Noi di GBinvesting stiamo cavalcando il tema dei viaggi già da molti mesi, ma ora, guardando i volumi sul mercato e le nuove emissioni, sembra che tutti si stiano buttando solo ora sul settore visto che si comincia a parlare di riaperture e addirittura in certi paesi (molto più avanti di noi coi vaccini) di ritorno alla normalità.

Gli Emittenti più competitivi rimangono sempre Citigroup e Vontobel anche se quest’ultima è stata segnalata da qualche mio lettore per comportamenti disdicevoli, avendo messo il certificato DE000VQ2T2U7 in bid only driven, non dando possibilità a nessuno di comprarlo e penalizzando notevolmente chi lo volesse vendere in quanto il bid dell’Emittente è passato da oltre 100 a 90.

La vignetta vuole evidenziare come Elon Musk confidi nel mercato cinese per salvaguardare il business di Tesla (oltre il 25% delle vendite è fatto in Cina), grazie anche alla Gigafactory Shanghai, che ha permesso a Tesla di arrivare alla fine del suo primo anno di vendita di auto prodotte in Cina con una posizione di comando nel più grande mercato di veicoli elettrici del mondo.

Sul mercato a primavera non ci sono tanti prodotti maxicoupon (solitamente gli Emittenti li fanno sbocciare ad autunno facendosi una guerra pazzesca): alcune proposte rimangono inguardabili, sicuramente nascondono caricamenti di commissioni implicite decisamente onerosi per il malcapitato risparmiatore che si trova a spostare 10 di minus e ne crea 14-15 di nuove.

Premetto che nella mia carriera di trader mi è capitato di fare dei bei colpi comprando questa tipologia di certificati ma non sono mai arrivato ad incassare una maxicedola; anzi forse il più delle volte ho comprato dei vecchi maxicoupon quando c’erano alte probabilità di rimborso anticipato, per sfruttare il fatto che dopo aver staccato il maxicoupon quotano sempre lontano dal nominale anche a pochi mesi dalla probabile autocall.

Chi non conosce la favola del brutto anatroccolo?

Difficile transarla al mondo certificates, verrebbe da pensare ad un certificato scoppiato (quindi molto brutto) che all’improvviso diventa fantastico grazie al recupero del sottostante: ma noi difficilmente andiamo a cercare scommesse e pensiamo più a valutare la bontà della struttura in termini di rendimento e commissioni implicite, la correttezza dell’Emittente nell’attività di Market Making etc etc.

Per cui oggi ho deciso di farvi vedere 4 strutture ottime e che sicuramente avranno successo (due lo hanno già dimostrato, essendo tra le più scambiate del listino) tutte molto simili, con cedole mensili (piacciono molto) ed una che ora è un po' dimenticata dal mercato come fosse un brutto anatroccolo, quando in realtà, valutandola attentamente non ha niente da invidiare alle altre, forse ne è anche migliore.

Volare basso: è un’espressione che può essere interpretata sia in modo letterale (ossia volare ad una bassa altitudine come sta facendo l’aereo che si sta schiantando nella vignetta) sia in modo figurato ed in questo caso significa non avere troppe pretese.

Negli investimenti finanziari uno che non ha troppe pretese spesso viene visto positivamente, viene associato ad una persona prudente, ad un buon padre di famiglia che si accontenta di minori rendimenti pur di stare tranquillo.

Purtroppo spesso non è così in quanto è la bassissima educazione finanziaria abbinata alla paura di perdere soldi che ci porta a VOLARE BASSO.

Innegabile dirlo: siamo degli abitudinari e se possiamo facciamo lavorare poco il cervello, per cui se un prodotto o un titolo ci ha dato soddisfazione vorremmo ripetere all’infinito l’operazione.

  • Ma è sempre corretto farlo?
  • Quanto conviene rimanere sul carro del vincitore?
  • Cosa occorre analizzare per non rimanere col classico cerino in mano?

La vignetta evidenzia come in periodo di lock down due dei settori che vedono incrementato il loro business sono sicuramente i video giochi ed i siti di incontri online.

A dire il vero penso che anche una volta usciti da questa crisi siano due settori che di sicuro non patiranno crisi, magari la singola azienda potrebbe essere travolta da altre più competitive ma a livello settoriale i settori del gaming e del dating non dovrebbero subire pause nella crescita e lo si vede chiaramente dal successo che ha avuto recentemente la IPO di Bumble a Wall Street (+50% per una capitalizzazione di 14 miliardi di dollari.

La vignetta evidenzia come sia giusto cavalcare ciò che sarà sempre più nelle nostre vite e nelle nostre abitudini di consumo.

Ognuno di noi ha una sua idea di vacanza, per cui può non ritrovarsi in questa vignetta, ma la stragrande maggioranza della popolazione potrebbe rivedersi un domani in autostrada con la propria macchina elettrica (utilitaria, più facilmente una NIO o un’auto europea di nuova generazione, difficilmente una Tesla) con destinazione alloggio affittato su Airbnb e figlio al seguito con tanto di playstation o altro videogioco.

L’investitore capace nel nostro manuale “Bankarate” è rappresentato dal castoro.

Dopo avere ottimamente cavalcato il tema dei viaggi, visti i rimborsi dei prodotti con Tui, Carnival e Tripadvisor della settimana scorsa (DE000VQ1K3Z4 8% trimestrale purtroppo andato in autocall) e visti i recenti rialzi di Airbnb (da noi suggerita in un recente articolo) , senza aver trascurato la tecnologia che è pur sempre un tema forte e che rimarrà tale anche nei prossimi anni, oggi mettiamo in risalto un altro tema che sta correndo molto ma che è destinato a continuare in virtù dei nuovi governi, sia americano che italiano e delle rinnovate attenzioni che verranno poste nei prossimi Summit a tutela dell’ambiente.

In un momento delicato come questo tutti gli investitori sono alla ricerca di temi che offrono delle opportunità: sicuramente post covid i temi che hanno avuto la maggiore attrazione sono stati il 5G, Fintech, Clouds ed energie rinnovabili.

La vignetta che rappresenta l’investitore capace tratta dal libro “Bankarate” raffigura un castoro che ha ben costruito la sua diga.

Ora a cosa dovrebbe ambire l’investitore in certificates?

ALTO RENDIMENTO

ALTA PROTEZIONE

SCADENZA VICINA

La prima risposta che un qualsiasi esperto darebbe è: impossibile avere tutto questo, per avere protezione devi rinunciare al rendimento, difficile avere rendimento su titoli solidi come Amazon o Coca Cola.

Chi di voi non ha mai prenotato una camera su Airbnb? Oggi potete anche comprare le relative azioni sul mercato azionario! Ebbene sì! Il colosso degli affitti brevi è sbarcato a Wall Street lo scorso 10 dicembre facendo registrare un balzo delle quotazioni da 68$ a 146$.

Al termine della prima sessione la capitalizzazione si attestava sopra i 100 miliardi di dollari. Direi un record visto come si era messo il 2020 per il settore del turismo!

Ma andiamo per gradi e spieghiamo che cosa è Airbnb: è un portale che mette in contatto persone in cerca di un alloggio per un breve periodo con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare; generalmente il contratto avviene tra privati.

Correva l’anno 2007 quando fu aperto il sito e già nel 2012 si contavano alloggi in circa 192 paesi.

Nell’era in cui in molti paesi sviluppati si sono vinte le elezioni grazie all’uso dei social, senza che ci fosse alcuna credibilità nel programma di governo ed esperienza nel chi sarebbe andato a governare, vediamo che anche in borsa ci sono titoli che godono dei favori delle grandi masse (che spesso capiscono poco di borsa).

Basta che si apra un canale nuovo (la piattaforma Robinhood) che permetta alle masse di investire a costi zero in azioni Tesla e si assiste a pura follia, come se anche le azioni dovessero arrivare su Marte.

Possiamo dire che il fenomeno Tesla non conosce limiti e/o rivali?

Ai tempi del Coronavirus c’è un settore che ha avuto una esplosione senza eguali: l’E-commerce.

Non che andasse male prima ma l’emergenza sanitaria ha fatto sì che sempre più persone comprassero online tanto che negli ultimi 12 mesi gli italiani hanno aumentato la frequenza di acquisto online del 79%.

Dal punto di visto dei mercati finanziari ci sono titoli quotati in borsa che hanno registrato performance monstre come SHOPIFY che dai 17 $ della IPO del 2015 è passata agli odierni 1.170 $... ma ci sono anche titoli che, dopo una fase di consolidamento, hanno avuto una doccia fredda come ALIBABA.

I rendimenti calano ma gli Emittenti hanno disperato bisogno di fare commissioni per cui occhio alle offerte che ti arrivano, perché le banche spendono fior di quattrini a far fare corsi di formazione ai loro uomini: peccato che sono corsi di tecniche di vendita così da preparare le migliori esche per vendere, non certo per saperne di più su come funziona e quali caratteristiche deve avere un buon certificato.

La stragrande maggioranza delle persone, se posta davanti al bivio tra minor rischio e maggior rendimento, solitamente alla fine opta prima di tutto per la garanzia di non perdere soldi.

Se ad aprile c’è stato un boom di investimenti in certificati è perché c’erano le condizioni migliori, prezzi bassissimi, volatilità alle stelle per cui rendimenti altissimi con barriere profonde.

Taluni pensano di poter trovare ancora quelle condizioni, beata ignoranza!

Magari si fanno pure intortare dalla propria banca e vanno a vendere l’unico prodotto buono che gli è capitato tra le mani nel 2020 (un capitale garantito comprato bene con il sottostante già salito del 15-20%, anche se questo non lo si vede nel prezzo del certificato se non in parte) per comprare le nuove emissioni scadenti nel 2026-2027 speranzosi di fare le medesime performance.

Se per una volta ti è andata bene ti ricordo le statistiche che mi ha confidato un Emittente: il 90% dei certificati a capitale garantito rimborsano giusto il capitale che garantiscono, nulla di più, per cui il grande rischio che corri è che presti i tuoi soldi all’Emittente per tanti anni (se devi vendere prima e lo hai comprato in collocamento ahimè sono dolori) senza ricevere nulla in cambio.

Anche quando si cerca dichiaratamente un prodotto a basso rischio e a capitale garantito, è facilissimo cadere vittime di proposte che sembrano decenti, giusto perché solo l’espressione “capitale garantito” quieta gli animi e abbassa le difese, ma che in realtà sono spesso oberate di costi e non sarebbero in grado di reggere confronti con altri prodotti simili (anche perché se non si sa che esistono alternative e non si sa confrontarli, il dialogo ha vita breve e di solito si firma in filiale poco convinti una montagna di cartaccia, che tanto il capitale è garantito, chissà tra quanti anni…)

L’espressione “capitale garantito” può fare gola, ma al di là dei caricamenti impliciti ben nascosti, su cui gli Emittenti fanno dei bei numeri ben oltre la legittima remunerazione che un prodotto finanziario deve avere, a volte l’autoinganno in cui cadono i più inesperti è prima di tutto nel significato parziale che viene attribuito all’aggettivo “garantito”.

Cosa preferisci tra un certificato a capitale garantito emesso da IMI o da Akros o da Unicredit, rispetto a un certificato con sottostante Intesa San Paolo e barriera al 50%?

Se ti limiti a guardare la protezione al 100% senza tenere conto del contesto, stai scegliendo a occhi chiusi: se Intesa dovesse dimezzarsi dai prezzi attuali e infrangere la barriera del 50% (parliamo di una delle banche meglio gestite al mondo) quel certificato perderebbe la protezione ma, se succedesse un fenomeno del genere, dubito che il rimborso del capitale a scadenza sarebbe davvero così garantito, anche sui certificati a capitale garantito, perché in ogni caso c’è sempre il rischio Emittente.

Questo solo per farti notare come a volte anche solo una parola anziché un’altra possa indurre le nostre decisioni di acquisto in una direzione piuttosto che in un’altra.

Oggi il mio consiglio è quanto meno passare ad esaminare qualche certificato con cedole garantite, che ti può lasciare sereno per quanto concerne i flussi di cassa (certi sino a scadenza) con l’unico rischio del rimborso finale legato alle barriere di protezione.

Io non li amo molto, anche perché sono uno che segue il mercato per cui mi fa poca differenza la cedola garantita da quella non garantita ma a memoria, però mi rendo conto che, soprattutto per un consulente finanziario è una bella tranquillità, anche perché il prodotto diventa molto più facile da spiegare, al cliente gli si dice che avrà queste cedole (tutte garantite) e a scadenza il rimborso del capitale sarà condizionato alla tenuta delle barriere di protezione.

Non ci sarà dunque da guardare tutte le date di rilevazione intermedie ed il cliente non lo si dovrà sentire così spesso una volta che gli si ha costruito un mix di certificati di questa natura.

Vi faccio un paio di esempi, su Italia ed Estero così da avere un minimo di diversificazione e un ottimo flusso cedolare.

DE000VP7SC32 Certificato Phoenix emesso da Vontobel con scadenza 31/08/2022; cedole trimestrali garantite del 3.76% per un flusso cedolare annuo del 15,04%.

La clausola autocall è già attiva. L'effetto “Quanto” sterilizza il rischio cambio.

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Ha la semplicità di un bonus, l’unica incertezza è il rimborso a scadenza in cui farà fede l’essere sopra alla barriera, posta al 60% degli strike.

