Se uno fa il furbo, è giusto che prima o poi qualcuno se ne accorga e lo smascheri pubblicamente: quando un passo falso – volontario - incontra dall’altra parte qualcuno/qualcosa svelto a capire cosa sta succedendo, succede il patatrac.

John Robie fu un ladro di gioielli molto scaltro, protagonista del romanzo poliziesco del 1952 “Caccia al ladro” di David Dodge. All’apice della sua carriera, John Robie mise a segno una serie di colpacci, che gli valsero l’appellativo de “Il Gatto”: nessuna ricca dama poteva dormire sonni tranquilli se il gatto era in azione in zona. Una volta ritiratosi in pensione ed andato a vivere in tranquillità in una villa sulle colline della Costa Azzurra, Il Gatto, reso più moderato e saggio dagli anni ed anche dall’esperienza in carcere, si trovò nuovamente coinvolto in una indagine che lo vedeva come massimo sospettato, come ai vecchi tempi.

Qualcuno stava emulando alla perfezione il suo modus operandi nell’architettare ingegnosi furti di preziosi. Il Gatto era seriamente intenzionato ad aiutare le forze dell’Ordine per scovare il vero ladro che lo stava emulando così bene, così iniziò a collaborare ed in breve tempo si procurò una lista dei proprietari di gioielli più ricchi della Riviera, con l’intento di conoscerli e di proteggerli. Il tutto si complicò quando vennero rubati anche i gioielli della ricca vedova Stevens: i sospetti ricaddero spontaneamente su John Robie il quale, per dimostrare la sua estraneità ai fatti, di concerto con alcuni ex compagni di banda, cercò di catturare lui stesso il ladro durante una festa in maschera, la stessa festa in cui la polizia voleva beccare lui con le mani nel sacco!

Cambiatosi di maschera con un complice, John Robie si nascose sul tetto, in attesa che il ladro si manifestasse nella notte, così da poterlo beccare IN FLAGRANZA. Dopo un lungo inseguimento John Robie riuscì a fermare il ladro e, tra lo stupore generale, gli levò la maschera, svelando l’identità del vero ladro, che era……..

Non te lo dico, rimane pur sempre un giallo… diretto da Alfred Hitchcook.

Indipendentemente dall’identità del ladro (il commissario Lepic la bellissima figlia della Signora Stevens, interpretata niente di meno che dalla bellissima Principessa Grace Kelly?, l’amico Bertani? l’ex compagno di banda Foussard? …), il momento preciso su cui voglio soffermarmi adesso è

il fotogramma in cui John Robie leva la maschera al ladro dopo l’inseguimento sul tetto, svelandone la vera identità.

Che figura del cavolo essere smascherati davanti a tutti!

Ci è capitato a tutti di fare qualche passo falso e di provare vergogna una volta smascherati. A quel punto che vuoi fare? Più la giri e la rigiri e peggio è…

Se davvero ti eri mosso in regola, avrai modo di dimostrarlo, ma lo sai benissimo che se invece hai la coda di paglia, è inutile che ti ostini ad arrampicarti su per gli specchi! Circa un mese fa c’è stato un poliziesco a cui ho assistito in diretta sul mercato dei certificati di investimento: abbiamo smascherato un comportamento veramente antipatico ed adottato volutamente da un Emittente di certificati.

Ho già visto più volte diversi Emittenti pronti a guadagnare facile sugli errori di inserimento di prezzo della clientela, ma mal disposti a pagare QUANDO L’ERRORE LO FANNO LORO.

Sono stato parte attiva in questa vicenda, perché si tratta di un certificato che avevo in portafoglio da circa un mese (8 pezzi + 12 pezzi acquistati in un secondo momento e il fulcro del pastrocchio sta proprio qua) e che rilevava i prezzi da cui dipendeva il pagamento della CEDOLA lunedì 11 giugno.

Il giorno della data di rilevazione, antecedente ovviamente alla data del reale stacco, l’Emittente alla mattina lo prezzava 1030 e ad un certo punto lo ha prezzato 980.

Mi son detto subito che NON POTEVA FARE UN PREZZO COSì BASSO, in quanto la cedola del 5,5% sarebbe stata staccata dal prezzo 2 giorni dopo la data di rilevazione e pagata la settimana successiva, perché questo prevede il regolamento di Borsa ed è uguale per tutti.

E’ stato sul prezzo ribassato anomalo che ho incrementato la posizione, e come me tanti altri, con l’acquisto degli altri 12 certificati, appunto lunedì 11 giugno.

