Brutto vizio la procrastinazione: è furba perché da una parte ti illude che “tanto c’è tempo” e intanto ti abitua ad una determinata situazione che, più si consolida, più diventa difficile da scalfire. Molti eventi non sono prevedibili e quindi non sono pianificabili. Quando invece abbiamo date e scadenze precise, ci sono poche scuse a cui appellarci.

In questo testo, vediamo un caso eclatante in cui abbiamo tutti il calendario chiaro davanti al naso, eppure arrivano sempre quasi tutti in ritardo. E poi si mangiano le mani…

Un caso eclatante

9 Dicembre: “Buonasera Dott. Borsi, ho circa 10.000€ di minusvalenze che vanno in scadenza a fine mese; ha qualcosa da consigliarmi per non perderle?

Lo so che siamo in piena estate, sarai sotto l’ombrellone o ci starai per andare o sarai appena tornato e in questo momento del recupero minusvalenze te ne frega probabilmente ben poco. Ma tra pochi mesi siamo punto e a capo: la domanda datata 9 dicembre è ovviamente del dicembre scorso, ma altrettanto ovviamente me la aspetto puntualissima anche quest’anno.

Passano gli anni e la storia si ripete puntualmente, per cui posso affermarlo con una ragionevole dose di certezza.

Quando chiudi un’operazione in perdita,

maturi delle minusvalenze che non sono mica eterne: 

HAI 4 ANNI DI TEMPO per recuperarle,

sennò puoi metterti l’anima in pace.

4 anni è una durata decisamente importante e più che soddisfacente per pianificare una soluzione, è proprio difficile trovare una scusa plausibile. Eppure, più tempo abbiamo a disposizione e più ci sediamo sugli allori, così in dicembre è un classico: tutti a buttarsi su internet per cercare il guru dalla ricetta magica, che in un attimo ti risolve il problema.

Bianconiglio: Uh, poffare poffarissimo! È tardi! È tardi! È tardi!
Alice: Questo sì che è buffo. Perché mai dovrebbe essere tardi per un coniglio? Mi scusi? Signore!

Bianconiglio: Macché! Macché! Non aspettano che me! In ritardo sono già! Non mi posso trattener!

Alice: Dev'essere qualcosa di importante. Forse un ricevimento. Signor Bianconiglio! Aspetti!

Bianconiglio: Oh, no, no, no, no, no, no! È tardi! È tardi, sai? Io son già in mezzo ai guai! Neppur posso dirti "ciao": ho fretta! Ho fretta, sai?

Seguire il Bianconiglio significa fare attenzione ai piccoli eventi. Sono i dettagli tante volte a fare la differenza.

Sei abbastanza curioso di vedere dove va a finire?

Quando si parla di recupero minusvalenze, la gente tende a sbuffare e rimandare (anche perché ricordano una perdita, quindi la vogliamo tenere ben lontana dalla memoria…), tanto c’è tempo e poi, quando il tempo stringe, parte l’urgenza.

Rimandare ad un domani non ben definito le cose importanti (se le segni, è proprio perché sono importanti), perché oggi hai da fare cose più urgenti, non è una gran genialata a lungo andare: passano i mesi e gli anni, perché c’è sempre qualcosa di più “urgente”!

In quest’ottica, anche se avessimo 40 anni di tempo per recuperare le minusvalenze, arriveremmo lo stesso l’ultimo mese del trentanovesimo anno ad attivarci per trovare la soluzione e metterci una pietra sopra.

Perché ci caschiamo (quasi) tutti?

Perché non è chiara a tutti la differenziazione tra importante e urgente, alla base della GESTIONE DEL TEMPO. Niente di meno che Eisenhower, generale e presidente statunitense negli anni 50, ci viene in soccorso con la sua matrice, che serve a ordinare le priorità, separando ciò che è urgente da ciò che è superfluo.

Una difficoltà di fondo è che le cose importanti sono soggettive (quello che è importante per me, può non esserlo per te e viceversa e quello che è importante in questo momento della vita, può non esserlo più in un domani) e quelle urgenti sono oggettive (dipendono unicamente dalla variabile tempo).

Eisenhower, che qualcosa sulla gestione del tempo l’aveva capita e qualche risultato lo ottenne, creò una matrice, ripresa successivamente anche da Stephen Covey, in cui classificava le operazioni da svolgere in 4 categorie, a seconda appunto della loro importanza e della loro urgenza, così da stabilire con intelligenza la lista delle priorità e la relativa pianificazione.

“Ciò che è importante raramente è urgente e ciò che è urgente raramente è importante”
(Dwight D. Eisenhower)

Schema Urgente Importante

Se hai delle minusvalenze in scadenza nel giro di pochi mesi (mancano circa 150 giorni a Natale…), in quale quadrante le collochiamo?

