I due certificati di cui vi parlo in questo articolo hanno entrambi un potenziale rendimento in meno di 6 mesi di oltre il 16%.
Il primo lo abbiamo già visto nell’articolo precedente: è il certificato emesso da Commerzbank codice Isin DE000CZ44U27, è un prodotto eccezionale che può essere utile sia all’investitore che ha il problema di non vedere andare in fumo i benefici fiscali di minusvalenze relative al 2012, grazie alla super cedola che verrà staccata il 10 dicembre 2016 di ben il 22%, sia a chi voglia puntare ad un ritorno di quasi il 18% in pochi mesi, sfruttando la clausola dell’autocallable prevista a decorrere da aprile dell’anno prossimo.


Chi è stato veloce ad acquistarlo appena ho inviato lo scorso articolo, come ho fatto io ed i miei migliori Abbonati, adesso lo ha in carico intorno a 1000 ed è già abbondantemente in guadagno, anche se è il caso di tenerselo ben stretto, perché il bello deve ancora arrivare.


Il “problema” di avere a che fare con strumenti così buoni è che non perdona chi è lento a decidere, infatti siamo stati bombardati di mail da persone che avevano letto l’articolo, lo avevano guardato, ci stavano pensando bla bla bla… e questo tutti i giorni saliva, complice anche il ribasso della volatilità che comporta un aumento naturale del prezzo del prodotto, indipendentemente dal movimento dei sottostanti, così chi era fuori faceva ancora più fatica ad entrare su un treno che sembrava ormai già partito.
Siamo arrivati ad oggi primo novembre al prezzo di 1053
Cerchiamo di capire quindi se a questi prezzi è ancora conveniente o meno, numeri alla mano, ed identificando due tipologie di potenziali acquirenti, mossi da motivazioni diverse e che pertanto devono fare diverse  considerazioni prima di deciderne l’acquisto:

  • chi desidera recuperare le minusvalenze in scadenza, obiettivo principale per cui questo prodotto è nato, lo può pagare anche 1100-1120 che poco cambia per il suo obiettivo: difficilmente troverebbe strumenti che possano dargli modo di recuperare le minus in questo modo (22%), ossia investendo meno di 5 volte la somma da recuperare. Chi lo compra oggi a 1050, se lo ritroverà  in carico a circa 830 dopo lo stacco cedola e può sperare di venderlo anche a 920/930 a fine anno se i titoli sono vicini allo strike, oppure aspettare la prima data in cui può essere rimborsato, ossia ad aprile e confidare nella successiva cedola ed il rimborso per un totale di 1015 (dopo aver già preso 220 a dicembre). In ogni caso sarà riuscito a compensare le minusvalenze (obiettivo prioritario) e potrà decidere se rientrare della liquidità per andare a fare qualcos’altro, oppure tenerlo e prendere le cedole dell’1,5% trimestrali sperando nel rimborso anticipato
  • chi invece non ha minusvalenze da recuperare, può vedere nel certificato un ottimo potenziale di ritorno, vista l’alta probabilità che il certificato venga rimborsato ad aprile (ben 3 titoli su 4 sono oggi di oltre il 5% sopra strike). Il fatto che sia salito il prezzo, se da una parte rende più difficoltoso l’ingresso perché “sembra” di pagarlo troppo, d’altra parte significa che le probabilità che venga rimborsato non appena entra in funzione l’opzione autocallable, cioè ad aprile, sono sempre più alte.

Qualunque sia il motivo per il quale hai comprato o stai pensando di comprare questo certificato e magari sei frenato per via del prezzo, sappi che l’analisi matematica del prezzo lo rende ancora estremamente conveniente, paradossalmente questo discorso vale addirittura fino al giorno prima dello stacco della cedola, anche se visto come viaggia, io sono ben felice di averlo in portafoglio e me lo tengo ben stretto per un paio di mesi.