Il vantaggio di avere una scadenza inferiore ai 2 anni permette di avere una buona tenuta sul prezzo; ad esempio se tra un anno un titolo fosse anche sceso del 20% per andare sotto barriera dovrà perdere un altro 25%, ma sul mercato un certificato con trigger 75% e scadenza un anno difficilmente rende il 15% per cui il prezzo potrebbe ancora essere vicino al nominale.

Ad oggi il certificato vale circa 100 con worst of il titolo NETFLIX che perde circa il 5% dal suo prezzo strike.

Il rendimento a scadenza è di circa il 15.5% annuo.

DE000VQ11HQ5 Certificato Phoenix emesso da Vontobel, con scadenza al 29/11/2022; cedole trimestrali garantite del 2% e autocall attiva da Giugno 2021.

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Oggi vale in lettera 96 con Atlantia come worst of a -9% dal suo prezzo strike.

In caso di risalita del mercato e autocall alla prima data utile renderebbe 8% in quattro mesi e mezzo, mentre se arriva a scadenza e rimborsa 100, il rendimento diventa di circa l’10.5% annuo se comprato in area 96.

Ipotizziamo di essere un consulente finanziario e andiamo a proporre ad un cliente che ha 100 mila euro investiti di mettere un 20% in certificati: un investimento di 20000€ complessivi in questi due certificati significherebbe comprare 102 certificati di entrambi ed ottenere ogni 3 mesi 587,52€ totali (delle due cedole) partendo dai primi di marzo, di fatto un 1% al mese sull’investimento (certo in quanto cedole tutte incondizionate) con in più a scadenza un premio sul rimborso del nominale pari a quasi 400€ avendoli pagati sotto la pari.

Il cliente è a posto, se anche i fondi o gli etf e le gestioni che fanno l’altro 80% del suo portafoglio dovessero rendere zero, basta che i due certificati rimborsino che vi garantiscono un 2,5% annuo circa su tutti i 100k del patrimonio del cliente.

E soprattutto non dovete preoccuparvi di dover seguire i certificati ad ogni data di rilevazione con l’ansia di vedere se la cedola è pagata o meno.

Ma noi di GBinvesting abbiamo sempre la soluzione per qualsiasi esigenza, vuoi conquistare un cliente con una chicca senza farli prendere troppi rischi e dandogli un risultato nel breve?

DE000VQ1K3Z4 Certificato Phoenix emesso da VONTOBEL, con scadenza al 13/05/2022; cedole trimestrali a memoria dell’8%, trigger cedola decrescente, ogni 3 mesi si abbassa del 5%, inizia dall’85% per arrivare al 60%. Autocall già attiva.

L'effetto “Quanto” sterilizza il rischio cambio.

3

Oggi si riesce a comprare a 106 con tutti e tre i titoli sottostanti saliti dal loro prezzo di partenza di minimo un 30% per cui tra meno di un mese il rimborso è quasi certo e significherebbe fare un 2 in un mese.

I titoli sono volatili e possono sembrare molto rischiosi, ma un rendimento stellare dell’8% ogni 3 mesi oggi non esiste più per cui se uno dei 3 titoli dovesse scendere tanto da andare sotto strike il certificato pagherebbe comunque l’8% di cedola e rimarrebbe in vita ma probabilmente varrebbe ancora più di 100 anche dopo lo stacco cedola per cui il cliente cascherebbe sempre in piedi.

Se questo scappa via di prezzo non è un problema, il mercato offre continue opportunità e noi abbiamo sempre l'alternativa, ad esempio quest'altro DE000VP6LT15, col rialzo di Beyond ha tutti i titoli sopra strike e a fine mese dovrebbe rimborsare 107,80 e si comprava il 14 gennaio 2020 a 105,50 e se non dovesse rimborsare forse meglio, visto che avrebbe un solo anno di vita residua con un rendimento potenziale del 15,60% e barriere al 50%.

10 DE000VP6LT15 Amazon Beyond Paypal

Se sei un consulente finanziario sappi che solo la Gbinvesting è in grado di darti risposte rapidissime che vadano a soddisfare le esigenze più disparate della tua clientela, noi non forniamo elenchi di prodotti sparati fuori da un software, ma analizziamo i prodotti e le loro variabili, su prodotti così complessi non c’è ancora il software magico che ti dice cosa fare, quindi molto meglio un buon QI e tanta tanta esperienza che un buon software, è molto più facile che te la raccontino visto che siamo nel mondo dell’illusione (fa figo dire di avere il Robot Advisor o un Programma fichissimo basato sull’Intelligenza Artificiale … del resto visto che i gestori non riescono spesso a performare meglio del benchmark si devono attaccare a qualche altra arma commerciale).

Chiedi una coaching gratuita con un nostro tutor e potrai capire dove possiamo aiutarti.

Se sei un consulente di alto profilo con masse importanti e fai uso di certificati mandaci una email e potrai confrontarti direttamente con Giovanni Borsi e sentire direttamente da lui quali servizi potremmo offrirti: semplicemente IMBATTIBILI

Colgo l’occasione per dirvi che il prossimo GB WEBINAR CERTIFICATI – sarà mercoledì 27 gennaio alle ore 14,00

 

ISCRIZIONE AL WEBINAR GRATUITO "GB Certificates"

27 Gennaio ore 14.00 

Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing

Come anticipato nello scorso articolo, abbiamo lanciato sul nostro gruppo Facebook il sondaggio per capire quali sono gli Emittenti più apprezzati nella loro attività di Market Maker ed è balzato subito all’occhio come ci sia soprattutto da stare alla larga da certi Emittenti

Nel webinar di lunedì vi illustrerò una panoramica dei loro comportamenti abituali così da tener conto anche di questo fattore assolutamente non trascurabile soprattutto quando si compra un certificato e lo si segue mese dopo mese.

Quest’anno ancora una volta assistiamo alla buffonata degli Italian Certificate Awards, in cui si cerca di accontentare un po' tutti gli Emittenti elargendo premi a pioggia e poter tutti dire alla propria clientela che si è stati premiati come miglior certificato.....

In settimana si sono visti nuovi massimi sugli indici americani e anche le borse europee non sono lontane dai prezzi di febbraio; chi mi conosce sa che non ho mai fatto previsioni sugli indici, posso al massimo essermi fatto un’idea ed il più delle volte me la tengo per me.

Quando mi espongo sulla direzionalità di uno strumento finanziario lo faccio supportando le mie tesi con l’esperienza e se possibile, quando questo è possibile, con la matematica, facendo ragionare le persone sul perché uno strumento è sottovalutato o sopravvalutato.

Da qualche mese siamo concentrati su scadenze brevi (18-24 mesi) in quanto le condizioni attuali del mercato e soprattutto della volatilità, permettono di avere ancora ottimi prodotti come alcuni di quelli appena emessi da Vontobel tra cui abbiamo scelto i 4 che ci piacciono maggiormente.

La volatilità misura la variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo; si dice che è il termometro della paura, perché quando il prezzo oscilla poco, provoca poca paura mentre quando si muove istericamente su e giù mette a dura prova i nervi anche dei più stoici.

Nella volatilità però risiede il profitto che è anche lo stesso indirizzo nel quale abita il pericolo; d’altronde si sa che rischio e rendimento sono legati da una funzione direttamente proporzionale, che noi abbiamo spiegato benissimo nel nostro miglior corso di sempre (il corso online sugli arbitraggi e non solo) che puoi ancora comprare qui e che prevede 6 mesi di chat gratuita nella quale posteremo quanto di meglio potremo trovare sul mercato utilizzando qualsiasi strumento finanziario di nostra conoscenza

Per l’ennesima volta ribadiamo quanto detto innumerevoli volte in precedenza: le minusvalenze vanno gestite per tempo e più ci si avvicina a fine anno e più è facile rimanere invischiati in tante offerte a dir poco ingannevoli di tanti Emittenti che in questi mesi hanno visto crollare i volumi sui certificati ed ora probabilmente vogliono guadagnare più del dovuto su questi prodotti, sapendo che chi li compra li compra per necessità impellente per cui non sta molto a guardare cosa compra, ma guarda solo all’effetto che generano sul suo zainetto fiscale.

Nonostante molti sappiano che da qualche mese ho un potente software a disposizione (ed i risultati del nostro servizio in abbonamento ne hanno decisamente beneficiato) rimango sempre dell’idea che questi software servano a ben poco se non si imparano altre cose ben più importanti e che la stragrande maggioranza dei formatori trascura o “volutamente” trascura, in quanto la formazione è “sponsorizzata” dall’Emittente di turno.

Di questi tempi si leggono tanti articoli al riguardo:

  • alcuni troppo generalisti che ti danno solo un elenco di maxicoupon magari in ordine di data di stacco, così da non scontentare gli Emittenti sponsor, ma nessun confronto critico anche di fronte ad evidenti disparità tra un Emittente e l’altro
  • altri che sono delle vere e proprie sponsorizzate da parte dell’Emittente che mira a mettere in luce qualcuno dei suoi prodotti; tra l’altro proprio nelle sponsorizzate vediamo i prodotti peggiori, quelli che decantano un 10% di maxicedola che all’ignaro risparmiatore sembra tanto, ma che se lo mettiamo a confronto di strutture simili, è veramente poca cosa.

Più volte abbiamo messo a confronto certificati molto simili per cercare di spiegare quanto possa essere più conveniente una soluzione in luogo di un’altra a prima vista accattivante.

Il prezzo del certificato è composto da tante variabili per cui è difficile saperlo prezzare correttamente

Lo avevamo preannunciato che sarebbe stato un autunno caldo per i maxicoupon, molti Emittenti ci leggono e forse si sono dati da fare per essere i primi della classe, soprattutto adesso che si entra nel vivo della ricerca di sistemare le minusvalenze in scadenza nell’anno.

In questa fase di mercato, in cui non si capisce bene se ci sarà un secondo lockdown come in Israele o Indonesia, o se prevarrà la ripresa totale delle attività produttive vedo che alcuni Emittenti hanno lanciato alcuni certificati a tema.

Ritengo molto interessante avere a disposizione certificati monotematici così da poter puntare su questo o quel settore, vediamone alcuni esempi che non mi dispiacciono.

La volatilità è una misura della variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo; si dice che è il termometro della paura, perché quando il prezzo di uno strumento finanziario oscilla poco, fa poca paura e quando invece si muove istericamente su e giù, fa crollare i nervi anche ai più stoici.

L’altra faccia della medaglia è che proprio nella volatilità risiede il profitto e questo è lo stesso indirizzo in cui risiede anche il pericolo; d’altronde si sa che rischio e rendimento sono legati da una funzione direttamente proporzionale. Finché leggi queste informazioni nei libri, hanno un certo fascinoso appeal, ma quando la volatilità polverizza il tuo dossier titoli, la lezione assume un sapore ben più rancido.

La volatilità è nostra nemica o è nostra amica?

LA GUERRA DEI MAXI COUPON ENTRA NEL VIVO

Si preannuncia un autunno caldo sia per quanto concerne la volatilità dei mercati sia per l’avvicinarsi di fine anno e della corsa dell’ultima ora per chi ha minus in scadenza.

Devo segnalare di fare massima attenzione ai prodotti che circolano per una serie di fattori:

  1. Gli Emittenti mi sembra che abbiano alzato i loro margini, per cui fare attenzione ai maxicoupon che propongono
  2. Pur di chiamare un prodotto maxicoupon Unicredit non paga la cedola per sei mesi e poi la paga tutta in una volta, giusto per potergli dare il nome Maxicoupon
  3. Mai farsi guidare dall’urgenza dell’operazione e scegliere il primo prodotto che ti viene presentato, soprattutto se questo avviene da parte della tua banca con prodotto emesso dalla banca stessa

Ricevo regolarmente le newsletters con le comunicazioni “di servizio” dei principali Emittenti, così da essere sempre aggiornato su tutte le ultime nuove emissioni di certificati di investimento per inserire i certificati di volta in volta più meritevoli nella TOP100 GB Certificati.

Se fino a poco tempo fa per avere un buon raccolto dall’investimento in certificati di investimento si guardava a una scadenza a 5 anni, con le condizioni attuali del mercato e soprattutto della volatilità, penso che i migliori raccolti si possano ottenere accorciando l’orizzonte temporale a 12 – 18 mesi.

La volatilità sulle opzioni è prezzata in maniera decisamente anomala e va a premiare le strutture a 18-24 mesi rispetto a quelle a 5 anni, per cui investire a 4-5 anni non permette più di avere un sufficiente premio al rischio.

Tank: “Allora, cosa vi serve, a parte un miracolo?”

Neo, l’Eletto: “Armi. Tante armi.”

Il capolavoro dei fratelli Wachowski a cavallo del nuovo millennio, Matrix, ci aveva già fatto immaginare l’esistenza di un’altra realtà cui poter collegarsi tramite una linea telefonica speciale, utilizzata come uscita di sicurezza in caso di emergenza.

Stanno arrivando sul mercato i primi certificati emessi dalla Banca svizzera EFG in collaborazione con Leonteq e andando ad analizzare i rendimenti offerti possiamo già trarre le prime conclusioni:

Leonteq ha contraddistinto il mercato italiano dei certificati e da novembre 2016 ha fatto passi da gigante contribuendo non poco a migliorare le condizioni per noi utenti finali, oltre che essere estremamente innovativi nelle strutture dando ampio spazio a novità interessanti introducendo:

 

La storia ci insegna che quando si è scottati in un’operazione che ci ha fatto perdere soldi evitiamo alla grande di ripetere ogni operazione simile che ci possa far pensare di ricadere ancora in errore, perché a quel rischio associamo un risultato che ci ha sconvolto.