Se non te ne frega niente delle minusvalenze, perché nel frattempo è successo chissà cosa e oggi non sono più una cosa per te (soggettivamente) importante, allora bye bye, ci vediamo al prossimo articolo.

Se invece IL RECUPERO MINUSVALENZE E’ PER TE IMPORTANTE, allora si gioca tutto solo sul fattore TEMPO:

  • se NON è urgente, prendi agenda, telefono, post it, quello che ti pare e pianifichi modalità e tempi
  • se è urgente, lo fai in fretta, ti togli il dente e non ne parliamo più (tipico dei ritardatari di dicembre)

Ed ecco passare Bianconiglio con il suo orologio da taschino fuori dal panciotto con una lista di potenziali soluzioni per te…

IL MIGLIOR MODO PER POSTICIPARE LE MINUSVALENZE E’ TRAMITE L’UTILIZZO DEI CERTIFICATES

I certificati di investimento sono la soluzione più semplice e più efficace per spostare in avanti le minusvalenze e non perderne dunque i benefici fiscali.

Ti riporto qualche esempio tra i migliori (e peggiori) certificates attualmente in circolazione, così consolidi sempre di più le tue abilità di confronto. Ricorda sempre il nostro mantra:

ANALISI – CONFRONTO – SCELTA – GESTIONE

Certificato di Credit Suisse - codice Isin: XS1520290047

con sottostanti i titoli Fiat, Generali, Intesa, Telecom e Unicredit.

Il certificato paga una maxi cedola del 14% il 1 ottobre 2018, a patto che nessun titolo quoti sotto il trigger posto al 50% del prezzo strike.

A partire dal 1 ottobre, se i 5 sottostanti sono sopra il loro prezzo strike, nel giorno di rilevazione, scatta la clausola Autocallable e si viene rimborsati in anticipo a 100: in questo caso la minusvalenza non si è solo spostata in avanti, ma è effettivamente recuperata.

Qualora invece pagasse solo la cedola del 14% e non rimborsasse, il certificato continuerebbe la sua vita. Le cedole successive sono a cadenza trimestrale con importo pari all’1,25% del nominale (100) e il trigger cedola passa al 70% del prezzo strike.

Se arriva a scadenza, la barriera per il rimborso del capitale è molto difensiva e pari al 50% degli strike di partenza. Essendo stato emesso da poco, i titoli del basket hanno tutti strike molto bassi, quindi questo certificato si presenta con un doppio aspetto: prudente per via della barriera profonda, ma anche con un appeal speculativo, visto il possibile rimborso tra 2 mesi (1 è già passato) con un potenziale rendimento del 14%.

Il 27 luglio il certificato si comprava a 99,75 e il peggior sottostante è Fca, per via del ribasso post Marchionne.

Questo certificato può essere interessante per diverse tipologie di investitori:

  • Risparmiatore che ha il problema delle minusvalenze in scadenza: può contare sulla quasi certezza della prima cedola del 14%; se poi venisse anche rimborsato subito, meglio ancora;
  • Investitore prudente: può avere interesse a metterlo in portafoglio per il flusso cedolare e le barriere iperdifensive (50%), un rendimento di quasi l’8% ed un possibile extra-rendimento in caso di rimborso anticipato. Non a caso, l’ho inserito nel mio portafoglio Modello Prudente e l’ho inserito nel sito www.gbinvesting.com come miglior certificato prudente di questo periodo;
  • Investitore più aggressivo: potrebbe puntare sul rendimento legato al rimborso anticipato, magari attuando una mini protezione sull’unico titolo debole (Fca), andando a vendere una call a 3 mesi su Fca, ma standosene tranquillo sotto l’ombrellone grazie alle protezioni che il certificato offre.

Attenzione, guardiamone un altro adesso...

C’è chi qualche settimana fa ha riproposto questa offerta come fosse irresistibile, dicendo che era ancora più conveniente ora che il certificato aveva già perso un 10% sul prezzo! Ma non gli è passato neanche per un momento nell’anticamera del cervello che forse è sceso proprio perchè è una ciofeca?

Certificato di Natixis - codice Isin: IT0006742024

con sottostanti Faurecia, Lvmh e Rheinmetall, titoli poco conosciuti, a parte Lvmh, utilizzati per la loro volatilità (uno dei quali è già sotto del 22% dallo strike).

Il certificato paga una cedola del 10% (contro il 14% di quello di Credit Suisse) con trigger al 60% (contro il 50% del primo), cedole trimestrali dello 0,7% (contro l’1,25%), con un trigger cedola al 75% (contro il 70%) ed è già a rischio di non pagarle, inoltre ha una barriera a scadenza del 60% (contro il 50% di quello di Credit Suisse).

