Di aumenti di capitale come sapete ne ho visti e fatti a decine negli ultimi 25 anni, ma questo Aumento di Capitale Unicredit è probabilmente il Re di tutti.

Anticipo già che non sarà facile, sarà una guerra di nervi, ma noi come sempre siamo già e soprattutto saremo in primissima linea quando partirà… tra pochissimi giorni! Sarà una guerra di nervi più delle altre volte, perché essendo un titolo estremamente diffuso tra i piccoli investitori, interessa veramente a migliaia e migliaia di Italiani.

 

Per chi ha attualmente in portafoglio le azioni Unicredit, tante, poche, prezzi alti, prezzi bassi… poco conta… per quanto i prezzi attuali possano “sembrare relativamente bassi”, in realtà sono fin troppo alti rispetto a quanto potrebbero valere tra pochi giorni/settimane, cioè una volta avviato l’aumento di capitale da 13 miliardi di euro.

E questo è fin troppo logico, altrimenti se il prezzo che verrà proposto delle nuove azioni fosse pari ai prezzi attuali, chi sottoscriverebbe?! Esatto… la risposta giusta è nessuno!

Peccato che la logica non sempre, anzi purtroppo raramente, guida questo tipo di decisioni

La stragrande maggioranza di chi sto sentendo in queste settimane purtroppo ha in carico le Unicredit a prezzi non alti, ma altissimi, ed è da tempo immemorabile ingessata in una posizione, che non è che stia proprio morendo dalla voglia di tornare quanto meno a pareggio… diciamo piuttosto che sta morendo e basta, questo sì.

Ecco perché è una grande prova di nervi: intanto tutti quelli che adesso sono azionisti Unicredit devono metabolizzare il lutto, farsene una ragione ed uscire a gambe levate finchè i prezzi sono ancora “altini”, altrimenti possono sempre continuare ad aspettare, mica è un ordine del dottore, anche se non mi sembra che finora questa strategia abbia prodotto grandi risultati e non mi sembra proprio questo il momento in cui possa risollevarsi, a pochi giorni dalla ricapitalizzazione.

Per il resto, è una prova di nervi anche per chi come me è già in posizione al ribasso, avendo da tempo chiesto il prestito titoli, perché in questo preciso momento il risultato è un potenziale loss.

Che volete farci? Questa è la Borsa, oscilla: i minimi ed i massimi non li sa nessuno (ah no, dimenticavo, i bugiardi li sanno sempre tutti i minimi ed i massimi, soprattutto a posteriori… lì i fenomeni si sprecano!!).

Certo è che tra uno che sta perdendo tanto al rialzo ed uno che sta perdendo poco al ribasso, con la concreta consapevolezza di quello che sta per succedere a brevissimo, che il titolo faccia pure le oscillazioni che vuole, ma tanto la sua sorte è segnata, quindi settimana più – settimana meno, a noi ribassisti in realtà non è che faccia chissà quale differenza, anzi, ben vengano queste oscillazioni, così abbiamo ancora tempo eventualmente per incrementare la posizione al ribasso a prezzi ancora più vantaggiosi dei primi!

Con l’approvazione dell’assemblea straordinaria dei soci, ovviamente scontata, ora ci si avvicina a tappe forzate verso il 13 febbraio, data che i più ritengono sia quella di partenza dell’aumento di capitale (non è ancora certa, ma anch’io sono di questa opinione).

Nelle prossime settimane ci sarà un susseguirsi di notizie e di dichiarazioni che potrebbero far salire o scendere repentinamente le quotazioni. Ecco perché sarà una prova di nervi, soprattutto per chi è più fragile perché meno “allenato” a vivere questi movimenti in buona parte irrazionali.

Innanzitutto, ci sarà il road show internazionale che durerà tre settimane e mira a trovare nuovi soci e nuovi fondi che entrino nel capitale.

In queste settimane si saprà anche in maniera sempre più dettagliata chi sottoscriverà dei vecchi azionisti, oltre a quelli che già lo hanno dichiarato:

  • Capital Research dovrebbe sottoscrivere, essendo entrato da poco nel capitale;
  • Aabar ha già dichiarato che farà la sua parte;
  • Leonardo Del Vecchio e le grandi Fondazioni (Verona, Torino e Carimonte) faranno solo in parte il loro dovere, per cui diluiranno un poco la loro quota; a tal proposito, saggiamente Verona, anziché vendere i diritti, ha preferito vendere lo 0.5% della sua quota ed è scesa al 2.2%;
  • I soci libici difficilmente sottoscriveranno vista la situazione del paese.

 

In ogni caso, da tutti questi al massimo arriveranno 3 miliardi di euro, troppo poco, mentre dal mercato ne devono arrivare ben altri 10!