Ora sento molte persone che dalla faccenda Wirecard ne sono uscite malissimo, ma non tanto perché la perdita ha intaccato il proprio capitale economico (pur essendo stata pesante), ma perché la perdita è andata ad intaccare il capitale psicologico ed ora non si è più disposti ad investire in certificati simili a quello che ha generato questo turbamento.

Ormai conosciamo bene i maxi-coupon, quei certificati che staccano una prima cedola molto alta (è facile anche oltre un 20%) e che sono tanto gettonati quando si tratta di trovare uno strumento che renda un guadagno velocemente, così da spostare in avanti, o recuperare del tutto nei migliori dei casi, le minusvalenze in scadenza.

Oggi vedremo il nuovo Phoenix Maxicoupon emesso da Citigroup, che paga una prima generosissima maxicedola del 30% già ad agosto ma che, oltre ad essere un Maxicoupon, abbiamo definito anche un Maxi-Airbag.

In questa fase di massima incertezza non è facile trovare prodotti sul mercato che offrano quello che tutti vorrebbero, cioè possibilità di guadagnare bene, perché se non si guadagna quando i mercati si muovono tanto come in questi ultimi tempi, allora non si guadagna mai, però le batoste di febbraio e marzo sono recenti e quindi si va in cerca anche di protezioni profonde, e già che ci siamo con dei sottostanti solidi e impostati al rialzo, e come ciliegina sulla torta il prezzo di acquisto sotto la pari sarebbe proprio il massimo.

Nell’ultimo articolo pubblicato settimana scorsa abbiamo parlato di quanto sia difficile comprare psicologicamente un prodotto sopra la pari, proprio perché si pensa subito alla perdita in conto capitale che si otterrà quando il certificato verrà rimborsato al suo valore nominale, che però è solo un elemento da considerare, ma non l’unico!

Ma oggi il 90% degli ultimi prodotti arrivati a mercato tra marzo e aprile è sopra alla pari, per cui bisogna saper cogliere anche le opportunità che possono celarsi tra questi prodotti senza cestinarli a prescindere solo perché sono sopra la pari.

Veniamo da una settimana in cui gli indici sono risaliti abbastanza velocemente e contestualmente è discesa la volatilità, per cui i prezzi di molti certificati sono risaliti dai minimi e molti di loro stanno quotando inevitabilmente sopra la pari.

Ergo: l’incapacità di valutare la convenienza matematica degli strumenti mixata alla paura/ignoranza di comprare uno strumento sopra la pari senza saperne calcolare il reale rendimento, porta a scegliere tra due strumenti analoghi “a occhi chiusi” quello sotto i 100, anche se non sta scritto da nessuna parte che è effettivamente il migliore.

Il mercato dei certificati di investimento non sta conoscendo crisi, anzi, il recente crollo delle quotazioni ha portato molti Emittenti a dover rinnovare l’offerta con emissioni che rispecchiano gli attuali prezzi di mercato di molti sottostanti.

Alcuni Emittenti continuano imperterriti nella loro politica di coprire il mercato con i soliti sottostanti e le solite strutture ed il più delle volte approfittando della volatilità attuale per ritagliarsi un maggior utile. Altri Emittenti invece privilegiano titoli e/o settori economici a tema, che possano al contempo beneficiare di buone cedole grazie alla volatilità ancora alta del momento, così come di business al riparo dalle conseguenze ancora non ben quantificabili dell’attuale pandemia.

La discesa di questi giorni dei mercati finanziari torna a preoccupare gli investitori in certificati di investimento, che vedono riavvicinarsi pericolosamente le barriere.

Molti ci scrivono per chiedere su quali prodotti switchare questo o quel prodotto, a volte si vuole rimanere sullo stesso sottostante, altre volte meglio pensare a cambiare cavallo onde evitare ulteriori mal di pancia.

In un mondo che cambia, non si può rimanere ancorati al passato e questo vale anche per gli investimenti finanziari. Con un disastro del genere a livello mondiale, inevitabilmente cambieranno le abitudini dei consumatori e dei lavoratori, anzi, sono già cambiate e, se abbiamo dei titoli in portafoglio, quello che dobbiamo chiederci è

Quali settori e quali aziende potranno beneficiare di questi grandi cambiamenti?

Tra tutti i certificati di investimento, la categoria degli AIRBAG oggi è la più gettonata, nonostante anche loro abbiano largamente patito il ribassone di marzo. Quando sono arrivati a quotare anche 400-500, gli acquisti sono arrivati in massa, dato che per essere rimborsati a 400-500, sarebbe servito un ulteriore ribasso del worst of in certi casi addirittura del 40-50%.

IN CERCA DI CAPITALE GARANTITO – 2’ PUNTATA

La stragrande maggioranza delle persone, se posta davanti al bivio tra minor rischio e maggior rendimento, solitamente alla fine opta prima di tutto per la garanzia di non perdere soldi. A maggior ragione in un momento epocale come quello attuale in cui molti portafogli sono andati in fumo e faranno parecchia fatica a rialzarsi, l’esigenza primaria dopo la scottata è la protezione più alta possibile.

Da quando è scoppiata la crisi e i rendimenti dei certificati sono andati alle stelle si è aperto un divario enorme tra un Emittente e l’altro, tanto da far pensare male.

E’ come se l’Emittente, che stupido non è e i suoi affari li sa fare molto bene, anziché uscire con i rendimenti che oggi offre il mercato, avesse deciso di tenersi parte di questi rendimenti aggiuntivi lucrando commissioni decisamente più alte, pensando che intanto chi ha tante minus è comunque costretto a comprare questi prodotti per cui anche se si prende un 13% al posto di un 20%, finché si accontenta di andare in banca e sentire solo quella campana si fa andare bene quello che gli viene offerto, anzi magari pensa pure di avere fatto un buon affare perché il 13% gli sembra tantissimo e che non credeva esistessero prodotti così “vantaggiosi”.

Nei milioni di eseguiti che ho fatto in Borsa negli ultimi 25 anni gli annali ricordano si e no una decina di operazioni che ho mandato a mercato affidandomi all’analisi tecnica. Non ho mai negato che per me l’analisi tecnica è importante solo quando il grafico “parla da solo”, ma per il resto non mi vedrete mai tirare e incrociare righe su righe per decidere come allocare il mio patrimonio.

CERTIFICATO IDEALE PER CHI E’ IN CERCA DI CAPITALE GARANTITO   

Se mi leggi da tempo, sai che i certificati a capitale protetto per me di solito sono solo degli impacchettamenti fatti ad hoc per renderne facile il collocamento massivo da parte delle banche presso i clienti più prudenti, o che per il loro profilo Mifid possono comprare solo questo tipo di prodotti, senza troppe domande e troppe spiegazioni.

Come un felino che aspetta paziente che il topo sbagli mossa ed esca dalla tana nel momento sbagliato per sferzare il colpo di grazia e portare a casa il bottino.

Così ci stiamo posizionando sui book in questi giorni caotici in cui fioccano errori da ogni dove.

In questa fase di mercato i certificati di investimento AIRBAG sono sotto stretta osservazione più degli altri, perché ora il pubblico è naturalmente in cerca di protezioni e se queste sono multiple meglio è. L’airbag infatti altro non è che una ulteriore protezione, in aggiunta alla barriera, che interviene all’occorrenza a scadenza, un po’ come un secondo paracadute che si apre giusto in tempo per evitare di sfracellarti al suolo se il primo non si è aperto.

La situazione attuale non ha precedenti: io seguo i mercati finanziari con costanza da ormai 35 anni e MAI ho visto questi capovolgimenti di prezzo così repentini, oltre che questa volatilità.

Neanche la crisi del 2008 con il fallimento di Lehman Brothers è paragonabile a quello che stiamo vivendo oggi e non finirà di certo neanche quando finirà la quarantena (e per inciso, non avevamo ancora neanche finito di leccarci le ferite della crisi precedente…).

E SE BANCA INTESA  E LE ALTRE BANCHE NON PAGANO IL DIVIDENDO?

Leggi fino in fondo questo articolo se sei un azionista in attesa dello stacco dei dividendi perché quest’anno è cambiato tutto e si dovrà fare a meno dei dividendi: anche questo rientra nelle misure eccezionali per contrastare l’emergenza Covid-19.

Mai come oggi dopo questi violentissimi e ripidissimi crolli generalizzati in borsa, se si vuole essere attivi sul mercato, è diventato indispensabile capire dove sono gli affari e dove sono le trappole.

Nessuno pensava che il Coronavirus potesse travolgere i mercati in questo modo.

La reazione di fine gennaio alla notizia dell’epidemia in Cina (piccolo ribasso e subito nuovi massimi) non ha generato particolari timori sui mercati occidentali con tutti gli analisti a dare nuovi target rialzisti al nostro mercato visto che finalmente si era rotta una resistenza epocale a 25000 punti.

Chi mi conosce o chi ha letto il mio ultimo libro sui certificates sa cosa penso del molteplice uso che si può fare dei certificati maxicoupon, a maggior ragione adesso che i prezzi di molti sottostanti sono scesi permettendo l’acquisto a forte sconto.

Ma vediamo quanto scrivevo circa un anno fa: 

Il mercato sforna un massimo dietro l’altro, incurante dei segnali di cedimento dell’economia e del rallentamento globale dovuto anche al coronavirus. Non appena arriva qualche brutta notizia sembra sempre che arrivi lo storno, ma poi puntualmente questo viene riassorbito dal mercato nel giro di qualche giorno e via a nuovi massimi. E questa volta il nostro mercato risulta essere uno dei più reattivi, avendo anche rotto una resistenza decennale. 

Questo è uno di quei classici momenti in cui il mercato sta salendo da mesi, il trend è chiaro, non ci sono tecnicamente segnali di inversione (seppur a livello fondamentale le cose non stiano in piedi ma si sa, i mercati sono il regno dell’irrazionalità per eccellenza) e se vuoi salire sul treno in corsa penta difficile captare il momento buono per fare il balzo (e poi su quale treno?)

Purtroppo anche quest’anno in dicembre si è verificato il solito assalto ai certificati maxicoupon e, ovviamente, chi arriva per ultimo ha poche possibilità di scelta e fa il gioco del lupo che non aspetta altro che mangiarsi la pecorella smarrita che deve correre per forza tra le sue braccia.

Lo abbiamo visto con gli ultimi maxicoupon emessi nel 2019, io stesso pubblicai un articolo su un maxicoupon di Credit Suisse quando questo lo si poteva comprare a 89/90 per poi dover correre a scrivere un secondo articolo per allertare i polli che stavano cadendo in trappola, ignari del fatto che con Nokia

Oggi parliamo di due prodotti che hanno pochi uguali sul mercato, in quanto è praticamente impossibile trovare due certificati worst of che hanno stessi strike, stesse barriere e stessa scadenza (3 anni) ma con due payoff differenti.

Questo ci permette di capire a quali svantaggi andremo incontro preferendo la maxicedola o quali possono essere i vantaggi di questo tipo di struttura rispetto al classico phoenix. 

Siamo arrivati alla 13’ edizione degli Italian Certificate Awards, la manifestazione che ogni anno decreta e premia i migliori certificati ed Emittenti in ben 12 categorie, per alcuni con una valutazione aperta al pubblico e per altri con una valutazione ad opera di una giuria di specialisti.

Quest’anno la competizione tra gli Emittenti è stata abbastanza scarna e ben poche emissioni meritano, forse una soltanto, di essere veramente elogiate. Le categorie di premio sono:

Devo dire che dopo la pubblicazione degli ultimi articoli ho notato come il mercato (o meglio i miei lettori) abbia sempre preferito acquistare prodotti con un prezzo sotto al nominale come se fossero garanzia di minor rischio o maggior rendimento.

Questi gli ultimi due articoli:

  1. Recuperare/Posticipare le Minus attraverso un Certificato maxicoupon che si compra a 89
  2. Il Certificato del mese: Puntare su Oil & Gas

Merce rara con i mercati sui massimi.

  Oggi parleremo del certificato di recente emissione

Codice Isin XS1973535203

Collocato sul mercato da Credit Suisse nel mese di ottobre contenente questi titoli:

In un momento come questo, in cui le borse viaggiano sui massimi incuranti di un possibile calo generale dell’economia o di una eventuale recessione, drogate come sono dalla liquidità che regna sui mercati, è difficile trovare soluzioni nel mondo dei certificati che abbinino rendimento e sufficiente protezione. Il mercato potrebbe dunque andare a riposizionarsi su quei settori che hanno performato meno: banche, oil e telefonici.

Citigroup si presenta con 3 straordinari certificati al consueto appuntamento autunnale che coinvolge molti risparmiatori e/o consulenti finanziari alle prese con le minusvalenze in scadenza a fine 2019.

Più volte abbiamo ricordato che occorre una seria programmazione a tale scopo per cui non voglio tornare sull’argomento se non invitando chi non avesse letto l’articolo di andarselo a rileggere qui.

Questi sono i 3 prodotti di Citigroup, di cui uno ve lo avevo già recentemente presentato: 

Troppo spesso mi sento chiedere di strutturare prodotti di questo tipo da consulenti finanziari che non sanno come gestire alcuni certificati che sono andati particolarmente in sofferenza in quanto i loro clienti ovviamente sono avversi al chiudere l’operazione in perdita e preferiscono mantenere la posizione in portafoglio attaccandosi alla speranza di recupero. 

