Finita l’estate si è pensato di continuare con la serie di analisi che insegnano "l’arte del confronto” per essere in grado di compiere in modo corretto il primo fondamentale passo: la scelta del certificato da comprare. Abbiamo preso spunto dalla famosa rubrica di Gene Gnocchi “il rompipallone” per mettere al servizio dei lettori la nostra voce indipendente che verrà presa da altri come posizione di “rompiscatole”:

Quando insegni l’abc dei certificati e riesci a portare nuovi potenziali clienti in questo settore tutti sono a disposizione, sempre pronti ad organizzare eventi, ma quando si va ad alzare l’asticella e rendi il tuo lettore “troppo” preparato per cui anche critico nei confronti dei prodotti proposti, diventi il nemico numero uno da combattere.

Per questo motivo penso sia azzeccatissimo il nome che abbiamo deciso di dare alla nuova rubrica. Gli spunti per la discussione verranno presi da email promozionali che ci arrivano o dagli articoli sponsorizzati che vediamo online dove tutti decantano le qualità di un loro prodotto. Il nostro compito è quello di tenere gli occhi ben aperti e fare in modo che i nostri lettori non facciano come il Toro della vignetta, abbindolati dalla prima proposta allettante che gli viene offerta, senza guardarsi intorno per capire se ci siano altre belle proposte.

Meglio evitare quei prodotti truccati molto bene perché magari sotto sotto poi non sono così sexy.. Il nostro ruolo primario non è dirvi di comprare questo certificato o l’altro ma di insegnarvi a valutare e scegliere il prodotto per la sostanza e non per il nome o l’offerta ammaliante, così da farvi capire da soli quando in queste proposte ci sia qualcosa di interessante o al contrario quando si usano le armi del marketing per venderti aria fritta (un po' quello che avevamo scritto qualche mese fa in questo articolo, che ad oggi è risultato essere il nostro articolo più letto).

Personalmente quando trovo qualcosa di interessante ed innovativo sono il primo ad esserne felice e la prima cosa che penso è se si può fare di meglio. Se tutti facessero come me, la concorrenza fatta sulla qualità dei prodotti offerti porterebbe grandissimi vantaggi all’utente finale, che troverebbe centinaia di prodotti interessanti e non poche decine (su oltre tremila quotati!!!).

E’ nata dunque l’idea di bacchettare sempre di più gli Emittenti, andando a colpirli proprio sui prodotti su cui spendono anche risorse per pubblicizzarli e poterli vendere in quantità industriali, magari andando a proporli ai professionisti del risparmio che proprio in questi mesi sono alle prese con il solito problema delle minusvalenze dei propri clienti che scadono a fine anno.

Il confronto che faremo oggi è su 2 prodotti di punta:

  1. il primo emesso da Exane e pubblicizzato recentemente da Websim con una spiegazione molto dettagliata sia dello scenario di mercato che delle caratteristiche del certificato;
  2. il secondo emesso da Credit Suisse che ancora non ha ricevuto recensioni.

Quello che balza all’occhio nell’articolo di Websim è che la scelta dei sottostanti sembra sia stata fatta dopo un'attenta analisi, quando in realtà (ovviamente questo è il mio pensiero), si sono scelti tre titoli, Azimut per l’alto dividendo che paga e che va a finanziare la struttura (lo incassa l’Emittente) e Arcelor e Nokia per la loro volatilità.

Ma vediamo le caratteristiche dei due certificati:

 cedola tabella 2

CODICE ISIN FREXA0011074

Inizialmente per il pagamento del cedolone del 18% a dicembre il sottostante considerato è l’Eurostoxx 50 (che si muove molto lentamente per cui offre maggiori garanzie), anche se l’80% di trigger cedola non è proprio sicurissimo; dal 18 gennaio 2019 ogni mese il certificato potrà pagare (con effetto memoria) una cedola dello 0,4% qualora tutti e tre i sottostanti siano superiori o uguali al 65% del loro livello iniziale. Da marzo poi il certificato potrà essere rimborsato anticipatamente se tutti i titoli si troveranno sopra strike.

