Circa un anno fa noi di Gbinvesting abbiamo organizzato il corso “Perdi Impara e Sviluppati” da cui è nata la collaborazione con Don Alemanno, noto vignettista che ci allieta con le sue vignette in molti dei nostri articoli.

Fu uno dei corsi più belli e utili cui io abbia mai partecipato, non solo come relatore, ma anche come allievo, visto che in aula erano presenti Stefano Fanton, Davide Biocchi, Massimo Vita e Tony Cioli Puviani, tutti personaggi che hanno potuto dispensare consigli su come affrontare il nostro nemico numero uno: noi stessi.

Proprio per questo motivo penso sia utile a tutti questo articolo inviatomi da un abbonato, che sicuramente sta facendo un grande lavoro su sé stesso. Buona lettura!

Giovanni Borsi

Un paio di consigli al volo

Nel mondo della speculazione è un fatto ormai noto che le emozioni e le troppe informazioni sono il grande nemico di ogni trader/investitore.

Jesse Livermore, uno dei più noti speculatori nella storia americana, ne parlò tanto e ripetutamente ormai quasi un secolo fà. Triste ma vero, l’anello debole di ogni trading system o programma d’investimento è molto spesso lo stesso trader o investitore. Ma che cos’è che porta il trader a commettere errori?

Jake Bernstein, in un bellissimo articolo del 2007 dal quale prendo spunto per alcune riflessioni, risponde a questa eterna domanda in poche e semplici parole: “too much thinking”, il pensare troppo. Continua Bernstein: anche i traders con più esperienza sono consapevoli del fatto che il trading è un “gioco” psicologico. Dopo tutte le analisi e gli studi fatti, dopo che tutti gli “esperti” hanno fatto le loro “previsioni” e dispensato i loro pareri e consigli, resta il fatto che quello che il trader fa rispetto a quello che dovrebbe fare sono cose molto diverse.

Per molti e forse troppi anni i traders hanno considerato il mercato come il loro grande nemico. Mentre di fatto sono loro stessi i loro peggiori nemici. E’ da tempo assodato che siamo prigionieri del nostro ego, delle nostre paure, dalla nostra avidità, delle nostre emozioni. Siamo tutti un po’ affetti della sindrome del “senno di poi” e “dell’avrei dovuto”:

  • Avrei dovuto andare long/short, sapevo che il mercato aveva raggiunto un minimo/massimo.
  • Avrei dovuto mettere lo stop loss.
  • Avrei dovuto incrementare la mia posizione, me lo sentivo che era la cosa giusta da fare!
  • Avrei dovuto pazientare di più/non sarei dovuto uscire, sapevo che il mercato sarebbe andato nella mia direzione!
  • Avrei dovuto dare retta/non avrei dovuto ascoltare i consigli della newsletter di quel trader famoso.

E questa è solo un’infinitesima parte dei pensieri (della sindrome) che custodiamo nel nostro zainetto psicologico e da cui facciamo fatica a liberarci. Pensieri che generano dubbi e insicurezze e che portano ad una conseguente spasmodica ricerca di ulteriori informazioni, conferme, pareri e di nuovo studi sui grafici, libri di trading, indicatori, oscillatori, expert advisor e chi più ne ha più ne metta. Senza di fatto che tutto questo rodeo cambi di molto le impietose e drammatiche statistiche, che tutti conosciamo, tra trader perdenti e vincenti.

Ovviamente la domanda che ci facciamo tutti è: esiste una soluzione a questi problemi?

Lasciando da parte la mia esperienza personale che conta poco o nulla, i consigli più importanti di chi ce l’ha fatta sono sempre gli stessi e non sono poi molti, ma ritengo siano imprescindibili:

  1. Primo fra tutti: bisogna avere capitale e le aspettative sul rendimento devo essere proporzionate a questo e soprattutto realistiche. Scordatevi la leva. E il capitale da destinare deve essere solo una parte della liquidità che avete a disposizione;
  2. Avere tempo da dedicare sia allo studio che alla pratica (come in tutte le cose, anche le più banali). Di certo non un’ora al giorno dopo il lavoro.
  3. Trovare un professionista vero (ce ne sono pochi da noi ma ce ne sono e anche di bravissimi) da seguire (quindi dovete avere tempo e soldi perché i migliori costano) che vive veramente di mercati e i cui risultati sono dimostrabili e consultabili (purtroppo le chiacchere stanno a zero), un professionista che oltre a insegnare sia operativo.

Se manca una sola di queste tre semplici regole lasciate perdere. Sapete già in quale statistica rientrerete!!!

Fabio M.

***

Ringraziamo tutti Fabio del contributo che ha dato alla nostra GB Community, penso occorra far tesoro dell’esperienza positiva e/o negativa di tutti, io dico sempre che è dagli errori che si impara di più: il problema principale è che io ho una grandissima capacità di risollevarmi dagli errori e riuscire dunque a migliorare, per molti invece la perdita la cui dimensione è soggettiva (una cosa è il capitale economico e l’altra è il capitale psicologico) porta all’abbandono al trading, pur avendo raggiunto livelli di conoscenza discreti.

Questo è il principale problema. Nessuno avrà mai la bacchetta magica per essere vincente sempre, per cui occorre sapersi abituare alle perdite, perché nel mondo del trading e degli investimenti sono inevitabili. Occorre invece salvaguardare sempre il capitale psicologico e lavorare per tagliare le perdite e far correre i profitti.

La vignetta che accompagna l’articolo sarà una delle vignette che potrete vedere nel mio prossimo libro, descrive la mia migliore operazione su:

un aumento di capitale in cui con 18.000€ ne guadagnai oltre 300.000€ in una settimana.

Se avessi venduto il giorno dopo raddoppiando i soldi (come avrebbero fatto in tanti) non mi sarei di certo comprato la casa sulla collina, o comunque avrei dovuto aspettare degli anni di tanti piccoli gain. Questo vale anche con le opzioni: tutti a proporre strategie mirabolanti che se va bene guadagnano una miseria e che hanno altissime probabilità di successo, ma poi quando incappano nell’inevitabile cigno nero, rovinano anni di lavoro e non si risollevano più.

Con le opzioni bisogna pretendere il giusto guadagno, rapportato al rischio. E questo e tanti altri dettagli te li insegnerò al prossimo corso live.

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Giovanni Borsi & team Gb Investing