Siamo ad inizio settembre ed ora, tornati dalle vacanze estive, ci si chiede su quali certificati investire.

Certo il governo non aiuta, lo spread è tornato a 165 gradendo l’europeismo del PD ma, in questo modo, ci siamo trovati senza governo dall’oggi al domani a causa del “harakiri” di Salvini e non mi stupirei che anche questa gestione abbia vita breve.

Quindi cosa facciamo? Non investiamo più? Stiamo liquidi?

A fine giugno, dopo anni che lasciava in pasto ai concorrenti questa tipologia di prodotti, Unicredit ha pensato di fare le cose in grande inondando il mercato con la bellezza - bellezza si fa per dire – di una nuova grande emissione di 26 certificati di investimento a maxi cedola, i primi emessi da Unicredit, con 8 caratteristiche costanti:

  • Appartengono tutti alla categoria dei Cash collect
  • Worst of
  • I sottostanti sono sempre una coppia di titoli azionari
  • La scadenza è a 2 anni e mezzo dall’emissione, cioè il 15/12/2021
  • La maxicedola/maxicoupon viene staccata il 23 dicembre 2019 ed è incondizionata (ma super attenzione a questi giochetti di lessico e pure al periodo natalizio!!)
  • Il trigger cedola è al 75%
  • La barriera finale è discreta e posta al 75% degli strike iniziali
  • Le cedole successive sono semestrali
  • La autocallable è posta dopo 1 anno, al 100% degli strike iniziali.

Noi di Gbinvesting studiamo costantemente il mercato e siamo molto attenti alle offerte di nuovi certificati e a come si presentano i nuovi Emittenti.

L’anno scorso scrissi un articolo su Goldman Sachs facendo notare come le loro prime offerte sul mercato fossero delle autentiche “sole, tanto che nelle emissioni successive hanno corretto il tiro risultando decisamente più interessanti: che dire? Ci hanno provato a fare i furbi, forse confidando che il nome Goldman Sachs da solo bastasse a richiamare l’investitore medio che sappiamo prediligere le ben più solide banche nordamericane: ma almeno i nostri lettori penso siano abbastanza attenti e comincino a saper valutare queste offerte.

Ci stiamo avvicinando alle tre streghe di giugno (scadenza di opzioni su titoli e su indici e scadenza dei futures) e come al solito il mercato torna a muoversi repentinamente: nella giornata del 18 giugno 2019 gli indici hanno virato decisamente al rialzo dopo essere partiti in negativo.

Questi sono i giochi che fanno i grandi Istituzionali, agevolati anche da un mercato sempre più illiquido, dove scarseggiano i temi per cui diventa facile muovere il mercato.  Ma attenzione perchè la liquidità è ai massimi livelli per cui le discese non dovrebbero fare paura; sarà facile attendersi nei mesi estivi escursioni di prezzo difficilmente prevedibili: meglio dunque dei buoni certificati (buy and hold) che sono al riparo da queste oscillazioni, che cimentarsi direttamente sulle azioni e subire la beffa degli HFT che muovono il mercato a seconda della loro posizione!!!  

Le caratteristiche che cerco in un certificato

Il tanto bistrattato settore bancario ancora oggi soffre parecchio non appena si impenna lo spread o si riempiono i giornali di polemiche sulla mala gestione riguardante alcune primarie banche italiane (Banca Carige ha rubato oramai la scena a Monte dei Paschi).

Non dimentichiamoci però che alcune banche non hanno niente a che vedere col resto del sistema, anzi, hanno decisamente beneficiato delle crisi altrui essendo un porto sicuro dove mettere i propri risparmi.

Una di queste è sicuramente Fineco,

Vista l’abbondanza stiamo attenti alle offerte

Sto parlando ovviamente di INTESA SANPAOLO e UNICREDIT, due dei titoli più gettonati dai risparmiatori italiani e utilizzati in maniera massiccia da tutti gli Emittenti con offerte facilmente paragonabili e che ci dovrebbero permettere di valutare l’Emittente nel suo complesso.

Contrariamente a tanti altri articoli parto subito con la descrizione dei 2 certificati per poi spiegarne i molteplici usi a cui possono essere destinati:

ISIN: XS1520272144

Certificato emesso da Credit Suisse, di tipo 5Year maxi coupon, worst of su azioni italiane: GENERALI con prezzo strike di 17,00€, FCA con prezzo strike di 14,45€, INTESA SAN PAOLO con prezzo strike di 2,325€, STM con prezzo strike di 16,22€ e UNICREDIT con prezzo strike di 12,882€.

Quando si sentono nominare certificati particolarmente aggressivi il riferimento è spesso rivolto a quei prodotti che sulla carta offrono rendimenti mensili che sfiorano e a volte superano il 2%. Pensate che sul mercato ce ne è uno che rende il 3% mensile. Un vero e proprio miraggio per i tempi che corrono!

rompicedole 7 tab 1

Il recente periodo natalizio ha visto il ritorno della volatilità sui mercati finanziari e ciò ha decisamente influito sulle emissioni di quel periodo, soprattutto a favore dell’investitore più scaltro e navigato.

In Borsa di certezze ce ne sono ben poche: a parte gli arbitraggi, più unici che rari per la loro eccezionalità, tutto il resto si può affrontare solo in termini probabilistici. Abbiamo però una serie di ricorrenze che si basano su elementi certi, che è stupido lasciarsi scappare, quando ci urlano indicazioni preziose a tutto andare.

Un tema hot che coinvolge quasi tutti (molti di più di quelli che lo ammettono candidamente) sono le tanto odiate MINUSVALENZE

Vi siete mai soffermati ad analizzare il petrolio?

Io non mi sono mai addentrato ad effettuare trading sulle commodities ma penso che non sia molto semplice. E’ un asset class molto esposta a variazioni geopolitiche dove le mani forti sono 3-4 personaggi che fanno il bello e cattivo tempo.

Ricorda che il petrolio genera una grande influenza sul sistema economico mondiale, anche perché rappresenta il 37% delle fonti di rifornimento globale. Non per niente viene denominato l’oro nero.

L’accoppiata vincente: i certificati con sottostanti una coppia di titoli

In questo nuovo articolo porto alla vostra attenzione 4 certificati long e 2 certificati reverse fatti con coppie di titoli: i certificati long sono tutti su titoli italiani, diciamo che sono validi per chi crede che l’Italia sia vicina al fondo, mentre i certificati reverse sono su coppie di titoli americani e possono essere adatti a chi crede che siamo di fronte ad un periodo di instabilità in cui difficilmente si potrà vedere crescere ancora certi titoli, soprattutto quelli americani, di certo più vicini ai massimi di quanto invece sia l’Italia.

Elegante, longilineo, atletico, energico, esuberante e dal temperamento allegro. Pelo corto, compatto e lucido, testa allungata, cranio ampio, muso robusto e forte, occhi vigili e attenti, orecchie pendenti, collo lungo e arcuato, torace profondo, dorso robusto, zampe lunghe e muscolose e dall’inconfondibile e caratteristico mantello a macchie marroni o nere. Queste le caratteristiche standard dei dalmati, bellissimi cani protagonisti dell’intramontabile film prodotto dalla Walt Disney negli anni Sessanta “La carica dei 101”.

Siamo al 4°appuntamento con la nostra rubrica e stavolta torno sul tema del rapporto rischio-rendimento, perché molti vanno a cercare protezioni che alla fine (se deve andare male) comunque non proteggono. La conoscenza delle variabili in gioco permette di investire oggi a condizioni difficilmente replicabili, grazie a prezzi dell’equity bassi e a volatilità a livelli eccezionali, ma in calo, per cui è ora il momento giusto per investire.

SE SEI TORO PUOI PUNTARE A BEN OLTRE IL 30% CON QUESTI STRUMENTI

Oggi tutti mi chiedono certificati prudenti, le scoppole prese su Telecom e sui bancari italiani sono dure da digerire e hanno ingessato molti portafogli, la situazione sembra un po' quella del dopo-Brexit (almeno nei prezzi dei titoli bancari italiani) anche se in quel caso il rimbalzo è arrivato quasi subito, ed ora invece cosa succederà?

Siamo al 3°appuntamento con la nostra rubrica e stavolta vado sul tema dei migliori certificati del 2018, quelli che stanno per essere premiati agli Italian Certificate Awards 2018 ed in particolare su quello che sta per essere premiato come certificato dell’anno e nella categoria speciale dedicata alla capacità di innovazione.

Stiamo parlando di un certificato che merita sicuramente il premio, ma noi di Gbinvesting amiamo educare il nostro pubblico al fatto che anche un certificato che sta per essere premiato come certificato dell’anno, potrebbe avere qualcosa di meglio sul mercato: mai fermarsi alle apparenze e ai titoloni dei giornali.

Siamo al 2°appuntamento con la nostra nuova rubrica e dobbiamo tornare sull’argomento RECUPERO MINUSVALENZE per allertare i nostri lettori da molte offerte deludenti. Per cui ho pensato ancora di utilizzare la vignetta di giugno, sempre molto attuale, perchè oramai sono all’ordine del giorno le doppie barriere o doppie cedole che non offrono niente di più di prima se non un nome accattivante.

Questa volta ho deciso di rompere le cedole a Unicredit e Leonteq,

Finita l’estate si è pensato di continuare con la serie di analisi che insegnano "l’arte del confronto” per essere in grado di compiere in modo corretto il primo fondamentale passo: la scelta del certificato da comprare. Abbiamo preso spunto dalla famosa rubrica di Gene Gnocchi “il rompipallone” per mettere al servizio dei lettori la nostra voce indipendente che verrà presa da altri come posizione di “rompiscatole”:

Eccoci all’ultimo appuntamento di questa competizione estiva, se ti sei perso gli altri articoli li puoi leggere qui: Sfida 1 - Sfida 2 - Sfida 3.

Certificati reverse non ce ne sono tanti, per cui metto a confronto gli Emittenti che li fanno descrivendone le caratteristiche, così da capire quali possono fare al caso nostro e con quali rischi, al fine anche di capire come mai stavolta la sfida è anomala, nel senso che sul podio saliranno tre certificati tutti e tre di Leonteq (un po' come quando sul podio della moto GP abbiamo tre spagnoli o tre italiani): eh sì in questo caso bisogna dirlo, su questo terreno Leonteq, pur con qualche certificato discutibile, vince alla grande!!!

Eccoci al terzo appuntamento di questa piccola competizione estiva, se ti sei perso gli articoli precedenti della Champions Certificates li puoi leggere qua: Sfida 1 e Sfida 2.

Come ragionano, come si comportano e quali sono i fattori che osservano gli Emittenti che confezionano i certificati che noi andiamo a comprare sul mercato?
Come reagiscono gli Emittenti tradizionali quando si affaccia un nuovo temibilissimo competitor, che vuole venire a prendersi una bella fetta di mercato?

Mettiamoci comodi ad osservare lo spettacolo: sul ring molti Emittenti si stanno mettendo i guantoni.

Eccoci al secondo appuntamento di questa piccola competizione estiva,

Sia che tu stia seguendo la nuova trovata estiva per tenere incollati al televisore gli amanti del calcio, sia che non te ne freghi nulla di questa competizione, ho pensato di scrivere una serie di articoli, sempre finalizzati ad educarvi come si sceglie un certificato, e allo stesso tempo per andare un po' più a fondo e capire veramente quali sono i pregi e i difetti dei principali Emittenti che operano nel mondo dei certificates.

Per non farvi mancare spunti operativi ho dunque pensato, nelle 4 settimane di agosto di creare una sorta di mini competizione con confronti di prodotti il più possibile simili, stilando delle classifiche parziali.

Brutto vizio la procrastinazione: è furba perché da una parte ti illude che “tanto c’è tempo” e intanto ti abitua ad una determinata situazione che, più si consolida, più diventa difficile da scalfire. Molti eventi non sono prevedibili e quindi non sono pianificabili. Quando invece abbiamo date e scadenze precise, ci sono poche scuse a cui appellarci.

In questo testo, vediamo un caso eclatante in cui abbiamo tutti il calendario chiaro davanti al naso, eppure arrivano sempre quasi tutti in ritardo. E poi si mangiano le mani…

GB Vignetta

Se uno fa il furbo, è giusto che prima o poi qualcuno se ne accorga e lo smascheri pubblicamente: quando un passo falso – volontario - incontra dall’altra parte qualcuno/qualcosa svelto a capire cosa sta succedendo, succede il patatrac.

Vignetta Proteggere gli Investimenti

Nello scorso appuntamento ti ho dato qualche antidoto per depistare le STREGHE e trasformarle in SIRENE, però non è tutto oro quel che luccica, quindi come fai a riconoscere la reale intenzione delle sirene che si presentano a te e che ti incantano con le loro offerte irresistibili?

Se mi leggi da anni, sai che non ho MAI messo becco sulle valute e sul forex in generale, perché la mia specializzazione verte altrove, dove sono richieste competenze molto diverse.

Ciò non toglie che, a grandi linee, le questioni macro le tengo sotto d’occhio, non tanto per fare qualcosa con le valute, perché rimango dell’idea che DOBBIAMO FARE QUELLO CHE SAPPIAMO FAR BENE,

CERTIFICATI-DE000CZ45QD3-IT0006741414

CONFRONTO DE000CZ45QD3 - IT0006741414

Nel periodo di aprile 2018 vengono emessi due certificati di tipo Phoenix che prevedono lo stesso basket di sottostanti. I due prodotti targati Commerzbank e Natixis si assomigliano anche se, dopo un'attenta analisi, si possono notare particolarità che li distinguono. Dopo averli sommariamente presentati in toto cercheremo di comprendere le dinamiche che rendono il certificato Commerzbank (DE000CZ45QD3) più vantaggioso rispetto a quello Natixis (IT0006741414).

