In concomitanza con l’avvio dell’operazione di Aumento di Capitale targato Prysmian (se te lo fossi perso ti invito a leggere il mio intervento qui), è sbarcata a Piazza Affari in data 2/7 un’ulteriore nuova opportunità sul mercato riguardante la cessione della quota di controllo dell’italiana Recordati.

La holding Fimei, che detiene il 51,8% dell’unico big farmaceutico quotato in Italia, è stata ceduta ad un consorzio di fondi controllato da CVC Capital Partners. L’operazione da concludersi entro il quarto trimestre 2018 è stimata per un controvalore di circa 3 miliardi di euro.

Lo sconto è di circa il 21% rispetto ai prezzi registrati alla chiusura di venerdì 29 giugno 2018 quando ancora non si sapeva nulla sul mercato dell’operazione. Il deal avverrà come segue:

2,25 miliardi di euro versati cash al closing dell’operazione
e 750 milioni di euro provenienti da strumenti finanziari di debito subordinati di lungo termine.

Finalizzato l’accordo verrà poi lanciata un’OPA, come da prassi, rivolta agli azionisti di minoranza, specificando che il prezzo dell’offerta pari a 28€ avverrà per contanti. Tale prezzo potrebbe diminuire se si verificasse uno storno superiore al 20% del nostro listino.

Nel frattempo, non tardano ad arrivare le opinioni degli analisti e gli accertamenti del caso. In particolare si discute un’ipotetica violazione della legge sulle acquisizioni. Ciò che è maggiormente dibattuto è il prezzo proposto per l’offerta di acquisto, 28€ ad azione, troppo poco per una società che viene stimata ad un fair value di 34€ (come viene riportato da Banca Imi) e che soprattutto vanta dei numeri tra i migliori nel comparto industriale in termini di crescita e di solidità del business.

L’intero settore farmaceutico italiano è storicamente in mano a dinastie familiari che si tengono ben strette le proprie aziende e che, nonostante la stretta creditizia degli ultimi 10 anni, hanno saputo oculatamente gestire i propri affari, pianificando contenute acquisizioni e ottenendo nel tempo delle ratio notevoli. L’Italia oggi rappresenta il secondo produttore farmaceutico europeo con circa il 25% della produzione totale, ma la crescita passa anche da investimenti ed acquisizioni che richiedono una maggiore capacità di reperire risorse finanziarie.

Per continuare a crescere con questi multipli e competere con aziende come Pfizer e Amgen Inc è necessario ottenere ingenti fondi da reinvestire. È forse questa la motivazione che ha spinto la famiglia Recordati a cedere la propria attività a prezzi relativamente bassi, ovvero l’incapacità di mantenersi competitivi in un contesto che oggi più che mai richiede grossi investimenti e che vede il settore bancario impegnato a sistemare i propri problemi relativi ai crediti non performanti (NPL) per cui poco predisposti a fornire nuovi mezzi all’industria farmaceutica nonostante sia un settore cu cui ha sempre storicamente puntato con profitto.

Ciò che maggiormente colpisce a livello industriale è la capacità di generare utili.

Recordati 2018

L’Ebitda Margin medio si aggira fra il 25% ed il 30% ed in particolare si attesta al 31,8% per Recordati. L’EV/Ebitda, registrante il rapporto fra il valore della società al netto del debito e la capacità di generare cash flow, si attesta a 15,83% (sempre alla chiusura di venerdí 30 giugno) ovvero al doppio della media M&A del settore farmaceutico che si attesta all’8% (secondo quanto riporta Fineurop Soditic).

L’offerta proposta dai fondi CVC alla famiglia Recordati non sembra affatto congrua con la valutazione di mercato poiché non solo non soddisfa la valutazione fondamentale, ma non include nemmeno un premio di controllo. La somma di quanto esposto ci ha invogliato all’acquisto. Nella seduta appena successiva all’annuncio della società (2 luglio) si è verificato un crollo vertiginoso delle quotazioni, portandole per un attimo anche appena sotto al prezzo dell’Opa.

In apertura il titolo si è attestato sui 28,14€ (-18%) dai 34€ della chiusura precedente per poi concludere le trattazioni a 29,81€ (-12%), poco lontano dal target dei 30€ che ci eravamo prefissati al momento dell’acquisto fatto proprio in mattinata appena dopo che il titolo aveva fatto i minimi (28,10€ l’acquisto fatto in diretta webinar da Giovanni Borsi e potuto seguire da tutti i nostri abbonati).

Il GB team è abituato a programmare queste dirette webinar proprio quando fiuta che ci possano essere occasioni di questo tipo ed è stato capace di trasmettere all’avvio delle contrattazioni un segnale di acquisto long a rischio bassissimo visto che il prezzo Opa è a 28€ e difficilmente il titolo potrà andarci sotto di nuovo.

Ad oggi (6 luglio) il titolo dopo aver ripiegato leggermente sta tornando a testare l’area dei 30€.

Come si evince dal grafico giornaliero ci troviamo al di sotto della trend line di continuazione rialzista di lungo periodo e in aggiunta in una zona già testata successivamente ai crolli generalizzati avvenuti nel primo trimestre dell’anno che potrebbe fornire indicazioni circa un forte supporto. In questo caso specifico interpreto positivamente quanto osservato poiché frutto di avvenimenti di mercato che esulano dall’analisi tecnica standard e dallo studio del movimento dei prezzi in sé.

Ritengo, dunque, quest’area di prezzo ancora di favore per acquisire e detenere il titolo quanto meno perché le valutazioni possano assestarsi e riprendersi dopo il sell off di lunedì 2 luglio ed inoltre poichè possa venire meno l’incapacità che sussiste talvolta in questi momenti del mercato di offrire una reale valutazione delle società sottoposte a questo genere di stress.

Cesare Marsilio
Analista Certificates GB Investing

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Oltre a leggere queste analisi di Cesare, che danno un’idea dei fondamentali delle aziende su cui andiamo ad operare, invito il lettore a considerare quanto siano importanti le altre considerazioni che andiamo a fare in occasione di queste operazioni di carattere straordinario (Opa Ipo o aumenti di capitale):

purtroppo il risparmiatore tende ad investire in borsa sulla base di report o di consigli di amici e/o consulenti di banca che vengono visti come esperti ma che in realtà spesso si limitano a riportare i report che vengono loro forniti, ma difficilmente sanno interpretare le dinamiche di mercato e ti sanno spiegare il perché di certi movimenti di prezzo.

Noi di Gb Investing invece ne abbiamo fatto uno dei nostri cavalli di battaglia, personalmente seguo queste operazioni dal lontano 1994 e dal 2000 ne ho condivise coi miei abbonati almeno un centinaio, alcune non meritano neanche di essere citate ma almeno una cinquantina di queste sono state autentiche perle, permettendo utili veloci e a bassissimo rischio.

Se vuoi toccare con mano la qualità, frutto dello studio di oltre 25 anni di operazioni straordinarie, sei ancora in tempo per l’ultimo webinar che terrò il 13 luglio 2018,  

>>> PARTECIPA AL WEBINAR <<<

 

Se invece vuoi contattare un nostro esperto per una coaching gratuita e poter verificare se i nostri servizi possono soddisfare le tue aspettative, PRENOTATI QUI. Ti consiglio di approfittarne, queste operazioni non ci sono tutti i giorni, è da febbraio che siamo in paziente attesa dopo aver fatto un ottimo gain sull’operazione del Credito Valtellinese, ora ne abbiamo due in essere e a breve ci saranno anche Astaldi e Trevi.

Ti aspetto.
Giovanni Borsi