Il secondo certificato di cui voglio parlarvi in questo articolo, visto che nel titolo si parlava di un doppio 16%, è il primo prodotto quotato sul mercato italiano di Leonteq ed ha trovato la collaborazione dell’Ufficio Studi di Eduweb, che ha analizzato il titolo sottostante (Unicredit) e le prospettive a 3-6 mesi in termini di prezzo-obiettivo, tenendo conto in primis delle conseguenze relative al prossimo aumento di capitale, oltre che evidenziare i rischi potenziali di una struttura reverse qualora si fosse optato per una barriera continua.


Il codice Isin di questo prodotto è: CH0337052044


Si tratta di un certificato reverse bonus a barriera discreta con sottostante il titolo Unicredit, scadenza 20 aprile 2017, il giorno prima dello stacco del dividendo del titolo (nulla è lasciato al caso nei nostri studi…)
Le esigenze che soddisfa questo certificato sono più di una:

  • diversificazione (non si può andare solo long);
  • protezione (molti hanno certificati o posizioni in essere long sul titolo Unicredit);
  • speculazione (non ci sono strumenti simili sul mercato, per via che gli Emittenti non trovano clienti che li comprino per mancanza in primis di cultura finanziaria, infatti tutti sanno comprare, ma pochi sanno vendere, figuriamoci vendere allo scoperto per andare al ribasso su un titolo… per molti purtroppo questo ad oggi è ancora fantascienza e l’industria finanziaria ci va a nozze con questa ignoranza collettiva)

Ci tengo a precisare l’importanza della barriera discreta, perché il titolo Unicredit è decisamente volatile, per cui abbiamo ritenuto fosse meglio evitare rischi di perdere il bonus finale del 16%, in caso di rally improvviso di Unicredit, dato che Unicredit potrebbe anche salire prima dell'aumento di capitale per moltissime ragioni che non sto qui a sindacare, ma l'unica cosa per noi importante è che prima della scadenza del certificato ci sia l'AUMENTO DI CAPITALE DI UNICREDIT, così da riportare le cose a posto e garantirci che Unicredit valga meno di 2.475€ (barriera discreta) prima della scadenza, così da assicurarci il BONUS  del 16% in meno di 6 mesi.


La particolarità di questo prodotto è che è stato emesso a 2.25€ (prezzo strike di Unicredit al momento dell’emissione) : quindi attenzione. perché se Unicredit sale. il certificato scende di valore e viceversa (essendo un reverse).
In ogni caso, il bonus pari al 16% significa che al massimo il certificato potrà valere 2.61€ (ossia 2.25€ + il 16%).
Fatte tutte queste premesse, il certificato è molto semplice da spiegare: nel durante, andrà su e giù seguendo le quotazioni di Unicredit, tendenzialmente apprezzandosi di circa un 3% al mese solo per il trascorrere del tempo e poco cambia se anche Unicredit va sopra alla barriera prima della scadenza (sicuramente il prezzo ne risentirebbe, ma non le condizioni economiche a scadenza, che rimarrebbero intatte).


Al 20 aprile 2017, data di rilevazione finale, possono capitare 2 sole situazioni:

- Unicredit è sotto al prezzo barriera di 2.475€ ed il certificato rimborsa 2,61€ per ogni certificato (16% di bonus)
- Unicredit è sopra alla barriera ed il certificato rimborsa 2.25€ - la percentuale di rialzo di Unicredit dal prezzo strike (2.25€). Certo è che con l’aumento di capitale in arrivo, sono molto sereno sul fatto che le quotazioni saranno destinate per forza a scendere.


I due certificati appena esposti si sposano bene anche in coppia, in quanto il primo può beneficiare sicuramente di un mercato rialzista (in realtà, basterebbe anche un mercato laterale), mentre il secondo beneficia più di un mercato ribassista, ma non necessariamente, in quanto tutti sappiamo che quando arriva un aumento di capitale abbastanza pesante, sono dolori per il titolo coinvolto, indipendentemente dal momento generale di borsa (rialzista o ribassista che sia) per cui, se anche il mercato dovesse mantenersi bene intonato, confido nel buon esito di entrambe le operazioni.


Al prossimo articolo

 

Giovanni Borsi & il Team GBinvesting