La fregatura iniziale e sulla quale mi sono impuntato è che In un primo momento vennero pagate le cedole SOLO sugli 8 pezzi, quelli che avevo già in portafoglio da un mese, ma non sui 12 comprati a prezzo ribassato!

Mi è suonato subito il campanello di allarme, che in men che non si dica si è trasformato in un eco assordante, visto che non ero l’unico ad averlo comprato e notato. Ormai siamo in qualche centinaio e quando alziamo la voce, si sente.

Di seguito, uno screenshot della situazione del mio conto, dove avevo i certificati incriminati e dove si vedono inequivocabilmente le tracce delle malefatte dell’Emittente.

CONTO GB

  1. Dalle alle prime tre righe, sembra che lo storno sia stato fatto il 18 giugno, come se volessero cancellare gli indizi dei loro giri oscuri
  2. il numero della riga è un numero progressivo, pertanto si capisce chiaramente che lo storno è stato fatto il 5 luglio.
    Sai cosa è successo dal 18 giugno al 5 luglio?
    Io e tantissimi altri acquirenti di questo certificato abbiamo fracassato i timpani a destra e manca all’Emittente furbacchione e, solo dopo reiterati reclami, si è finalmente arreso e ha pagato quello che doveva pagare, come da regolamento.
  3. Il mio acquisto dei 12 certificati aggiuntivi risaliva a lunedì 11 giugno. Come mai l’Emittente ha indicato come data per lo stacco dividendi venerdì 8 giugno (ossia la data prima dell’acquisto fatto il lunedì dopo), quando sino al 12 giugno si poteva ancora comprare ed incassare la cedola?

Caro Emittente, tu e tutti quelli che “lavorano” come te, se già sei stato colto in fallo, che proprio sto gran figurone non lo stai facendo, la cosa più intelligente che ti viene in mente di fare è

modificare anticipando artificialmente
la data dello stacco del dividendo?

E’ come se volessero dire che non c’era mala fede da parte loro: d’altronde avevano pagato regolarmente la cedola sugli 8 certificati che avevo già in portafoglio entro l’8 giugno, poi hanno stabilito che l’8 giugno fosse la data dello stacco del dividendo e quindi mica potevano pagare la cedola anche su eventuali certificati acquistati dopo l’8 giugno!

Come no, peccato che in realtà - e si capisce sempre dalla SEQUENZA delle operazioni - l’8 giugno è una data inventata il 5 luglio, perché il movimento è stato fatto il 20 giugno e non l’8 giugno, quindi il pagamento della cedola sarebbe dovuto essere fin da subito su tutti e 20 i certificati.

C’è stata la chiara volontà da parte dell’Emittente di non pagare la cedola sugli acquisti avvenuti a loro sfavore lunedì 11 giugno, ossia non voler pagare un proprio sbaglio: hanno sbagliato a prezzare e quelli sgamati e rapidi come me hanno INTERCETTATO UN’ANOMALIA NELLA PREZZATURA e hanno comprato a mani basse.

Quando arrivi a captare e ad agire su anomalie del genere, significa che sei un bel po’ avanti con la conoscenza del mercato e dei maccanismi – talvolta anche scorretti – dei vari operatori.

Che illusi: avranno davvero sperato di svignarsela invertendo 2 righe e inventando 2 numeri dal nulla!

Sono stati molto poco cauti – e pure un po’ sfortunati - che NOI LI ABBIAMO BECCATI COL DITO NELLA MARMELLATA e siamo insorti in massa.

Non hanno potuto appellarsi a nulla, anzi, hanno solo peggiorato drasticamente la loro situazione già di per sé delicata, perché hanno pure provato a fare i furbi fino all’ultimo, come se noi non sapessimo neanche leggere un regolamento e contare fino a 20…

Il regolamento era chiarissimo ed anche gli Organi di Vigilanza, che non brillano sempre per trasparenza ed immediatezza, non hanno potuto fare altro che confermare loro che dovevano pagare tutte le cedole (e se si sono sbagliati a prezzarlo l’11 giugno, mi sfugge il passaggio in cui questo debba diventare un nostro problema).

Fa te se bisogna andare a scomodare la Consob, quando basta leggere un regolamento e se possibile evitare di inventarsi date a caso!

Come ogni buon giallo che si rispetti, tutti gli elementi hanno concorso al raggiungimento della soluzione, infatti il finale è consolatorio, i colpevoli vengono smascherati e giustizia è fatta, infatti l’Emittente ha abbassato la cresta e ha pagato le cedole anche degli altri 12 certificati acquistati l’11 giugno e, come con me, ha fatto con tutti gli altri acquirenti.

