Sia che tu stia seguendo la nuova trovata estiva per tenere incollati al televisore gli amanti del calcio, sia che non te ne freghi nulla di questa competizione, ho pensato di scrivere una serie di articoli, sempre finalizzati ad educarvi come si sceglie un certificato, e allo stesso tempo per andare un po' più a fondo e capire veramente quali sono i pregi e i difetti dei principali Emittenti che operano nel mondo dei certificates.

Per non farvi mancare spunti operativi ho dunque pensato, nelle 4 settimane di agosto di creare una sorta di mini competizione con confronti di prodotti il più possibile simili, stilando delle classifiche parziali.

Queste le tappe che ci porteranno verso la finale:

  1. PRIMA SFIDA: phoenix su un solo titolo (Intesa San Paolo)
  2. SECONDA SFIDA: express certificate worst of
  3. TERZA SFIDA: phoenix worst of
  4. QUARTA SFIDA: certificati reverse

Se avete da segnalare qualche certificato che meriti di essere confrontato con altri non esitate a comunicarcelo, ma fatelo anche per segnalare quelle che ritenete autentiche trappole, perché è bene che il nostro pubblico le sappia riconoscere al volo!!! Anzi in ogni puntata cercheremo di scovare un certificato da lapidare, spesso “casualmente” suggerito da qualcuno in palese conflitto di interessi.

PRIMA SFIDA | PHOENIX SU UN UNICO TITOLO: INTESA SAN PAOLO

Phoenix su unico titolo

PRIMA SFIDA: CASH COLLECT CON SOTTOSTANTE INTESA SCADENZA 3 ANNI

CONFRONTO DE000CZ45RD1 / FREXA0012049 / XS1781181539

INTERNATIONAL CHAMPIONS CERTIFICATE agosto 2018Prendiamo tre certificati di recente emissione, dalle caratteristiche molto simili tutti con sottostante Intesa San Paolo. I due prodotti targati Commerzbank ed Exane si assomigliano ed essendo strutture molto semplici sono anche molto facili da valutare. Dopo averli sommariamente presentati in toto cercheremo di comprendere le dinamiche che rendono il certificato Commerzbank (DE000CZ45RD1) più vantaggioso rispetto a quello Exane (FREXA0012049) e a quello di Bnp Paribas (XS1781181539).

DE000CZ45RD1

Questo certificato di tipo Phoenix Memory emesso da Commerzbank il 26 luglio 2018 (scadenza 3 agosto 2021) prevede un solo sottostante (Intesa San Paolo) per cui è estremamente semplice. Ad ogni rilevazione (trimestrale) se il titolo Intesa San Paolo risulterà essere superiore alla barriera posta a 1,73425€, si avrà diritto al pagamento di una cedola pari al 2,55%; qualora una cedola non dovesse venire pagata, essendo tutte le cedole a memoria, si va a cumulare con le successive e verranno tutte pagate nel momento in cui ad una delle successive date di rilevazione Intesa risultasse di nuovo essere sopra al prezzo barriera. Il rimborso anticipato (AUTOCALL) sarà possibile solo dopo 1 anno per cui almeno 4 cedole verranno pagate.

FREXA0012049

Emesso il 13 luglio 2018 da Exane Finance questo certificato di tipo Phoenix Memory si presenta con lo stesso sottostante ma con strike e livelli di barriera differenti. Se non rimborsato anticipatamente prevede la propria scadenza al 12 luglio 2021. La funzione di rimborso anticipato (autocall) è prevista dalla data di rilevazione della sesta cedola mensile (10 gennaio 2019). Il funzionamento è speculare a quanto visto sopra anche se in questo caso la cedola è mensile ed è di solo lo 0,63% pari al 7,5% su base annua. La Barriera e il Trigger Cedola si equivalgono e vengono posti al 60% rispetto al valore dello strike. In questo certificato è presente l'effetto memoria e di conseguenza un'eventuale cedola mancata andrebbe ad accumularsi per una distribuzione successiva.

XS1781181539

Emesso il 4 giugno 2018 da Bnp Paribas questo certificato di tipo Phoenix si presenta con lo stesso sottostante ma con strike e livelli di barriera differenti e senza l’effetto memoria sulle cedole. Se non rimborsato anticipatamente prevede la propria scadenza al 19 luglio 2021. La funzione di rimborso anticipato (autocall) è prevista dalla data di rilevazione della sesta cedola mensile, ma una è già stata pagata (4 dicembre 2018). Il funzionamento è speculare a quanto visto sopra, anche in questo caso la cedola è mensile ed è maggiore e pari allo 0.75% pari al 9% su base annua. La Barriera e il Trigger Cedola si equivalgono e vengono posti al 70% rispetto al valore dello strike (esattamente come il certificato di Commerzbank). In questo certificato non è presente l'effetto memoria e di conseguenza un'eventuale cedola mancata sarebbe definitivamente persa.

