Come ogni anno quando arriva il mese di ottobre puntualmente arriva qualcuno che si chiede come recuperare le minusvalenze per non perdere quelle maturate nel 2012, quelle che verranno completamente perse allo scadere del 31/12, ammesso che non si applichino delle strategie per recuperarle o, quanto meno, spostarle in avanti.

La normativa vigente prevede che le minusvalenze dal punto di vista fiscale possano essere compensate nell’anno in cui si realizzano e nei 4 anni successivi, attraverso la compensazione con plusvalenze (guadagni) successivamente maturate. Superato questo arco temporale, si perde irrecuperabilmente la possibilità  di utilizzare questo credito d’imposta. E’ bene precisare che è possibile compensare le minusvalenze

generate sul mercato azionario, obbligazionario, dei derivati e le minusvalenze derivanti dal rimborso di Sicav e Fondi Comuni d’Investimento (SGR), mentre non è possibile compensare minusvalenze con plusvalenze derivanti dalla vendita di Sicav e SGR, perchè il fisco italiano distingue i prodotti finanziari tra quelli che producono reddito di capitale e reddito diverso.

I prodotti finanziari che generano “reddito di capitale” e che quindi NON sono utili per compensare minusvalenze, sono gli ETF, i fondi comuni di investimento ma anche le cedole delle obbligazioni e i dividendi delle azioni. I prodotti finanziari che invece generano “reddito diverso” e che quindi permettono di recuperare minusvalenze, sono le azioni, le obbligazioni, gli etc e i certificates.

Chi ha in portafoglio minusvalenze in scadenza, dal momento che sono state contratte, non è il caso che le lasci scadere, soprattutto perchè i modi per recuperarle legittimamente ci sono ed in questo caso vi spiegherò come farlo appunto con l’utilizzo dei certificates, uno strumento molto versatile, tanto che si può creare uno strumento ad hoc che stacca una maxi cedola prima di fine anno finalizzata proprio al facile recupero delle minusvalenze in scadenza.

I certificati di investimento risultano essere gli strumenti fiscalmente più efficienti, dal momento che tanto l’imposta maturata sul capital gain, quanto quella sul premio derivante da cedole condizionate, risultano integralmente compensabili con le minus accantonate nello zainetto fiscale.


Ho preso gli unici certificati attualmente in circolazione che si prestano a questo scopo; penso che anche altri Emittenti si muoveranno prima di fine anno arricchendo l’offerta. Vedere questi due è sufficiente per cercare di capire come arrivare a selezionare quello migliore, senza fermarsi alla prima soluzione trovata: a volte può sembrare interessante, fintanto che non se ne presenta una migliore.


Quando collaboro in veste di consulente a Banche e Società  che mi chiedono come strutturare questi prodotti, sono maniacale nel chiedere piccole varianti, impercettibili variazioni nelle barriere, nella gestione dell’opzione autocallable e in tutto quello che potrebbe migliorare la struttura, alcuni Emittenti sono più forti su certi sottostanti che su altri, per cui cerco di sfruttare i punti di forza di ogni singolo Emittente per ottenere il meglio.


Analizziamo quello di Exane per poi vedere come è stato facile fare meglio:


  Certificato-Exane
Vediamo ora quello che ho contribuito a creare:
  Certificato-Commerzbank
>>> GUARDA LA SCHEDA TECNICA
>>> GUARDA LE PERFORMANCE DAL GENNAIO 2015


Cosa emerge dal confronto?


Il secondo, quello emesso da Commerzbank:

  • RICHIEDE UN MINOR IMPEGNO DI DENARO PER OTTENERE LO STESSO SCOPO GRAZIE A UNA CEDOLA DEL 22% PIU’ CHE DOPPIA;
  • HA MAGGIORI PROBABILITA’ DI RIMBORSO ANTICIPATO: se prendo il worst of, che in entrambi i casi è Telecom, nel primo caso, per ottenere il rimborso anticipato a maggio devo sperare in un rialzo di Telecom del 20% (tra l’altro dopo lo stacco del dividendo), mentre nel secondo caso, l’opzione autocallable è posta un mese in anticipo per cui prima dello stacco del dividendo, per cui è sufficiente un rialzo di Telecom di meno del 3%.
  • E’ SIMILE SE NON MEGLIO IN TERMINI DI QUALITA’ DEI SOTTOSTANTI: due sono identici per cui poco cambia. Per il resto, FCA penso sia meglio di Leonardo, in quanto è prezzata bene e potrebbe reggere meglio una discesa del mercato e Generali è un finanziario, ma molto meglio del settore bancario di cui è pieno l’Eurostoxx50, CHE POTREBBE SOFFRIRE NON POCO GLI EVENTUALI AUMENTI DI CAPITALE DI Deutsche Bank e Unicredit
  • E’ CONCRETA LA POSSIBILITA’ DI RIVENDERLO GIA’ A FINE ANNO in buon guadagno, in quanto basterebbe un mini rally di fine anno che porti i prezzi dei titoli sopra gli strike che il certificato, qualora siano alte le probabilita’ di vedere un rimborso a 1015, dovrebbe quotare almeno 880-900 e il che vorrebbe dire un guadagno di oltre il 10% in pochi mesi

Per cui, quando andate a comprare uno strumento finanziario, anche se quello che vi propongono è abbastanza bello, andate sempre a vedere se sul mercato ce ne sono di analoghi, ma con caratteristiche migliori.

In questo esempio, balza all’occhio che vince il secondo su tutti i fronti perchè, anche chi ritiene che la barriera nel primo è più bassa e posta al 55%, col fatto che Telecom è già  scesa del 17% rispetto allo strike del primo certificato, alla fine anche le barriere del secondo sono meglio.

Il raffronto andrebbe fatto una volta staccata la cedola:

  • se si compra il primo a 952 e si incassa 100 per via della cedola, è come se lo si avesse pagato 852;
  • se si compra il secondo a 990 e si incassa subito 220 per via del cedolone, è come se lo si avesse pagato 770.

A questo punto, i rendimenti sono simili a livello di cedole (ma in realtà  sul secondo investo il 10% in meno), ma le probabilità di rimborso anticipato del secondo sono decisamente superiori.

Il certificato prezzerebbe la buona probabilità di venire rimborsato 1015 dopo tre mesi (30% sul prezzo dopo stacco di 770!), per cui il certificato potrebbe anche valere 880-900 ed essere quindi venduto anticipatamente avendo ottenuto 3 ottimi risultati:

  1. innanzitutto il suo scopo di COMPENSAZIONE MINUSVALENZE;
  2. cosa non da poco, un RENDIMENTO in meno di 3 mesi (ipotizzandone l’acquisto a metà  ottobre) del 10-15%;
  3. altra cosa non da poco, il RIENTRO DELLA LIQUIDITA’ dopo poco tempo, senza essere costretto a stare dentro con basse cedole per anni.

Tutti questi ragionamenti andrebbero sempre fatti, anche quando compriamo una semplice obbligazione, può sembrare interessante, la Banca che ce la propone sicuramente ci dirà  che è la migliore ed è quella che fa per noi, ma in realtà sul mercato ce ne sono tante altre e non è detto che non si possa trovare di meglio: affidarsi ad un consulente di fiducia può fare dunque la differenza e la sua parcella essere ripagata solo dal saper scegliere tra strumenti analoghi quello migliore per te e nel caso del certificato evidenziato la differenza non è di qualche decimo di punto ma di quasi 10 punti percentuali !!!

Ormai è iniziato il countdown verso fine anno, HAI ANCORA UNA POSSIBILITA’ PER NON PERDERE LE MINUSVALENZE IN SCADENZA.