Eppure colpo di scena su colpo di scena

anziché pagare e chinare il capo umilmente come la decenza avrebbe voluto, ha provato DI NUOVO a fare il furbo, taroccando addirittura le date di un estratto conto, facendo cambiare i flussi da ogni Banca depositaria.

A casa mia è un atteggiamento veramente da meschini e questo triste gesto apre un altro capitolo di riflessioni sulle responsabilità dei vari attori (dove cominciano e dove finiscono?) e sulle loro collusioni (basta una telefonata alla persona giusta per fare cambiare date ufficiali nero su bianco alle banche depositarie?).

Ciliegina sulla torta: pur di disincentivare le vendite a quelli che volevano vendere il certificato subito dopo avere incassato la cedola, l’Emittente aveva pure allargato lo spread dal 12 giugno al 5 luglio.

Ora che li abbiamo incastrati in ogni direzione, chissà come mai ora è tornato pure con il giusto spread!

Forse lo avranno capito che sui numeri è dura fregarmi e quelli che mi seguono stanno diventando dei laser come me! Sono molto orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare come gruppo, muovendoci simultaneamente e tutti con le idee molto chiare su quello che stava succedendo.

Dopo tanti anni e tante disparità di trattamento, giustizia è fatta!

Quando nel 1998 denunciai le malefatte della Banca del Salento due anni prima che poi scoppiasse lo scandalo del My Way For You, manco ricevetti risposta.

Quando operavo sui covered warrants all’inizio del 2000 un’Emittente tedesco mi denunciò per aggiotaggio, solo per il brucio di avere perso ben 200€ su un covered warrant (quanto sono permalosi, gli sarà costato molto di più avviare le pratiche, ma a loro non interessa, perché le banche non spendono soldi loro, ma quelli dei loro azionisti, un po' come lo Stato che non spende soldi suoi, ma quelli dei suoi contribuenti!).

Ci credo che l’Italia va male, fintanto che banche e politica agiscono in questo modo!

Quando facevo heavy-scalping con oltre 3.000 operazioni al giorno, una Banca americana leader negli HFT (high frequency trading system), stanca di perdere soldi contro di me, usò la stessa tecnica: denunciarmi alla Consob per eliminarmi.

A me non sembra giusta concorrenza, eppure vinsero loro perché, dietro la minaccia di multe milionarie, dovetti abbassare la cresta e fare un’attività da trader più pacata per non scatenare le ire dei potenti, che credevano che io fossi un software (almeno c’è una parte anche comica!).

E’ stato dopo l’episodio della Consob che è nata la GB Investing 5 anni fa, realtà UNICA nel panorama finanziario italiano, proprio perché affonda le sue radici sul vissuto dei mercati per come lo sono davvero, senza sconti e senza scuse.

Solo all’inizio di quest’anno ad una riunione con il Team abbiamo sviscerato i modi e soprattutto i motivi che ci avrebbero condotto nel 2018. Cosa ci muove' L’intento che si è trasformato prima in obiettivo, adesso è diventato realtà:

RIBALTARE IL RAPPORTO BANCA – CLIENTE A FAVORE DI QUEST’ULTIMO

Il recente episodio in cui siamo stati premiati per avere difeso la nostra legittima posizione, è un bellissimo segnale.

Se, fuori dai denti, ogni microscopico episodio rimanda alla volontà dei poteri forti di fotterci, l’unica arma che abbiamo prima per difenderci, poi per avere successo davvero è

STUDIARE, CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO E AGIRE.

Gli Organi di Vigilanza non devono essere succubi dei poteri forti, sulla carta dovrebbero tutelare i deboli, cosa che non mi sembra sia stata fatta neanche con la tanto decantata Mifid, che finora è stata utilizzata unicamente per tutelare le banche stesse e far firmare al cliente tutto quello che serve onde evitare futuri reclami. Tanto per cambiare.

Chi ha sbagliato (vedasi i fallimenti di Banca Etruria e delle Pop Venete), deve essere punito e andare in galera, sennò si alimentano comportamenti analoghi, che vanno a discapito dei risparmiatori. Non possiamo pretendere di svegliarci in un mondo dove gli Organi di Vigilanza fanno quello per cui sono nati 365 giorni all’anno, dove le Banche tornano a fare quello per cui sono state fondate (cioè erogare credito e non vendere elettrodomestici come hanno cominciato a far da qualche anno, cercando di rubare il lavoro a MediaWorld o Euronics).

