Il caldo, la sabbia e il mare portano inevitabilmente l’investitore ad abbassare le armi e a cercare di godersi il relax estivo. NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO! Sì, è vero, la volatilità cala sui mercati, i volumi scendono notevolmente e le operazioni sono concentrate spesso in trading range ma questo non è affatto sinonimo di maggiore serenità.

Il FTSEMIB sembra essere un cavallo imbizzarrito oscillando di ben 5 punti percentuali in una sola settimana e soprattutto chiudendo la candela weekly sotto all’importante supporto dei 21.200 punti (minimo registrato dopo il forte calo dei mercati di maggio). Potremmo vederne delle belle prossimamente!

Insomma, se non hai la giusta fonte informativa (ed è per questo che è importante leggere ed informarsi costantemente sui propri siti di riferimento) e i giusti tempi, anche d’estate, il mercato può lasciarti in mutande nel vero senso della parola. Andiamo al sodo e cerchiamo di trasformare le parole e l’esperienza in saggi investimenti anche sotto l’ombrellone.

Se hai avuto modo di conoscermi personalmente sai che sono orientato all’efficienza e odio farmi scappare le occasioni e questa mi pare esserlo in pieno! Nello scorso articolo, prima dei recenti crolli che stanno rendendo ulteriormente appetibile l’acquisto visti anche gli ottimi risultati semestrali pubblicati il 1° agosto, abbiamo analizzato e confrontato diversi certificati con sottostante ISP per capire quale possa rappresentare la soluzione migliore per il tuo portafoglio.

Qui vorrei anche aggiungere una nota esterna al discorso ma fondamentale nell’ottica di comprendere i meccanismi della finanza e di riflesso anche del titolo. Gli emittenti vogliono fare business e agiscono SEMPRE nel tentativo di soddisfare il maggior numero di clienti possibili per incassare così le commissioni. È dunque buon indicatore di mercato il totale delle emissioni di prodotti simili. Quando gli emittenti fanno a gara per promuovere prodotti con uguale sottostante (soprattutto quando sono con barriere di gran lunga inferiori a livelli già considerabili di sconto) significa che c’è molta richiesta e dunque che il titolo probabilmente sta solo vivendo un momento no e quota a sconto e presto potrà ritornare su valori maggiori.

Detto questo la nostra scelta è caduta su un prodotto targato Commerzbank (ti invito, se ancora non l’avessi fatto, a leggere le motivazioni del perché secondo noi sia il migliore!). Nell’ultima settimana il titolo quotato a Piazza Affari è passato da 2,45€ a 2,29€ registrando una performance negativa di ben 0,15 centesimi, ovvero di circa il 5%. Gli azionisti Intesa in questo momento si trovano sicuramente in difficoltà visto che questo valore non si vedeva da aprile 2017.

Noi siamo investitori oculati e ponderiamo bene le scelte relative alle barriere dei certificati che inseriamo nel portafoglio ed infatti questa situazione non ci spaventa per il momento. Come viene evidenziato dalle stesse parole del AD Carlo Messina durante la conference call:

il mercato sta agendo in maniera frenetica e senza rispettare realmente i valori dei fondamentali più che ottimi.

I risultati parlano chiaro.

Utile in netta crescita (+25,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). NPL in continuo smaltimento; sono stati ridotti di ben 2 miliardi i Non Performing Loans completando così il 50% dell’obiettivo posto fra il 2018-2021 nel solo primo semestre del 2018. Il coefficiente CET 1 è al 13,6% e tiene conto dei 1,85mld di dividendi distribuiti.

In generale le chiavi del business attuale targato Intesa SanPaolo sono:

  • l’aumento dei ricavi,
  • un continuo cost management
  • un calo del costo del rischio.

Sottolineo anche un parametro CHIAVE per la corretta visualizzazione dell’impresa sul mercato.

Il dividendo di ISP segnala la presenza di un gruppo forte e in continua espansione. La costanza con il quale viene distribuito e l’ingente importo (con gli attuali prezzi di mercato e basandoci sull’utile distribuito quest’anno potremmo affermare che oggi renda quasi il 10%!) rendono questa azienda la favorita in termini di investimento da cassettista nel reparto bancario italiano.

L’attuale situazione di debolezza è dovuta alle vendite generalizzate sui mercati per la paura, a mio avviso, di un ritorno agli scambi a settembre imprevedibile e condito di note negative guidate sia a livello nazionale dalla situazione instabile politica e dal debito sempre più insostenibile sia dall’inasprimento della guerra sui dazi a livello internazionale.

Questa situazione sta eccessivamente penalizzando un titolo sano non rispettandone i reali valori.

Per rafforzare quanto detto pocanzi e vedere come il titolo si sta comportando sul mercato dal punto di vista pratico inserisco un’analisi grafica che sostiene l’ipotesi di ingresso long (soprattutto in chiave certificates con barriere distanti) e che fornisce dei valori di riferimento circa i punti di minimo dai quali potrebbe inevitabilmente ripartire il trend di lungo. Ci sono diversi punti che giocano a favore delle valutazioni fino a qui effettuate.

intesa sanpaolo sottostante

 

Ciò che in questo momento fa la differenza è la presenza di una trend line dinamica (tratteggiata verde) la quale rappresenta a tutti gli effetti una zona di fortissimo supporto per il titolo. Il trend ascendente sembra essere in auge dal 2012 e non mi sembra che ci siano le condizioni perché possa essere rotta. L’azienda sta bene e continua a maturare buoni risultati anche se non sembra che il mercato stia prezzando questo impegno.

La zona dei 3€ sembra per adesso un ostacolo difficile che potrà essere superato solo probabilmente con una ripresa generalizzata dei mercati soprattutto per quanto riguarda l’indice nostrano che deve riuscire a rompere i 24.000 punti. I volumi sono decisamente inferiori in questo periodo e questa può essere un’arma a doppio taglio. Probabilmente stiamo assistendo a questi ribassi proprio a causa di questa motivazione, ovvero che i pochi operatori presenti sui mercati non riescono a controbattere i venditori che vogliono invece disfarsi, quasi a tutti i costi, dei titoli. Il prezzo attualmente si aggira nella zona della media mobile a 200 periodi che rappresenta un vero e proprio supporto per la quotazione. Se dovesse rompere a ribasso troveremmo ulteriore supporto in area 2,10€ che penso possa essere il vero punto di svolta per questo breve trend short anche in accordo con le teorie più classiche Elliottiane.

Per chi si intendesse di livelli di Fibonacci possiamo dire che il titolo sembrava reggere i 38,2 in area 2,37€ e che con la ultima giornata di borsa abbia rotto il livello spostandosi dunque sul nuovo target 2,17-2,10€. Il livello di 1,73€ (la barriera del certificato scelto) non sembra essere, dunque, un problema.

A mio avviso difficilmente vedremo il titolo toccare questi livelli. Considerando ulteriormente anche la presenza della cedola a memoria posso espormi personalmente ritenendo questo un buon investimento con un buon livello di rischio/rendimento. Se comprato al nominale rende il 10,2% annuale di cedole (che potremmo tranquillamente assimilare ad un normale dividendo stile ISP) con l’aggiunta del fatto che non sono esposto a mercato e che posso contare sull’autocall dopo 12 mesi.

Cesare Marsilio

Analista Certificates GB Investing

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