Le previsioni le lasciamo ai cialtroni: io non so cosa succederà (e sfido chiunque), dico solo che fissarsi sulle cose che già si hanno in portafoglio e sedersi sugli allori senza portarsi dietro l’ombrello, quando poi arriva il temporale, dopo è inutile piagnucolare. Il problema della natura umana è che alla fine non stiamo sgridati: non è che non abbiamo visto e già vissuto dei momenti bui e dei bei “cigni neri”, eppure quando le acque si calmano, la memoria diventa leggera leggera e lì ricasca l’asino...

Vignetta GB - Aprile 2018

Che ormai i certificati sono sulla bocca di sempre più investitori, è un dato di fatto, riscontrabile da quanto se ne parla in giro e, terra terra, dai volumi di scambio, che sono in progressiva crescita da oltre un decennio, con un boom non indifferente negli ultimi 3-4 anni.

Webinar free 17 Aprile 2018

Prendiamo spunto da questo detto popolare per sottolineare che in finanza non è proprio così, perché molti sanno aprire una posizione ma poi la gestione emotiva li porta a perdere, per cui spesso la differenza sta nel saperla gestire.

Certificati Corridor

Non è finita con l’utilizzo dei certificati di investimento come coperture del proprio portafoglio.

Abbiamo iniziato con il mantra per operare al meglio con i certificates ANALIZZA-CONFRONTA-SCEGLI-GESTISCI
Abbiamo visto i Certificates REVERSE come arma per difenderci e passare indenni eventuali momenti di paura sui mercati, MA non è finita qui.

Certificato IT0006733742

Durante il 2015 i mercati azionari dopo un’iniziale fase di euforia hanno subito i forti ribassi di quello che è stato un periodo disastroso per il petrolio che ha accusato una forte flessione dei prezzi. Il WTI passò da 60$ al barile ai minimi di 25$ mettendo in crisi tantissime aziende americane produttrici di Shale Oil.
Lo storno sul mercato fu decisamente rilevante, si pensi che l’indice EURO STOXX 50 perse in quell’anno il 30% del suo valore (fine 2015) rallentando nettamente la crescita dell’azionario.

 

Dal più prudente al più aggressivo, dall’antipasto al dessert:
dal 5% al 72% di rendimento potenziale su base annua   

  

Siamo arrivati a un momento dell’anno in cui è doveroso tirare un paio di somme per vedere cosa c’è da migliorare, come, quanto e dove aggiustare il tiro, se c’è da aggiustarlo, come affrontare l’estate ed accelerare o meno per arrivare all’obiettivo che ci si è prefissati da qui alla fine dell’anno.


L’anno scorso abbiamo chiuso l’anno con un lusinghiero +10,5% con 9 operazioni annue (+3 concluse nel 2017), COME PUOI VEDERE A QUESTO LINK,

Ti hanno mai beccato a scuola in flagrante mentre copiavi la verifica di matematica dal secchione del banco davanti?

Ecco, non si fa.

Ci hanno insegnato così ed il concetto è giusto preso in senso lato, della serie “arrangiati e fai qualcosina per i cavoli tuoi, no?”.

E fin qua, a grandi linee, direi che siamo tutti bene o male d’accordo.

Ma è sempre vero in senso assoluto che copiare è una brutta cosa?

Sono passati 6 mesi dal mio articolo dove spiegavo l’UNICO modo esistente al tempo per recuperare le minusvalenze (non spostarle semplicemente, ma recuperarle, che è ben diverso!) e lo puoi rileggere qui:

http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/948-come-recuperare-le-minusvalenze-del-2012.html

Ogni operazione in Borsa può essere distinta in due macrofasi: la semina e la raccolta.

In un momento di mercato a bassissima volatilità come adesso (lo è già da un po’ e temo che sarà così ancora per un bel po’), è sempre più difficile districarsi tra le offerte di certificates dei vari Emittenti.

L’ultima moda è quella di proporre prodotti dalle caratteristiche e dai nomi appetibili, come quelli che ho descritto nel mio precedente articolo (puoi rileggerlo qui: http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/951-attenzione-a-non-farsi-incantare-dalle-nuove-proposte-degli-emittenti.html):

Ormai sappiamo tutti che ci sono tante categorie di certificates, tra l’altro non sono neanche chiarissime per i non addetti ai lavori, perché purtroppo ogni Emittente, in assenza di una regola condivisa e comune, sceglie liberamente di chiamare i certificates un po’ come gli pare e piace e, per di più, queste nomenclature si moltiplicano come funghi, giusto per complicare un po’ le cose.
Tenendo sempre a mente questa evoluzione continua a livello lessicale, sul sito www.eduwebcertificates.it trovate free oltre 20 video didattici con spiegate le categorie dei certificates da me nella maniera più chiara possibile,

Un nuovo Emittente di Certificates è presente sul mercato Cert-x dal 28 ottobre 2016: si tratta di Leonteq, una società svizzera quotata alla SIX Swiss Exchange (azione registrata col simbolo LEON) e specializzata nella realizzazione di soluzioni di investimento.

Leonteq opera su tre principali divisioni di business:

1. soluzioni strutturate,
2. soluzioni previdenziali,
3. Leonteq Partner & piattaforma di sviluppo.

Si avvicina la fine dell’anno e, come tutti gli anni, ci arrivano innumerevoli richieste di aiuto su come compensare le minusvalenze maturate nel 2012, quelle che verranno completamente perse allo scadere del 31/12, ammesso che non si applichino delle strategie per recuperarle o, quanto meno, spostarle in avanti.

Le minusvalenze ricordo che sono le perdite subite nell’investire il proprio denaro sui mercati finanziari; in poche parole, si tratta della differenza negativa tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un prodotto finanziario.

Il premio al rischio è stato il tema centrale del mio intervento all’ultimo ITFORUM di Rimini ma, guardando quello che si scrive in giro in materia certificates e peggio ancora le emissioni degli Emittenti alla disperata ricerca di vendere qualcosa, lanciando messaggi che vanno esattamente contro le mie idee di investimento, penso sia importante ritornare sull’argomento.
Del resto i risultati sino ad ora mi stanno dando ragione: da aprile ho iniziato a fare consulenza indiretta a qualche Emittente ed ho cominciato a proporre soluzioni mirate:
ad aprile sono stati emessi questi due prodotti, entrambi andati benissimo, nonostante la Brexit

Dopo i Crescendo Wedding Cake di Exane, in parte copiati da Unicredit coi cash collect a doppia cedola, cosa ci dobbiamo aspettare?

In parte sono apprezzabili gli spunti operativi che offrono alcune nuove emissioni, anche se poi, andando a vedere nei dettagli, talvolta ci sono certificates tradizionali che sono molto meglio di quelli appena presentati.

E’ un po’ come quando l’Apple presenta l’ennesimo IPhone n. 224 e tutti corrono a comprarlo perché effettivamente vale qualcosa in più dell’IPhone n. 223, ma quel qualcosa in più ce lo fanno pagare molto di più del suo reale valore.

Sì, lo so, tutti gli anni leggerai titoli dove ti dicono che questo è proprio l’anno più giusto per fare questa o quell’altra cosa.
Però quest’anno ho una serie di informazioni molto più importanti in più rispetto a quando lavoravo solo online e mi limitavo alle fiere di settore per incontrare il pubblico, cioè 2-3 volte all’anno.
Ormai è un anno che incontro almeno un paio di volte ogni mese qualche centinaio di risparmiatori che mi seguono nel mio Tour “L’Aperitivo del Buon Investitore”, che ormai ha toccato molte città del Nord Italia

Negli ultimi appuntamenti de “L’aperitivo del Buon Investitore”, un format di successo che porto ogni mese in molte città italiane insieme ad un Consulente Finanziario Indipendente e ad un Emittente di Certificates, mi è capitato spesso di sentire critiche rivolte agli Emittenti da persone molto preparate, che li accusano di emettere prodotti su sottostanti molto rischiosi.
Ma prima di criticarli, chiediamoci piuttosto perché gli Emittenti strutturano certificates su alcuni sottostanti e non su altri in momenti particolarmente bollenti.

Vista la partenza ed il contesto, si preannuncia un anno difficile per i mercati azionari.

Dall'analisi del portafoglio in essere sui Certificates posso ritenermi molto soddisfatto, non tanto per le performances, ma soprattutto in questo periodo per non avere visto violata neanche una barriera.

In giro invece non faccio altro che sentire di gente messa veramente male per questi motivi:

Negli anni ho sempre cercato di dare il meglio di me, anche se talvolta mi sono trovato in situazioni difficili da gestire, magari per un trader sono normale amministrazione, ma per un NON TRADER portano ansia e difficoltà non indifferenti.

Dopo il primo lockdown dello scorso anno ho cercato di rendere sempre più facilmente fruibili i servizi, e pur mantenendo alto il livello di formazione sulle Opzioni, insegnando i tantissimi modi con cui si possono correggere certe strategie, devo dire che i risultati si sono fatti vedere.

È da luglio del 2020 che non chiudo più operazioni in perdita, anche se aver approcciato titoli che sono decuplicati di valore nel giro di qualche mese mi ha fatto venire qualche mal di pancia, ma poi anche queste si sono chiuse in utile (Jumia, Micron e Riot) come si stanno lentamente chiudendo in utile tutte le coperture effettuate sui certificati.

Claudia Nasi, presidente della Onlus “Casina dei Bimbi” l’ho conosciuta a Natale quando sono andato a portarle una auto piena di giocattoli per i bambini oncologici che assiste da vent’anni.

Parlandomi dei suoi progetti e della difficoltà che ha nel reperire i fondi per la sua Onlus mi ha letteralmente contagiato: non potevo limitarmi a quella semplice donazione, sistemare la mia coscienza e pensare di non fare di più per quei bambini e da allora siamo in contatto continuo.

La vignetta vuole mettere in risalto come tutto il settore della ristorazione stia soffrendo a causa del perdurare della crisi: anche chi ha la fortuna di rimanere aperto sempre come Autogrill vede crollare i propri ricavi per via dei timori che hanno le persone a creare assembramenti.

Io stesso recentemente andando in Toscana per lavoro mi sono fermato in Autogrill per andare alla toilette ed ho notato che c’è tanta gente in autostrada ma pochi si fermano a consumare in Autogrill.

La vignetta vuole risaltare come la Consob permetta che una società quotata come la Juventus possa aggiustare i bilanci (come fanno quasi tutte le società di calcio in perdita) con operazioni che vanno a falsarne gli attivi gonfiando un patrimonio netto che altrimenti sarebbe negativo: in questo articolo si capisce come la società abbia scambiato giovani giocatori a prezzi folli unicamente per contabilizzare false plusvalenza dalle cessioni così da tamponare le falle del bilancio corrente (ridurre la perdita) e contestualmente aumentare il patrimonio netto della società (che altrimenti rischierebbe di andare in negativo): se solo contabilizzassimo il parco giocatori ai prezzi correnti (scesi per via del Covid del 20-30%) emergerebbe un dissesto finanziario e una urgente necessità di ulteriore ricapitalizzazione; più che la Consob, che al massimo rischia la faccia, mi verrebbe da dire: ma le banche che prestano soldi alla Juventus accettano di buon grado questa contabilità “allegra”?

Non mi auspico di certo che crolli tutto il sistema, visto che gran parte dello sport più amato e seguito al mondo usa questi stratagemmi per sopravvivere, ma se dovesse collassare e i risparmiatori azionisti perdere soldi, e le banche creditrici pure, non vorrei poi che arrivasse il salvagente del governo che, “per l’interesse popolare” caccia i soldi (i nostri soldi) che servono a sanare la situazione.

Già il teatrino su Alitalia che dura da 16 anni e quello su BMPS che dura da almeno una decina sono significativi di un’Italia governata, che sia destra o sinistra poco cambia, da una manica di ...: chissà se con Draghi vedremo la fine almeno di questi due teatrini che sono costati agli italiani almeno un paio di finanziarie.

Ricordo ai miei lettori che l’ANALISI FONDAMENTALE ha ancora una sua valenza, soprattutto nel lungo periodo, per cui sono convinto che il popolo che ha investito in Game Stop alla fine rimarrà col cerino in mano così come chi è azionista di una qualsiasi società di calcio: poi c’è chi ha avuto il giusto timing di entrata e di uscita e potrà anche dirmi che ha guadagnato su Game Stop o sulla Juventus andandoci long, ma saranno comunque sempre casi sporadici e di gente sveglia che sa quando il gioco diventa pericoloso e ne sa uscire per tempo.

Personalmente è da luglio che vado solo short sulla Juventus e ho chiuso tutte le operazioni in gain, basta entrare con poco, al limite incrementare lo short, per assurdo mi verrebbe da farci un piano di accumulo short in attesa che la verità venga fuori e che anche la società dichiari che ha bisogno di un ulteriore rafforzamento patrimoniale: è solo questione di tempo.