CONFRONTO TRA I CERTIFICATI

Il mondo Certificates è molto ampio ed è per questo motivo che non esiste, a mio parere, uno schema rigido con il quale confrontarsi sistematicamente per ottenere il migliore (salvo che questa differenza sia eclatante in ogni singola caratteristica). Le strutture di ogni singola tipologia possono essere molto diverse fra loro e includere vantaggi e svantaggi che è necessario primariamente comprendere e successivamente integrare alla propria esperienza sui mercati per ponderare una decisione d'investimento vincente. In questo caso un confronto diretto di rendimento ci permette di intuire subito quale possa essere la scelta migliore nonostante, come spiegavo sopra, non sia sempre questo il parametro chiave da osservare.

RENDIMENTO - Consideriamo i principali scenari e valutiamo questi tre certificati che hanno caratteristiche molto simili e più facilmente confrontabili.

  1. SCENARIO 1: Intesa sale
    In questo caso il primo certificato risulta essere molto più reattivo degli altri per due fattori: la cedola più ricca e l’autocallable posta dopo 12 mesi (anziché 5 o 6). Quotando tutti poco sopra alla pari non c’è alcun vantaggio nel vedersi rimborsati in anticipo per cui, qualora Intesa salga il primo certificato è decisamente meglio degli altri, perché mi garantirebbe un 10% in dodici mesi contro un 3,5 % in sei mesi del secondo e un 3.75% in cinque mesi del terzo.
  2. SCENARIO 2: Intesa resta più o meno sui prezzi
    Probabilmente il prezzo di tutti e tre i certificati si manterrebbe vicino al valore nominale. Anche in questo caso vince il confronto il primo certificato unicamente per il miglior flusso cedolare.
  3. SCENARIO 3: Intesa scende di circa un 10% all’anno
    In tal caso il prezzo del primo e del terzo certificato risentirebbero di più della discesa dei prezzi, per via che hanno la barriera al 70% e non al 60% (anche se Exane ha lo strike più alto di due punti percentuali, per cui la barriera è migliore di un 8% e non di un 10%), ma sicuramente scenderà di più quello di Bnp Paribas avendo strike leggermente più alto, rendimento più basso e soprattutto non potendo contare sulle cedole a memoria.
  4. SCENARIO 4: Intesa scende violentemente
    Nel caso dei certificati con cedole a memoria questi potrebbero sempre far recuperare tutte le cedole non pagate, per cui il peggiore in assoluto sarebbe sicuramente il certificato di Bnp Paribas. A ruota ci sarebbe quello di Commerzbank che ha una barriera più alta di un 8% rispetto a quello di Exane.

Come abbiamo constatato è molto complesso riuscire a dare un valore matematico-statistico alle variabili che compongono un investimento simile ed in mancanza di dati precisi ci si basa sulle proprie conoscenze ed aspettative. Bisogna sempre ponderare il tempo per il quale ci si impegna a stare sul mercato e in base a questo capire se la remunerazione è sufficiente per garantirci di fare un buon affare.

È fondamentale avere fiducia in chi ha esperienza e ci guida alla conoscenza di questi strumenti. La comprensione passa sia dallo studio che dal tempo macinato sul mercato.

In fondo i certificati ci espongono al rischio azionario e questo è sia un pregio che un difetto. Per migliorare la capacità decisionale nel confronto è necessario, infatti, visualizzare graficamente come i livelli chiave si attestino in zone di prezzo molto simili.

Personalmente, dando per scontato che quello di Bnp Paribas manco lo prendo in esame (visto che è peggio in tutto rispetto a quello di Commerzbank), ritengo che se Intesa San Paolo dovesse scendere sotto ai 2€ ci sarebbe da preoccuparsi in egual maniera, sia che si sia scelto Commerzbank sia che si sia scelto Exane, in quanto significherebbe che sta succedendo qualcosa sul sistema Italia e/o sulle banche del nostro paese (di cui Intesa è sicuramente la migliore), tanto da far pensare che sia meglio correre ai ripari indipendentemente dal certificato scelto.

Per cui la mia personale scelta va sicuramente sul primo certificato, che rende di più e ha comunque una barriera ampiamente sotto ai 2€, i più prudenti potrebbero preferire quello di Exane, ma per una protezione di 8% migliore sulla barriera penso sia troppa la penalizzazione sulla cedola. Mai e poi mai conviene quello di Bnp Paribas perché battuto sotto ogni aspetto da quello di Commerzbank.

Questi confronti sono molto utili per capire quale sia l’Emittente più generoso (o onesto a seconda di come la vogliamo vedere) o meno esoso in termini di caricamenti effettuati sul prodotto. In questo caso risulta abbastanza facile fare il confronto perché abbiamo lo stesso titolo, strike molto vicini e stessa scadenza. Qualora non sia possibile il confronto per la complessità o per l’unicità del prodotto, sapremo sempre e comunque che quell’Emittente ha dei costi impliciti più alti dell’altro.

Oggi in questo piccolo torneo estivo a cui hanno partecipato Commerzbank, Exane, Bnp Paribas possiamo facilmente dire che sul gradino più alto del podio sale Commerzbank seguito da Exane e poi da Bnp Paribas.

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Alla prossima sfida.

Giovanni Borsi e il team Gbinvesting