Sarebbe bello, ma bisogna fare i conti con la realtà. Così non è, quindi quale è l’alternativa per ribaltare il rapporto banca-cliente a favore di quest’ultimo?

Bisogna replicare ed estendere in migliaia di varianti l’essenza di quello che noi di GB Investing abbiamo appena fatto con questo Emittente e questo certificato e per farlo non puoi fare altro che studiare, sperimentare e confrontarti con chi è già immerso in questo mondo, così che quando vorrai far sentire la tua voce, non sarai solo come ero solo io nel 1998 quando denunciai – a vuoto – la Banca del Salento (e ne avrei altre decine e decine se apro il vaso di Pandora).

Se si è da soli, si fa molta più fatica: pensa se eri da solo ad accorgerti delle schifezze che ha fatto l’Emittente qua sopra, un signor nessuno che telefona e gli risponde un omino che avrà una decina di risposte pronte per sedare i primi tentativi di chiarimenti. Ti soffocano e ti annientano che neanche ti vedono passare.

Se invece li bombardiamo in centinaia, come abbiamo fatto noi, fidati che fanno molto meno i furbi ed i risultati sono tangibili (intanto hanno pagato la cedola a tutti e su tutti i 20 certificati, anziché 8).

La nostra forza è anche la tua forza!

Gli Emittenti che si comportano come questo sono talmente stupidi, che si stanno scavando la fossa da soli. Su cosa possono fare affidamento? Sul fatto che l’ignoranza finanziaria continui a dilagare e loro abbiano gioco facile ad approfittarsene?

Se è così, è una visione molto miope la loro: sarà difficile di questo passo portare l’Italia fuori dalle sabbie mobili (siamo al 63° posto, superati da quasi tutti i paesi europei e da Zimbawe, Zambia, Tanzania, Senegal….), ma si tende a sottovalutare quello che si può fare in un decennio.

Probabilmente entro un decennio saremo su Marte (così dice Elon Musk ) e affideremo le nostre consulenze legali ai bot dell’intelligenza artificiale - o forse no – quello che è certo è che tutto è in evoluzione e anche l’obiettiva ignoranza finanziaria nazionale che ci contraddistingue è destinata a modificarsi - e lo sta GIA’ FACENDO.

Di certo, l’educazione finanziaria non può essere affidata alle Banche, che sono le prime a fare scelte sbagliate (un po' perché non ci arrivano, un pò perché credono di essere troppo furbi e peccano di superbia), a voler mantenere lo status quo e tenere tutti ignoranti, per poter continuare a vendere prodotti opachi con commissioni esagerate in spregio al risparmiatore e all’ennesima fuffa-MIFID.

Anche la scuola mi pare che ad oggi sia riuscita a sfornare dei teorici in giacca e cravatta, ma lavorare sul campo garantisco che è un altro sport.

Io ci ho messo 30 anni: adesso mi basta un’occhiata e nei numeri vedo già dove stanno le trappole (e adesso non risparmio più nessuno).

Quanto ci metterai tu?

Non lo so, ma di sicuro so che se vuoi capirci seriamente qualcosa, non te ne fai niente di un ebook qua e là o di una fiera all’anno. Quello che serve al cervello per entrare nei meccanismi è l’abitudine continua a frequentare gli ambienti dove si respira normalmente quello che vuoi apprendere.

Tutti i mesi tengo un webinar gratuito che ha proprio questo scopo e, mese dopo mese, si consolida sempre più come uno degli appuntamenti ricorrenti più utili ed apprezzati in circolazione (anche perché come li sgamiamo noi, sinceramente non li sgama nessuno!).

Questo mese il webinar sarà il 25 luglio alle ore 18

e puoi ISCRIVERTI QUI

Questo mese è stato particolarmente ricco, visto che c’è stato l’aumento di capitale di Prysmian, che ha dato origine ad una serie di meccanismi e strumenti, che non puoi ignorare se vuoi diventare abile come noi a:

  • ACQUISTARE LO STRUMENTO GIUSTO
  • SOPRATTUTTO VENDERLO AL MOMENTO GIUSTO
  • EVITARE LE FREGATURE E RISPEDIRLE CORTESEMENTE AL MITTENTE
  • FARE VALERE I TUOI LEGITTIMI DIRITTI QUANDO CERCANO DI CALPESTARLI

Ti aspetto online al webinar per rispondere alle tue domande prima della pausa estiva

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Un caro saluto
Giovanni Borsi