Ma veniamo ad oggi e alle tante operazioni attese dal mercato:

Cattolica Assicurazioni: 200 milioni

Banca Monte dei Paschi di Siena: 2.500 milioni (più tarda a farlo e più la cifra tenderà ad aumentare)

Oviesse: 80 milioni

Autogrill: 600

Roma Calcio: 150 milioni

Innovatec: 25 milioni

Oltre a questi ci sono quelli possibili, magari smentiti, ma che, visto il perdurare della crisi, dubito che non verranno fatti: si vocifera che Fincantieri necessiti di 1,5 miliardi e che la Juventus entro fine anno possa dover fare nuovamente richiesta al mercato.

Ma ogni giorno è buono per far uscire qualche notizia e tra i miei candidati c’è sicuramente una Saipem che di sicuro ha di fronte anni bui in cui non sarà facile acquisire nuove commesse dai giganti dell’oil.

Molti dei nostri lettori, dopo la grande operazione fatta con Banca Popolare dell’Emilia Romagna, si sono già abbonati e da allora mi hanno visto all’opera sulle seguenti operazioni: Rolls Royce, Alstom, Drone Volt, Tesmec, Tui, Vantea tutte chiuse in buon utile.

Ma pochi sanno che oltre alle vere e proprie Ipo o agli aumenti di capitale, spesso prendo posizione anche su titoli chiacchierati che potranno essere oggetto di aumenti di capitale, ad esempio da luglio ad oggi ho già fatto diverse operazioni su Bmps e su Juventus per oltre 5000€ di profitti aggiuntivi.

Continuo a ricevere email di gente che mi dice che si vuole abbonare non appena ci sarà il prossimo grande aumento di capitale, non si rende minimamente conto delle opportunità che sta perdendo e che quando partirà l’operazione per la quale si vuole abbonare probabilmente avrà già perso la parte short (per mancanza di prestito titoli) e si dovrà accontentare della parte long.

È per questo motivo che ti ho preparato un’offerta imperdibile, un anno di formazione ad un prezzo speciale comprensivo della registrazione del bellissimo corso online fatto il mese scorso.

È ora il momento giusto, te lo dice la mia esperienza in materia, lo so che ricevi tanti suggerimenti utili gratis grazie a queste newsletter o accedendo al mio gruppo facebook, ma con Banca Popolare dell’Emilia abbiamo fatto uno sforzo immane, io e tutto il mio staff, per far partecipare anche molti non abbonati, venivamo dal Covid e molti, non solo i nostri abbonati, avevano il bisogno di un’operazione “facile” come Bper per riprendere fiducia.

Anche il corso online fatto a gennaio ci ha permesso di preparare i nostri utenti ad affrontare la grandissima stagione di operazioni straordinarie che ci aspetta in questo 2021.

Cogli l’occasione ora, arrivato a quota 200-220 iscritti nel gruppo telegram non prenderò più nessuno almeno fintanto non abbia trovato un altro tutor esperto che mi possa garantire l’assistenza alla formazione che i miei clienti tanto apprezzano e che ritengo sia uno dei nostri fiori all’occhiello, perché l’alta formazione che ci contraddistingue da sempre ha bisogno di un’assistenza di pari livello, che solo i tutor Alessio, Giorgio e Marco mi hanno sempre potuto garantire.

Se sei interessato al nostro servizio sugli aumenti di capitale, manda una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. col tuo contatto telefonico e l’orario cui essere contattato e già potrai parlare con uno di loro che ti illustrerà i costi e in cosa consiste questo servizio o prenota subito quì una call.

Sì perché da noi di Gbinvesting non esiste la figura del venditore e già al primo contatto potrai parlare con chi ti seguirà anche dopo, ovviamente tutto diretto e supervisionato dal sottoscritto.

Ci tengo a sottolineare una email ricevuta qualche giorno fa:

“Salve, come indicato sul libro, allego la ricevuta di acquisto. Devo ancora iniziare a leggerlo, ma sono sicuro che non deluderà le attese. Intanto faccio i complimenti allo staff di GB Investing per la qualità, la professionalità e, non ultimo, la discrezione nel trattamento dei
dati personali. Grazie”

Questo per ribadire che noi di Gbinvesting rispettiamo i nostri lettori, non è necessario falsificare il numero di telefono che inserisci in sede di registrazione al sito per sentirti tutelato, noi non vendiamo i dati dei nostri utenti e non li massacriamo di telefonate commerciali come purtroppo succede sempre più spesso in questo settore.

Questa forse sarà la email più commerciale che tu abbia mai ricevuto da parte mia, chi mi conosce sa che non sono certo il tipo che spinge a pagare questo o quell’abbonamento ma oggi so che difficilmente potrò figurare male con chi si abbona adesso al nostro servizio di eccellenza (non ho mai chiuso un anno in perdita su questa tipologia di operazioni da quando le faccio, ossia dal 1994) perché so già che, quando si entrerà nel vivo delle operazioni, anche i miei uomini dovranno gestire al meglio il poco tempo a disposizione: non è essere scortese, è rispettare chi ti ha pagato un servizio.

E quelli che non si saranno preparati per tempo rischieranno di non fare l’operazione, magari solo per mancanza del broker giusto o perché ancora non ci hanno capito nulla e si devono ancora guardare il video corso.

Se ci stai pensando Il momento giusto è ORA

Alla prossima

Giovanni Borsi

p.s.: vuoi candidarti ad essere il prossimo collaboratore della Gbinvesting? Mandami una email con le tue conoscenze di finanza, le tue motivazioni e i tuoi desideri ed eventualmente fisseremo un colloquio

ADCALL

 

 

 

ATTENTI A QUEI DUE!

Due delle nostre aree di maggiore eccellenza!

Dopo lo spettacolare corso sugli Arbitraggi dello scorso novembre che puoi ancora comprare ed entrare nella nostra superchat dedicata, il prossimo lunedì ho in programma l’unico e altrettanto spettacolare corso sugli Aumenti di Capitale.

E in arrivo nel 2021 anche i due libri dedicati!!!

Anch’io amo comprare azioni quando sono eccessivamente svalutate, a volte anche se non sono di grande qualità, ma il prezzo è talmente basso che è facile trovare un compratore disposto a pagarle di più di quanto ho speso, come è stato il caso di BPER nel mese di ottobre, di cui avevo speso una buona parola esponendomi come sono solito fare pubblicando questo articolo.

Se non lo hai letto ti consiglio di andarlo a rivedere, giusto per capire certi ragionamenti.

Dopo l’aumento di capitale Bper c’è chi si chiede quando sarà il prossimo, e non si rende conto che ce ne sono tutte le settimane!!

Roll Royce l’ho presa ma ci ho fatto le briciole ed il giorno dopo che l’ho venduta mi ha fatto l’80% facendomi arrabbiare per non aver letto a fondo il prospetto e averla presa un po' sotto gamba.

Ci vorrebbe il parere del mitico Remo Mariani, grande trader e grande esperto di basket, per giudicare quanto sto per scrivere: ieri ho assistito al webinar più inutile della mia carriera di trader, ma vista la mia indole che vuole sempre trovare il positivo anche dalle sconfitte e/o dalle perdite di tempo, ho pensato fosse doveroso scrivere questo articolo, così da trarre un insegnamento anche da un webinar inutile.

Chi viene ai miei corsi, che siano sui certificati, sulle opzioni o sugli aumenti di capitale, sa quanto mi piace insegnare le regole dei mercati e i tecnicismi che li governano e che possono creare situazioni di facili arbitraggi.

L’analisi tecnica la lascio insegnare agli altri, pochi saprebbero spiegare il perché del rialzo di BPER di oggi e di un probabile ribasso di BPER di domani, che prevedo più o meno della stessa portata del rialzo di oggi.

Ritorno sul mio precedente articolo che ti invito a rileggere in cui ti parlavo dell’incredibile rapporto rischio-rendimento della Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

E’ stata una settimana di grande lavoro, ho dato ordine ai miei uomini, ed anch’io ho fatto la mia parte, per contattare quante più persone possibili che potessero capire questo messaggio:

“Ciao ……., come stai? Spero tutto bene. Ti volevo avvisare di questa grande opportunità: se prepari qualche cartuccia potresti investire tra qualche giorno in BPER che grazie all’aumento di capitale ha perso oltre il 30% in una settimana e dopo potrebbe risalire velocemente, ma non devi comprare l’azione, devi prendere il diritto che ti permette di pagarle un 5-6% in meno. E’ un'operazione dall'ottimo rapporto rischio rendimento, se no non te la proponevo, oggi (giovedì 15 ottobre) con mercato che scende il diritto tiene e l'azione addirittura sale: io ho comprato qualcosa adesso in area 0.20 di diritto per incrementare domani e lunedì, vedi tu se cominciare già adesso a comprare, a questi prezzi le azioni ti costano 1.025; ovviamente si compra diritto e si sottoscrivono le azioni”

Considerato che gli abbonati agli adc hanno avuto il massimo dai nostri servizi con i 2 precedenti webinar, con il segnale in tempo reale dell’acquisto da me effettuato giovedì, ed avranno il diritto a partecipare al webinar di lunedì mattina per capire quando effettuare un ulteriore acquisto; abbiamo usato questo criterio di selezione:

1-      Prima abbiamo cercato di avvisare dell’opportunità gli abbonati agli altri servizi

2-     Poi abbiamo cercato di avvisare i vecchi abbonati agli aumenti di capitale, che al volo, se ai tempi avevano studiato, potevano capire l’operazione

3-      Quindi abbiamocercato di avvisare altri nostri lettori che avevano comprato il libro o ci avevano dichiarato interesse per il tema

I riscontri sono stati veramente molteplici a dimostrazione che per molti di voi c’è ancora tanto bisogno di studiare, per altri la decisione invece è stata immediata (la materia non era dimenticata), per altri ancora la componente emotiva è predominante e non permette di prendere decisioni affrettate e in fiducia: diciamo che solo i vecchi allievi migliori ne hanno capito il fatidico RAPPORTO RISCHIO RENDIMENTO e ci si sono buttati senza problemi.

Alcuni delle risposte avute sono decisamente interessanti e di una valenza didattica notevole:

CHAT N.1: Una persona cara (semplice lettrice dei miei articoli) cui sono vicino solo perché aveva capito i miei ragionamenti e cercato di far vendere a suo tempo a suo padre le MPS (impresa vana, perché la risposta è stata: io non ci sto a perdere !!! e così facendo ha di fatto perso tutto) mi ha risposto così:

“Ciao Giovanni ho visto ma sono ancora alla finestra anche perché al di là di tutto adesso ripartono con le incertezze Covid Blexit elezioni usa (troppo caos e poca visibilità ) e se si dovessero scatenare di nuovo le vendite non risparmierebbero niente e nessuno mi sa , è un mio umile parere condivisibile o meno.”

Io le ho risposto: “questa è un'operazione straordinaria, non c'entra nulla cosa fa il mercato, io le azioni le avrò già vendute prima delle elezioni Usa” e lei il giorno dopo, vedendo il diritto fare +80% mi ha scritto:

“Bravo davvero !!!credi ne arriveranno altri in un prox futuro di aumenti di capitale?”

Considerazioni chat n.1: il ragionamento che mi ha fatto sulle incertezze di oggi non fa una piega e la dice lunga su come la pensa il ceto medio in Italia: non investe e sta alla finestra perché ha paura, ma magari sarebbe meglio guardare un bollettino Covid in meno e cercare di capire qualcosa in più di come si muove la finanza e del perché le borse salgono ancora nonostante la seconda ondata Covid.

L’errore numero due è stato sicuramente quello di aver già mollato la presa su questo aumento di capitale come se avesse perso l’occasione non avendo comprato a 0.20€ il diritto, chiedendomi già se in futuro ci saranno altri aumenti di capitale, invece di chiedersi se c’era ancora tempo per entrare o se ancora il rapporto rischio rendimento fosse interessante.

CHAT N.2: un ex abbonato che per fortuna ha comprato già giovedì mi ha scritto: “Grazie Giovanni, ho comprato ieri a 0,21 circa, con i tuoi aumenti di capitale fai sempre grandi guadagni?” ed io gli ho risposto     ”non sempre, magari, però in questo mi sentivo particolarmente sicuro”

Considerazioni chat n.2: se uno guadagna facile su un aumento di capitale non significa che debba guadagnare facile in tutti gli aumenti di capitale, alla base ci deve essere un approfondito studio dell’operazione, per capirne le dinamiche e soprattutto i comportamenti di tutti gli attori in gioco.

In questo caso non è ancora finito e ci aspetta un ultimo giorno di fuoco lunedì 19 ottobre, dove sarà interessante capire quanti diritti sono rimasti da vendere dalle banche e quale sarà la qualità degli acquisti, sono informazioni difficili da percepire: la parola giusta è proprio PERCEZIONE, quella che si ottiene dopo tanta esperienza osservando il book per capire chi sta comprando (se per rivendere in giornata o se per sottoscrivere) e chi ancora deve vendere: una bellissima battaglia che io e i miei abbonati potremo vivere in diretta.

Se vuoi partecipare alla diretta clicca qui

CHAT N.3: un abbonato da poco mi scrive: “grazie Giovanni, sul diritto ho guadagnato un 80% ed ho venduto tutto in asta di chiusura” ed io gli ho risposto “forse puoi ricomprare meglio lunedì ma se ragionavi sull’azione magari non vendevi, in quanto vendendo i diritti tu di fatto è come se avessi venduto le azioni che andavi poi a sottoscrivere a 1.15”

Considerazioni chat n. 3: che dire “Vendi, guadagna e pentiti” è ancora un motto molto radicato, se io lo avessi fatto quando comprai i diritti Reti Bancarie mi sarei limitato a raddoppiare i soldi e guadagnare 18000€ anziché farne oltre 300000€: non credo il diritto lunedì possa fare come Reti Bancarie nel 2004 (massimo potrebbe tornare ai prezzi di quando è partito in area 0,60€, ma non credo possa spingersi così in alto) ma vendere solo perché si guadagna è una grandissima stronzata e se non sei d’accordo ti consiglio vivamente di leggerti “Bankarate”, forse l’unico nostro libro che ti insegna ad evitare le trappole mentali che ancora oggi governano le nostre decisioni, come dimostrano la miriade di risposte diverse che mi sono state date allo stesso messaggio.