Questa volta il confronto è stato decisamente facile: è veramente raro vedere ciofeche di questa portata, che non reggono il confronto su nessuna delle variabili su cui è costruito un certificato.

Per chi avesse invece fiducia nel recupero del nostro listino o del listino americano (o anche un semplice mantenimento dei prezzi) ed ambisse al recupero delle minusvalenze nell’arco di due anni (se va bene, basterebbe solo 6 mesi) ritengo ancora estremamente interessanti questi due EXPRESS:

Codice Isin: DE000CA0FJV1 emesso da Commerzbank con scadenza 24 mesi

con sottostanti Intesa, Generali, Azimut, Enel e Telecom.
È un Express a barriere decrescenti:

  • paga 1150 a dicembre con trigger autocallable posto al 95% degli strike;
  • 1230 a giugno 2019 con trigger posto al 90%;
  • 1310 a dicembre 2019 con trigger posto al 85%;
  • a scadenza nel giugno 2020 se il worst of è sopra all’80% dello strike iniziale, il certificato rimborsa 1390, se è sotto, ma sopra alla barriera posta al 70%, rimborsa 1000. Se invece fosse sotto alla barriera, rimborsa il nominale meno la perdita del worst of.

Al 27 luglio il certificato è tornato sopra 1000 ed il peggiore sottostante è Telecom, che vale 0.656€ contro il suo prezzo strike di 0.6872€, ma ad oggi tutti i titoli sono sopra al 95% dello strike per cui scatterebbe il rimborso già alla prima data utile. Rendimento atteso del 28% (su base annua) se rimborsa a fine novembre (rilevazione il 29/11/2018).

Codice Isin: XS1520290120 emesso da Credit Suisse con scadenza 24 mesi

su titoli del mercato americano, Boeing, Facebook, Alibaba, Apple e Alphabet.
È un express a barriere decrescenti:

  • paga 109,77 a dicembre con trigger autocallable posto al 95%;
  • 119,54 a giugno 2019 con trigger al 90%;
  • 129,31 a dicembre 2019 con trigger all’85%;
  • a scadenza nel giugno 2020 se il worst of è sopra all’80% rimborsa 139,08, se è sotto, ma sopra alla barriera posta al 70%, rimborsa 1000. Se invece fosse sotto alla barriera rimborsa il nominale meno la perdita del worst of.

Al 27 luglio il certificato quota in lettera circa 100 ed il peggior sottostante è Alibaba che, a fronte di un prezzo di partenza di 205,07, oggi quota 190, circa il 7% in meno. Rendimento potenziale del 20% annuo.

Questi sono degli accenni e spunti validissimi ma, per fare le cose fatte davvero bene, visto che ADESSO siamo in perfetto anticipo, ti mostro qualche tappa – caldamente consigliato da fare PRIMA di ripartire con le riunioni per il nuovo anno e le solite routine, cioè prima di cominciare con le scuse del “lo faccio domani, perché oggi devo fare una cosa più urgente”…

  1. Scegli e fissa una data sul calendario (almeno quando la guarderai, se non avrai ancora agito, non potrai non pensarci…) entro cui avrai depennato il problema minus, almeno di un altro anno. In che quadrante di Eisenhower sei???
  2. Quante minus hai
  3. In che anno scadono
  4. Come considera le cedole dei certificati la tua banca (Unicredit e BPM ad esempio NON compensano le minus con le cedole ed è un problema grosso se stai facendo tutto questo lavoro e poi ti ritrovi che il tuo intermediario, per delle sue regoline inefficienti interne, ti fa saltare tutta la pianificazione. INFORMARSI SEMPRE NEL DETTAGLIO DI COSA FA E COSA NON FA E COME LO FA IL PROPRIO INTERMEDIARIO. SE E’ SCARSO, BYE BYE, OGGI FAI ANCORA IN TEMPO A SPOSTARE IL DOSSIER SU UN’ALTRA BANCA E AGIRE PER TEMPO!
  5. Che capitale hai a disposizione per comprare certificati, così da capire quante cedole dover incassare
  6. Con questi dati alla mano...

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Niente scuse a fine anno: ai prossimi “Jingle bell” e “Merry Christmas and a happy new year” non potrai più accorgerti all’ultimo momento che hai delle minus in scadenza e non sai dove sbattere la testa per recuperarle o almeno per spostarle.

Solo chi ama le sorprese e segue il Bianconiglio con sana curiosità
può essere trasportato in un “altro paese delle meraviglie

Buone vacanze!
Giovanni Borsi & il Team GB Investing