In un momento di mercato a bassissima volatilità come adesso (lo è già da un po’ e temo che sarà così ancora per un bel po’), è sempre più difficile districarsi tra le offerte di certificates dei vari Emittenti.

L’ultima moda è quella di proporre prodotti dalle caratteristiche e dai nomi appetibili, come quelli che ho descritto nel mio precedente articolo (puoi rileggerlo qui: http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/951-attenzione-a-non-farsi-incantare-dalle-nuove-proposte-degli-emittenti.html): Unicredit si è inventata ad esempio i Cash Collect a doppia cedola (già solo il nome è accattivante), Exane si è inventata i Crescendo Wedding Cake, che se non avessero l’autocallable così vicina non sarebbero neanche male.

 

Il problema rimane però sempre e solo uno: tranquilli che gli Emittenti prima di tutto fanno i loro i interessi, che non è neanche malvagio, anzi, sono lì per lavorare, è doveroso che guadagnino, mica sono una Onlus, ma da qui a inventarsene di ogni per tenersi tutta la fetta più gustosa della torta e in più farti anche credere che finalmente avrai il prodotto migliore dell’Universo, direi che ne passa di strada!

Non per fare filosofia spicciola, ma nel banalissimo “WIN-WIN” risiede il nucleo di qualunque rapporto professionale e non.

Avendo io una dote innata ed un allenamento marziano sui numeri, io li guardo tutti questi bei certificates, soprattutto quando sono quotati, e vedo cosa combinano sui book per tagliare di volta in volta un pezzettino di torta sottile sottile, assolutamente invisibile agli occhi dei principianti, ma alla fine si magnano tutto e lasciano le briciole.

Brutta la gola… non a caso è anche un peccato capitale…

E pensare che basterebbe solo inclinare diversamente il coltello durante il taglio della torta.

Non diteglielo ai furbacchioni che si credono più furbi di quanto non siano: se dividessero più equamente queste fette, indovinate cosa succederebbe?

Il cliente che oggi ti da 10, se si trova bene, domani ti da 100, felice e spontaneo. E lo racconta pure al suo gatto, tanto è soddisfatto!

In Banca ho lavorato anch’io… una vita fa… ero ancora biondo… e non ce l’ho proprio fatta ad accettare queste loro miopi politiche… ho preferito passare dall’altra parte della barricata…

Signore Banche dovreste sapere, come diceva quel saggio di mio padre che è stato a capo dell’ufficio sviluppo di una filiale di una grande banca italiana:

                                                            E’ il CLIENTE che ti paga lo stipendio

Io parto dal presupposto che non faccio consulenza finanziaria, perché ho la vocazione della formazione e non della consulenza, esprimo giudizi e pareri supportati da mie analisi personali e ne lascio traccia in giro sui social o anche in interi siti free con articoli come questo, mentre a pagamento offro servizi dove informo chi vuole essere informato di quello che faccio personalmente in tempo reale, quello che compro e vendo coi miei soldi, cosa che purtroppo in Italia fanno ben pochi:

Facile consigliare agli altri acquisti e/o vendite ed avere il braccino corto

Non frequento le banche, perché tanto si fa tutto online meglio e più veloce, ma quando trovo qualcuno che ci lavora e che mi fa vedere che ha nel suo portafoglio quello che vuole rifilarmi, comincerò a ricredermi, sempre che anche lui, come i clienti non sia un truffato dalla sua stessa banca, vedasi i poveri dipendenti delle popolari venete che hanno messo la loro liquidazione nelle azioni della loro banca.

Ma mi sa che si contano sulle dita di una mano e nella curva gaussiana sono agli estremi, quindi statisticamente non significativi (purtroppo!!!)…

Se mi viene chiesta una analisi su un titolo o un certificato, cerco sempre di dare un parere supportato dal confronto con quello che c’è sul mercato. Ce ne sono migliaia sul mercato, per me sono tutti potenzialmente uguali, non ho né simpatie né antipatie nei confronti di nessuno, tanto mica ci devo uscire a cena, i parametri da monitorare sono solo ed esclusivamente oggettivi, ma non per questo sono calcoli alla portata di tutti, in un paese come il nostro che brillerà di arte, ma non di certo di cultura finanziaria!

Se un mio utente mi chiede un parere su un certificato ad esempio su Azimut, io non mi esprimo sulla bontà del sottostante (se lo ha scelto, si presume che abbia aspettative rialziste sul titolo e non entro nel merito di questo) ma al massimo posso fargli notare che, a parità di rischio, magari ci sono strumenti simili migliori sul mercato.

Oggi investire in certificati con questa bassissima volatilità è rischioso e bisogna cercare di selezionare il meglio davvero, oppure essere dei cecchini ed aspettare i temi giusti che il mercato offre: quelli che io definisco calci di rigore e/o comunque opportunità da tenere in considerazione (aumenti di capitale assolutamente in primis!).

Il mese scorso è capitato con l’aumento di capitale Unicredit: chi mi ha seguito da vicino, ha potuto comprare vari prodotti che avevano come sottostante Unicredit e ad oggi può dire di aver azzeccato soprattutto il timing!

Pensate solo al DE000CB0GCN0 che stacca cedole mensili del 2,2% e non potrà andare in autocallable per almeno altri 11 mesi: chi lo ha comprato a 1000, o anche sotto 1000 durante l’adc di Unicredit, si è già portato a casa una cedola e volendo ha un 6% di capital gain anche sul capitale, ma il bello è che ha davanti la tranquillità di 11 cedole per un totale di 24,4% ancora da poter prendere prima di andare incontro all’autocallable.

Ora sta terminando l’aumento di capitale di Deutsche Bank ed il titolo potrebbe rimbalzare, un po’ come ha fatto Unicredit il mese scorso; vediamo cosa sta offrendo il mercato dei certificates su questo titolo:

-   Unicredit ha dei cash collect a cedola mensile: il migliore è quello con cedola dell’1,35%, non certo quello che Unicredit sponsorizza (cash collect a doppia cedola che, se anche ti paga la doppia cedola arriva al massimo all’1%). Nessuno dei due comunque mi soddisfa a pieno.

-   Commerzbank presenta un Bonus Certificates con sottostante Deutsche Bank, codice Isin DE000CZ44YQ2 con barriera continua al 75% e scadenza tre anni. Pensate il bonus è ben del 50%, decisamente accattivante e difficile da trovare di questi tempi che la vola è bassissima; se uno pensa che Deutsche Bank si riprenda, come ha fatto Unicredit il mese scorso, deve monitorarlo attentamente e non farselo scappare.

Il problema è che, come nel caso di Unicredit, bisogna essere rapidi nel cogliere queste opportunità perché, se Deutsche Bank dovesse fare come Unicredit, difficilmente si riesce poi a comprare a meno di 1050-1100.

Questo certificato ha strike a 16.035€ e barriera poco sopra i 12€, lo ritengo interessante se lo si riesce a comprare sotto 1030-1040, l’ideale sarebbe un ribasso del titolo nell’ultimo giorno dell’adc (4 aprile) cosa che potrebbe permettere l’acquisto anche in area 1000-1010.

Stasera alle ore 18.00 tengo un webinar apposta… collegati al www.eduwebcertificates.it nella sezione webinar, dove ne rimarrà a disposizione la registrazione, ma visto che domani è l’ultimo giorno dell’aumento di capitale di Deutsche Bank, io non perderei la diretta!

 

A stasera

Giovanni Borsi