CHAT N.4: un ragazzo giovane che anni fa aveva comprato video corso adc e che da allora fa da solo mi ha così risposto: Devo prendere una decisione molto difficile: vendere safilo (prezzo di carico 1 euro e ora sta a 0,60 centesimi)per comprare diritti bper e avere capitale disponibile per sottoscrivere azioni, oppure non avere abbastanza capitale per sottoscrivere diritti e comprare azioni bper direttamente sul mercato pagandole molto più care che attraverso i diritti”. Io gli ho risposto “meglio la prima, poi se proprio vuoi le Safilo te le ricompri” e lui “Ok grazie molte ti seguo sempre sei il migliore leggo ogni tuo articolo ..È veramente uno dei mestieri più difficili e stressanti che esistano”

Considerazioni chat n.4: come si può capire facilmente, se si conosce la storia, ha comprato Safilo con l’adc di Safilo e probabilmente si era dato un target elevato e poi non è stato capace di chiuderle in perdita subito per cui anziché fare un’operatività limitata a prendere il massimo dagli adc con tanti mordi e fuggi sfruttando i pochi capitali di cui dispone, ha messo a rischio tutto quanto fatto di buono sino a quel momento perdendo in una sola operazione il 40%. Anch’io feci Safilo e guadagnai molto poco, in quanto capii subito che non c’erano i compratori che mi aspettavo post aumento di capitale.

Per finire tre grandi banche italiane, tre risposte da brividi, da veri incompetenti o da grandissimi scansafatiche:

Diversi mi hanno chiesto cosa doveva fare poi per sottoscrivere le azioni; io, non conoscendo tutte le procedure di ogni singola Banca gli ho detto di chiedere direttamente a loro:

CHAT N. 5: “Ho telefonato e mi chiedeva perché non compro le azioni senza i diritti che spendo meno. Ho detto che non lo so ma c'è chi lo sa per me”

Considerazioni chat n.5: aldilà della beata ignoranza dell’impiegato che ha dato una risposta così stupida, mi sembra che alla base della risposta la motivazione sia solo una, ossia la voglia di non lavorare, in quanto probabilmente la sottoscrizione dei diritti da parte del cliente presuppone una lavorazione da parte della Banca, cosa che invece con l’acquisto diretto dell’azione non succede!!! Pensate quanti poveri clienti si comprano le azioni senza saper che coi diritti la pagherebbero meno!!!

CHAT N. 6: “Ho telefonato e devo andare in banca per comprare i diritti, non lo posso fare online, non sono riuscito ad andarci perché ero fuori per lavoro, sto bruciando come un falò, è troppo tardi farlo lunedì” ed io gli ho risposto: “voglio proprio vedere come fai a chiedere appuntamento per le 8,20 ed avere poi l’addetto (solitamente arrivano più tardi) che ti inserisca l’ordine prima delle 9, mi spiace ma la vedo dura, puoi solo cambiare banca”

Considerazioni chat n.6: siamo nel 2020, se segui l’azionario non puoi essere ancora cliente di una banca così indietro come procedure, aldilà delle commissioni (comunque elevatissime) è il disservizio che fa la differenza.

CHAT N. 7: “Giovanni su un conto dormiente avevo delle azioni BPER e la mia banca proprio stamane (giovedì 15 ottobre) mi ha consigliato di vendere i diritti e tenere le azioni. Per fortuna è arrivato il tuo messaggio e ho capito che se mai aveva senso fare il contrario, ossia vendere le azioni e sottoscrivere i diritti ricomprando le azioni a 10 centesimi in meno”

Considerazioni chat n.7: in questo caso non credo che l’impiegato non volesse fare del suo meglio, trattandosi di cliente molto importante, ma l’ignoranza lo ha portato a dare un consiglio chiaramente sbagliato. Chi di voi ha delle azioni BPER in portafoglio ed ancora i diritti ed è cliente di una Banca che li vende al meglio domani mattina, forse fa ancora in tempo a stoppare l’operazione e a fare il contrario, ossia vendere le azioni a 1.21€ e comprare le azioni a 0.90€ sottoscrivendo i diritti (le azioni col diritto a 0.36€ costerebbero 1.15€)

Dopo tutti i contatti di questa settimana ho avuto ulteriori conferme che:

TUTTO DIPENDE DALLA CONOSCENZA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DAL CALCOLO DELLE PROBABILITA’ CHE DETERMINA IL FATIDICO

RAPPORTO RISCHIO-RENDIMENTO

Ma anche che occorre fare un grande lavoro sui propri difetti di

FINANZA COMPORTAMENTALE

 

VOGLIO SEGUIRE IL WEBINAR 

 

Un caro saluto

Giovanni Borsi

 

 

 

 

E’ passata una sola settimana dall’inizio dell’aumento di capitale della Banca Popolare dell'Emilia Romagna e già il guadagno sullo short ha permesso di ribaltare la perfomance negativa dovuta al cigno nero subito a giugno su Cattolica, e manca ancora la parte long.

Purtroppo siamo alle solite e sempre meno gente riesce a mantenere la lucidità per fare soprattutto le operazioni più profittevoli, o quelle dal più alto rapporto rischio-rendimento.

Con la Offerta Pubblica di Scambio di Intesa San Paolo su Ubi si è aperto il risiko bancario, si fa un gran parlare di terzo polo, di operazioni di fusione buttate lì solo per parlare senza rendersi conto dell’impossibilità dell’operazione, con l’effetto principale che chi legge, dopo aver visto l’offerta di Intesa su Ubi si aspetta altri grandi guadagni andando a comprare la prossima preda.

Da sempre sosteniamo che una delle migliori caratteristiche dello strumento certificates sta nella loro flessibilità e nella loro efficienza fiscale.

In questo articolo vi diamo un anticipo su un certificato di investimento speciale che ci presenterà direttamente BZH Capital, prezioso e gradito ospite nel nostro prossimo webinar di mercoledì 5 agosto in collegamento diretto da New York.

La prima regola: capire chi è la controparte.

Sono così pochi a "battere  i mercati" che quando ci parli hai la sensazione di essere entrato nella bottega di Michelangelo. Solo che qui non ci sono apprendisti, ma pc. Non ci sono bozze di affreschi e blocchi con sculture scalpellate, ma grafici finanziari e file excel zeppi di prezzi e percentuali. Dinanzi a questi monitor Giovanni Borsi continua oggi a 60 anni a disegnare complesse strategie con le opzioni, ad inserire gli ordini nelle aste di pre-apertura di Piazza Affari e a fare, come ama ricordare, di tanto in tanto qualche scalpellata nei book dei titoli.

Con il blitz compiuto da Generali in totale accordo con gli amministratori di Cattolica a pochi giorni dall’assemblea straordinaria chiamata lo scorso 27 giugno a deliberare l’aumento di capitale resosi urgente per il grave stato di insufficienza patrimoniale della compagnia assicurativa, si è dimostrato ancora una volta quanto conti il piccolo azionista in queste dinamiche:

ZERO

L’assemblea straordinaria ha deliberato a sorpresa quanto già deciso in precedenza dal gruppo dirigente di Cattolica. Tanto valeva risparmiarsi la convocazione di questo teatrino.

Mai dire mai:a volte anche da aumenti di capitale su cui pensi di non poter fare nulla nasce l'occasione e chi ci segue da anni lo sa bene.

C'è il divieto di short, per cui non si può certo cavalcare al ribasso l'azione ora, ma noi avevamo puntualmente shortato le azioni alle prime notizie negative sul titolo a novembre 2017 e qualcuno che ha avuto fede da domani potrà raccogliere i frutti dopo quasi 2 anni di short, come si può capire chiaramente dalle foto, agli oltre 4000€ di gain teorico ne potrebbe aggiungere quasi altri 2000€, visto che con ogni probabilità il diritto tenderà ad azzerarsi, essendo l'aumento iperdiluitivo: nessuno comprerà i diritti se non per esercitare immediatamente e rivendere le azioni sul mercato per approfittare di un eventuale scostamento di prezzo tra azione e diritto, per cui assisteremo ad un gioco al ribasso dal risultato scontato.

In questo momento di così forte difficoltà, ho cercato di fare un minimo di chiarezza su alcuni aspetti che interessano direttamente o indirettamente le nostre finanze, soprattutto in un momento di emergenza come questo.
Qui trovi la mia intervista su Facebook insieme a "Colazione a Wall Street"

In questa fase di mercato, che penso di poter definire la più grande crisi borsistica del dopoguerra, anche perché non è ancora terminata e non si ha neppure idea di che effetti produrrà nel futuro economico mondiale, vedo che sui social spesso rimangono tracce delle performance strabilianti raggiunte da chi ha saputo cavalcare il ribasso o da chi ti dice che era già tutto scritto nei grafici e bastava saperli interpretare...

Questa è una vignetta inedita che rappresenta il vecchio aumento di capitale Safilo di marzo 2010: noi partecipammo all’AdC in cui l’azienda passò di mano facendo un bel 60% in meno di 20 giorni. Come dimenticarlo?!

Dalle notizie di internal dealing (che quasi nessuno legge) si capiva che gli amministratori stavano comprando a mani basse, perché non farlo anche noi? Uno dei fiori all’occhiello di Gb Investing sta sicuramente nell’analisi di tutte le operazioni straordinarie che possano riguardare Piazza Affari e già in passato abbiamo approfittato delle occasioni che il mercato offre a chi sa leggere e interpretare le notizie.

Dipende dai punti di vista, per noi di GBinvesting è un’accoppiata vincente,
2 aumenti di capitale da non perdere!!!

Ma entriamo un po' nell’immaginario collettivo. Se c’è una Società sportiva che da sempre è argomento di discussione, passione, rabbia, invidia, ammirazione, fonte di infinite polemiche, scandali, tragedie, una Società che, partendo da campetti di calcio sterrati, è entrata nelle case di tutti, nei Bar Sport, negli ambienti di lavoro, in televisione; che ha unito e diviso un intero paese; che ha legato il suo nome in modo indissolubile, nel bene e nel male, alle vicende di una Famiglia di industriali tra le più importanti del nostro paese e da qualche anno è anche entrata a gamba tesa nel mondo della finanza, addirittura nel listino principale di piazza affari, questa è la F.C. Juventus.

La longevità di un trader la si potrebbe misurare dalle sue capacità di stare sul mercato: occorre essere camaleontici e sapersi adattare ai mutamenti dei mercati e ti assicuro che in 30 anni di cose ne sono cambiate parecchie.

Se mi conosci da 20 anni, ossia da quando sono diventato famoso per tutte le competizioni di trading cui ho partecipato da protagonista (l’ultima solo poche settimane fa durante l’ItForum di Rimini),

Più di un corso!!! Un vero e proprio percorso formativo. Questa l’ultima novità di GBinvesting. Perché dai corsi live e dall’esperienza di tanti allievi abbonati abbiamo capito che per imparare ed ottenere davvero risultati occorre un vero e proprio PERCORSO FORMATIVO e noi lo abbiamo pensato in 5 step:

Ragazzi… ora basta! 107 miliardi sono le giocate degli italiani riferite all’azzardo e 20 lasciati al banco, ma nessuno ti dice quanti altri soldi vengono letteralmente buttati ogni giorno sui mercati finanziari.

Quando si parla di vizi o patologie non credo basti scrivere sul pacchetto di sigarette che il fumo uccide o come scrivono adesso i broker (obbligati dalle nuove norme) che oltre l’80% dei clienti perde:

La più grande fregatura nella quale possiamo cascare è crederci tanto bravi – o credere che qualcun altro lo sia talmente tanto – da prevedere il futuro. Questa è solo una frase presa dal manuale “Bankarate” (pag.92) che andrebbe letto e riletto più volte, per il concentrato di spunti utili alla crescita personale, per arrivare a trasmettere il messaggio di oggi.

I REALI MOTIVI CHE TI HANNO SEMPRE FRENATO E FATTO PERDERE UN PACCO DI SOLDI IN BORSA NON HANNO NIENTE A CHE FARE CON LE TUE CARENZE TECNICHE E NEANCHE CON I FANTOMATICI SEGRETI DELLA TANTO AGOGNATA ED INFLAZIONATA LIBERTA’ FINANZIARIA.

COSA SONO LE 3 STREGHE IN BORSA

Il terzo venerdì di marzo, giugno, settembre e dicembre è chiamato “il giorno delle tre streghe” (triple witching day) ed è il giorno in cui SCADONO CONTEMPORANEAMENTE molti contratti derivati dei principali indici di Borsa mondiali:

  • FUTURES SUGLI INDICI
  • OPZIONI SUGLI INDICI
  • OPZIONI SULLE AZIONI
  • (Scadono anche i FUTURES SULLE AZIONI, infatti è usata anche l’espressione “quadruple witching day”)

Le scadenze tecniche (ci sono tutti i mesi nell’ultimo venerdì, ma le 3 streghe sono solo nell’ultimo mese di ogni trimestre naturale) sono temute dagli operatori più avveduti perché quando arrivano le streghe:

i VOLUMI di scambio AUMENTANO e la VOLATILITA’ IMPAZZISCE

Un recente report di Deutsche Bank evidenzia come nel 2018 al 31 ottobre su 70 asset finanziari da investimento contabilizzati da Deutsche Bank, ben 62 risultano negativi da inizio anno: un record dal 1901.

