è quella di abbonati direttamente al nostro servizio d’eccellenza.

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Giovanni Borsi & Marco Marcucci