CODICE ISIN: XS1520290633

Emesso da Credit Suisse con scadenza cinque anni, con sottostanti i titoli Azimut, Arcelor, Volkswagen, Fca e Stm, il cedolone è del 19% e condizionato ad un trigger posto al 50%, mentre le cedole successive sono trimestrali pari all’1,5% e hanno un trigger posto al 70% dei livelli di prezzo iniziali. La barriera finale è al 50% degli strike di partenza. L’autocallable è in vigore dal 18 marzo 2019.

Entrambi i certificati sono studiati apposta per agevolare il recupero di minusvalenze che vanno a scadere a fine 2018 perché permettono con buone probabilità il pagamento del maxi coupon (anche se io su Eurostoxx avrei tenuto la barriera più profonda, perché in 6 mesi in caso di accentuato ribasso anche un indice può perdere il 20%), inoltre possono avere un appeal speculativo per i più rialzisti, in quanto possono - in caso di rimborso anticipato a marzo - garantire un rendimento su base annuo considerevole (40%), ma possono anche essere interessanti per un investitore prudente, in quanto il cedolone, una volta incassato, funge un po' da airbag qualora il mercato scenda in modo deciso.

La mia idea è che se avessero fatto strike entrambi ora non ci sarebbero state molte differenze tra i due prodotti, in quanto:

  • Una barriera all’80% sull’Eurostoxx in 3 mesi è già molto più prudente che la stessa barriera in sei mesi.
  • Il minor flusso cedolare del primo è giustificato dai 3 sottostanti (anziché 5).
  • La protezione sulla cedola è migliore in quello di Exane (65%) rispetto a quella di Credit Suisse (70%), e le cedole sono a memoria.
  • La barriera a scadenza è peggiore in quello di Exane (65%) rispetto a quello di Credit Suisse (50%) ma la durata del certificato è di 3 anni anziché 5.

Il problema principale è che il certificato di Exane è già stato emesso da tre mesi, quota 980 nonostante Arcelor sia scesa di un 11% e Nokia di un 4%, mentre Azimut è quasi sullo strike, per cui le barriere sono già molto più vicine.

Ragioniamo sul worst of del primo, che oggi è Arcelor, nel caso di Exane ho entrambe le barriere a 18,005€ mentre nel secondo caso ho il trigger cedola a 17,17€ (un 5% più basso nonostante sia al 70% dello strike anziché il 65%) e una barriera a scadenza a 12,265€ decisamente tutta un’altra cosa visto che Arcelor dai 18€ ai 12€ dovrebbe perdere un altro 30%

Questa cosa mi lascia pensare che il certificato abbia un prezzo non congruo (l’Emittente lo sta spingendo forte, ha pure organizzato un tour) e lo stacco della maxicedola lo potrebbe penalizzare ben di più dei 18 punti di stacco cedola, in quanto la cedola mensile è veramente poca cosa e la barriera di Arcelor è distante solo un 25%, mentre nell’altro certificato è distante il 50%.

Il secondo motivo per cui sceglierei quello di Credit Suisse è la maggiore probabilità di andare in autocallable a marzo, in quanto basta che i titoli tengano i prezzi attuali (solo Stm deve recuperare un 1-2%), mentre il certificato di Exane ha bisogno di un buon rialzo di Arcelor per sperare nell’autocallable.

Il terzo motivo è che il certificato di Credit Suisse è adatto anche ad un investitore prudente, indipendentemente che abbia o non abbia necessità di recuperare delle minusvalenze in scadenza, perché una volta incassata la Maxi cedola permette di avere investiti 800 € con un rendimento del 6% sul nominale (7,5% su 800) e 200 punti di capital gain a scadenza o al momento dell’autocallable, con barriere al 50%, per cui estremamente prudenti (sul mercato il 12% annuo con barriere al 50% è quasi impossibile da trovare, considerate che il certificato che ora è sul mio sito come top prudente, sempre con barriere sia per le cedole che a scadenza al 50%, è il CH0423436820 che paga cedole mensili dello 0.926% (11% annuo) rende quasi il 12% per via che si riesce a comprare a 960 circa proprio grazie al ribasso di Arcelor (per maggiori info clicca qui).

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Giovanni Borsi & team Gb Investing