Per cui anche in un anno pessimo come questo 2018, che ci ha visto abbandonare le performance di una volta (pur chiudendo 2 dei nostri 3 servizi di punta col segno ampiamente positivo) non possiamo certo essere contenti, ma se confrontiamo il nostro risultato con quello che mostreranno le banche a fine anno su fondi e obbligazioni...beh allora ci rendiamo conto del perchè oggi sul mercato prevalga la paura!

Segna in agenda il 25 ottobre: giornata gratuita di live trading con Giovanni Borsi ed il suo Staff per parlare di educazione finanziaria indipendente !!!

Temi trattati:

  • Le aste di apertura;
  • Gli HFT, come lavorano sul mercato italiano e come si possono sfruttare a proprio vantaggio;
  • Le opzioni come strumenti di copertura e come strumenti di speculazione;
  • Le prossime operazioni di aumento di capitale;
  • I certificati: come affrontare i prossimi mesi di turbolenze sui mercati.

I certificati sono sicuramente uno dei temi più caldi del momento viste le scoppole rifilate a Telecom e ai bancari italiani; al riguardo ti cito cinque approfondimenti che affronteremo durante l'evento, così da darti qualche spunto interessante fin da ora, anche se non potrai venire a sentirci dal vivo.

COSA è RIMASTO “DI NOI” DAL FALLIMENTO LEHMAN?

Chiunque di noi si ricorderà precisamente dove era l’11 settembre del 2001, che ha rappresentato una delle tragedie mondiali più grandi dell’ultimo secolo nonché la miccia che ha acuito ancora di più la battaglia tra Stati Uniti d'America e Medio Oriente (chi è il bene o il male non lo sappiamo ancora).

Economicamente parlando è stata una catastrofe. Ma se una simile catastrofe partisse dal sistema bancario, come se crollasse una delle torri portanti di Wall Street come reagirebbe il mondo del business?

Circa un anno fa noi di Gbinvesting abbiamo organizzato il corso “Perdi Impara e Sviluppati” da cui è nata la collaborazione con Don Alemanno, noto vignettista che ci allieta con le sue vignette in molti dei nostri articoli.

Fu uno dei corsi più belli e utili cui io abbia mai partecipato, non solo come relatore, ma anche come allievo, visto che in aula erano presenti Stefano Fanton, Davide Biocchi, Massimo Vita e Tony Cioli Puviani, tutti personaggi che hanno potuto dispensare consigli su come affrontare il nostro nemico numero uno: noi stessi.

Ci sono tanti Corsi in Opzioni. Ma come te le spiegheremo noi al GB OPZIONI LIVE 2018 non te le ha mai spiegate nessuno !!!

 14 e 15 ottobre a Reggio Emilia

Sono ormai più di 30 anni che tratto opzioni e da oltre 15 faccio formazione ma, prima di ogni altra cosa, faccio trading in opzioni senza soste da moltissimi anni,

Il caldo, la sabbia e il mare portano inevitabilmente l’investitore ad abbassare le armi e a cercare di godersi il relax estivo. NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO! Sì, è vero, la volatilità cala sui mercati, i volumi scendono notevolmente e le operazioni sono concentrate spesso in trading range ma questo non è affatto sinonimo di maggiore serenità.

In concomitanza con l’avvio dell’operazione di Aumento di Capitale targato Prysmian (se te lo fossi perso ti invito a leggere il mio intervento qui), è sbarcata a Piazza Affari in data 2/7 un’ulteriore nuova opportunità sul mercato riguardante la cessione della quota di controllo dell’italiana Recordati.

La holding Fimei, che detiene il 51,8% dell’unico big farmaceutico quotato in Italia, è stata ceduta ad un consorzio di fondi controllato da CVC Capital Partners. L’operazione da concludersi entro il quarto trimestre 2018 è stimata per un controvalore di circa 3 miliardi di euro.

Orsi nell’ultimo periodo per Prysmian che dopo lo scivolone in borsa del 10% del 25/06 legato alla modifica delle stime sul margine operativo lordo per il 2018, si avvia a varare l’aumento di capitale finalizzato al rafforzamento del bilancio in seguito all’acquisizione della concorrente americana General Cable. In particolare sono state rese note le caratteristiche dell’ADC il quale servirà unicamente alla società per migliorare la propria situazione finanziaria in seguito alla chiusura del deal GCC.

Verranno richiesti al mercato 500mln €
nel periodo compreso fra il 2 ed il 19 luglio.

Vignetta 3 Streghe

Dove ci ritroveremo noi 3 tra i tuoni, i lampi o la pioggia?
Quando il fragore sarà cessato e la battaglia sarà vinta e persa questo sarà prima del tramonto e in quale luogo?
Proprio sulle lande e là incontreremo Macbeth

Così inizia il Macbeth di Shakespeare, con le 3 streghe, le cui profezie fuorvianti avranno un ruolo centrale nel determinare la fine infausta di Macbeth. Per inciso, ricordo per chi non è freschissimo di studi, che Macbeth alla fine viene decapitato in combattimento contro MacDuff, realizzando così l’ultima delle profezie delle streghe.

GB Vignetta Mercato Orso

Predichiamo da tempo che non facciamo previsioni e ribadirlo una volta in più non fa mai male!

Ma ipotizzare diversi scenari futuri e prepararsi per tempo e quindi con lucidità, senza l’emergenza tipica di quando ormai la frittata è fatta, è esattamente quello che noi facciamo e che dovrebbe fare chiunque operi in Borsa, a qualunque livello, dal trader più speculativo all’investitore più cauto.

Tutti quelli che si lamentano (e ce ne sono tanti) quando i mercati son tranquilli o crescono più o meno ingannevolmente, sono stati accontentati: il mercato ha donato loro un po’ di adrenalina, forse anche troppa!

Che ne dici di cominciare il 2018 pianificando per bene direzione ed obiettivi e soprattutto monitorarli e starci dietro fino al raggiungimento?

A inizio anno è un classico un po’ per tutti porsi una lista bella piena di cose da fare ma, senza un piano, senza il giusto focus e senza il giusto supporto, è altrettanto un classico che in febbraio, se va bene in marzo…, è già tutto finito nelle sabbie mobili della “rimandite”.

Come reagisci quando ti trovi con dei certificates in portafoglio che stanno andando male?

Finora noi abbiamo raggiunto risultati a dir poco eccellenti su base annua grazie all’utilizzo dei certificates, ma tra le diverse operazioni messe in piedi, alcune non sono filate lisce come altre e anzi hanno richiesto attenzione per essere gestite e seguite come chiedevano per risolvere la soluzione o talvolta per ridurre i danni.

I miei Allievi più stretti già dal titolo avranno capito a cosa mi riferisco!

Mi riferisco a un’operazione che, fuori dai denti, ci ha fatto sputare le pene dell’inferno per appunto gli ultimi 8 mesi.

La Borsa è così: io poi di indole sono uno scalper che sta in posizione tante volte anche solo pochi secondi, figuratevi un’attesa di 8 mesi quanto mi ha fatto salire l’attenzione!

AVIDITA’: s.f. [dal lat. Avidìtas – atis]: l’essere o mostrarsi avido, desiderio intenso e smodato.

Così recita il Treccani e così è iniziato il corso “PERDI, IMPARA E SVILUPPATI” che abbiamo tenuto a Parma a inizio ottobre e che ritengo essere stato il corso in assoluto più utile e serio, anche se ci siamo ammazzati dalle risate (a volte amare), che abbiamo mai fatto.


Ogni stagione ha i suoi temi hot ma, tra tutte, quella che stiamo vivendo adesso ha sicuramente il re dei temi: le minusvalenze in scadenza!

Come tutti gli anni, noi partiamo per tempo ad occuparcene; in fondo 2-3 mesi sono più che sufficienti per organizzarsi, ma se uno soffre di “rimandite”, non c’è avviso che tenga.

 

“Tutti vogliono andare in paradiso, ma nessuno vuole morire”

 

Questa è una celebre frase di Joe Louis, famoso pugile statunitense campione mondiale dei pesi massimi per quasi 12 anni consecutivi.

Cosa c’entra la boxe con noi?

Premesso che, sapete bene, io sono un esperto di opzioni e di operazioni straordinarie, ma non sono di certo un esperto di criptovalute (e neanche di materie prime), voglio comunque dire la mia su un tema che si infiamma sempre di più, visto che la gente mi ferma e mi chiede: “Giovanni, ma che ne pensi tu dei bitcoin? Hai visto come corrono? Quasi quasi entro anch’io”. E poi puntualmente arriva qualcun altro dell’altra campana, che se ne esce con un: “Lascia stare che è meglio l’oro, con quello nel fosso non ci vai di sicuro!”.

Prendo spunto da una domanda che ho ricevuto in una mail da parte di un lettore per scrivere di seguito la risposta, che vale non solo per chi me l’ha chiesta, ma per tutti coloro che, anche se magari sono mesi o addirittura anni che mi seguono indirettamente sui social o a qualche evento live del settore, se la stanno ancora ponendo.

 

Vi siete accorti del casino (studiato ad arte?) nella terminologia per identificare le varie tipologie di certificates?

Beh, visto che si coniano termini su termini come se non ci fosse un domani nell’industria dei certificates, ne conio uno anch’io.

Premessa doverosa per chi mi legge da meno tempo: il mio intento principale è aprire gli occhi a più investitori e risparmiatori possibili rispetto alle offerte spaziali che arrivano da ogni angolo 24 ore su 24.

Chi mi conosce, sa che non sono mai stato un seguace dell’analisi tecnica, non mi ritengo un esperto e non mi spaccio per tale.

Ritengo che il grafico debba parlare da solo e se tracci linee su linee, puoi trovarci tutte le conferme che vuoi, ma solo perché le vuoi vedere, mica perché sono la verità assoluta.

Poi qualche volta ci puoi pure azzeccare e grazie… anche un orologio rotto segna l’orario giusto due volte al giorno…

NEANCHE SE FINGONO DI REGALARMI UN BONUS ALL’INGRESSO!

Anche il trading vive di mode. Fino a poco tempo fa, sul web tutti impazzivano per il forex, leve spropositate (fino a 500 volte il capitale), euforia pericolosa, pubblicità  ingannevoli, Broker che addirittura ti regalano dei soldi se apri un conto (roba da fantascienza!), con la speranza che prima che tu muoia, abbia fatto almeno qualche centinaio di eseguiti… e soprattutto perso il capitale, visto che molti Broker sono anche la tua controparte

Siamo oramai in dirittura d’arrivo.

Sta partendo l’aumento di capitale più grande della storia della Borsa Italiana e noi, forti dell’esperienza di tutti questi anni, siamo impegnati su più fronti per cogliere al volo tutte le opportunità che questo aumento di capitale offre in tutte le direzioni e con tutti gli strumenti possibili a disposizione.

Di aumenti di capitale come sapete ne ho visti e fatti a decine negli ultimi 25 anni, ma questo Aumento di Capitale Unicredit è probabilmente il Re di tutti.

Anticipo già che non sarà facile, sarà una guerra di nervi, ma noi come sempre siamo già e soprattutto saremo in primissima linea quando partirà… tra pochissimi giorni! Sarà una guerra di nervi più delle altre volte, perché essendo un titolo estremamente diffuso tra i piccoli investitori, interessa veramente a migliaia e migliaia di Italiani.

Tutti i giorni ne esce una e il problema è che sono una peggio dell’altra. Fatto sta che Banca Monte Paschi di Siena si avvia ad essere statalizzata.

Assistiamo quotidianamente a dichiarazioni a dir poco allarmanti, che dimostrano l’incapacità dei nostri politici di gestire la situazione; ho sentito addirittura Padoan dichiarare che i risparmiatori verranno tutelati e non perderanno nulla!

Questi, per performance, i peggiori titoli bancari degli ultimi 10 anni circa:

  1. Banca Monte dei Paschi di Siena: -99.7%
  2. UniCredit: -97%
  3. Banco Popolare: -96%
  4. Banca Popolare di Milano: -92%
  5. UBI Banca: -88%

I due certificati di cui vi parlo in questo articolo hanno entrambi un potenziale rendimento in meno di 6 mesi di oltre il 16%.
Il primo lo abbiamo già visto nell’articolo precedente: è il certificato emesso da Commerzbank codice Isin DE000CZ44U27, è un prodotto eccezionale che può essere utile sia all’investitore che ha il problema di non vedere andare in fumo i benefici fiscali di minusvalenze relative al 2012, grazie alla super cedola che verrà staccata il 10 dicembre 2016 di ben il 22%, sia a chi voglia puntare ad un ritorno di quasi il 18% in pochi mesi, sfruttando la clausola dell’autocallable prevista a decorrere da aprile dell’anno prossimo.

Voglio condividere anche con voi una comunicazione, molto più lunga del solito, ma credo di assoluto interesse, che ho condiviso con gli Utenti che hanno manifestato interesse specifico per il tema degli Aumenti di Capitale.

Probabilmente saprete dell’Aumento di Capitale di questi ultimi giorni di Saipem, un’operazione che mi ha visto molto attivo.