A tal proposito, c’è da dire che i fondi comuni di investimento detengono circa il 30% di Unicredit, per cui il loro comportamento sarà decisamente importante per il buon esito dell’aumento di capitale: diciamo che se i mercati restano intonati positivamente, i fondi non dovrebbero avere problemi di liquidità, ma se a fine gennaio i mercati mondiali dovessero subire una discesa con conseguente fuggi fuggi dai fondi dopo i grandi rialzi di fine anno, per Unicredit potrebbe essere un bel problema.

Gli stessi piccoli ed ostinati investitori sono chiamati a fare la loro parte e dubito che tra questi più del 30-40% sottoscriverà: molti di loro hanno subìto perdite consistenti (anche del 50-60%) e già Unicredit rappresenta un asset importante del loro portafoglio (c’è gente che ha mediato al ribasso ed ora ha esaurito le cartucce).

Le azioni verranno raggruppate, classica mossa anticipatoria dell’aumento di capitale, giusto per fregare un po’ chi si lascia condizionare dal vedere le quotazioni più alte (quando in realtà è un mero giro contabile che non cambia la sostanza!). Il raggruppamento dicono possa portare benefici alla quotazione, ma la mia esperienza in proposito è sempre stata negativa, spesso l’accorpamento anticipa un aumento di capitale ancora più a sconto di quanto il mercato si attende.

Ed è anche sulle aspettative che si gioca molto di questa partita, giusto per rendere la prova di nervi ancora più tosta!

Inoltre, sono circa 20 giorni che non escono più notizie su Monte Paschi, che io ancora considero una mina vagante per tutto il sistema, in quanto penso che la banca senese da sola assorbirà gran parte dei 20 miliardi di euro del Fondo salva Banche.

Come è già capitato in passato con il Fondo Atlante, che sembrava la soluzione a tutti i mali, ben presto il mercato potrebbe capire che anche questi 20 miliardi sono poca cosa, se non si cambia rotta, e per me cambiare rotta significa una cosa sola:

GESTIRE LE BANCHE IN MANIERA IMPRENDITORIALE

Senza intrallazzi della politica o dei cosiddetti grandi debitori, famiglie potenti che riescono a farsi finanziare dal sistema senza offrire idonee garanzie, ma non mi sembra che si stia andando in questa direzione.

Oggi non si può sapere il clima del mercato tra un mese, di sicuro nella migliore delle ipotesi sarà come adesso, ma con ogni probabilità sarà peggio, o per qualche notizia negativa dell’ultima ora, o per qualche turbolenza dei mercati internazionali (ad esempio in Usa post insediamento di Trump).

La battaglia sul prezzo cui assisteremo quando verrà staccato il diritto d’opzione all’avvio dell’aumento di capitale vedrà da una parte gli Investitori Istituzionali che vorranno difendere le quotazioni del titolo, magari con mosse “alla Blackrock”, tipo quella che si è vista nei primi due giorni dell’aumento di capitale di Banco Popolare (il titolo fece +10% per poi scendere verso i minimi a fine aumento), così da scoraggiare la speculazione professionale, che potrebbe accanirsi al ribasso qualora vedesse il titolo vulnerabile (cosa che non è stato possibile fare con Monte Paschi visto che in quel caso la Consob ha vietato le vendite allo scoperto, mentre Unicredit si può shortare e si trova anche il prestito titoli con facilità).

Questo aumento di capitale può davvero essere una bomba, se si sanno intercettare i momenti HOT, prima al ribasso e dopo (eventualmente) al rialzo, anche perché abbiamo a disposizione diversi strumenti per farlo, non solo le azioni!

Si perché sembra proprio che avrà caratteristiche per soddisfare sia gli animi più speculatori che vogliono cavalcare il ribasso (operatori sicuramente più esperti), sia tutti quegli investitori che al contrario cercano un punto di ingresso interessante al rialzo con ottica di medio-lungo termine (operatività di fatto che richiede solo la sottoscrizione delle nuove azioni per chi compra i diritti o l’acquisto delle azioni direttamente sul mercato, cosa che si può fare anche con la piattaforme ed i conti meno evoluti).

La chiave di quando girarsi long starà tutta nel capire chi e quanti vogliono entrare long su Unicredit: la finezza starà nel sapere leggere ed interpretare i movimenti sul book per intercettare innanzitutto a che prezzo cominceranno a comprare (soprattutto le mani forti) e soprattutto con che intenzioni, perché un conto è un “mordi e fuggi”, ben altra cosa sarebbe l’entrata di fondi internazionali con investimenti stabili!

Quindi il tempo per agire adesso c’è, ma non si può rimandare oltre se si vuole partecipare all’aumento di capitale degli aumenti di capitale!

Ci aspettiamo grandi risultati per cominciare alla grande questo 2017, un po’ come l’anno scorso sempre in gennaio eravamo partiti alla stragrande con l’aumento di capitale di Saipem, che era stato ottimo sia per chi si limitò ad operare nell’arco delle 2 settimane canoniche e dopo ha preferito uscire dalla posizione (come me) per riutilizzare la liquidità in maniera dinamica su altre operazioni, sia per tutti coloro che hanno sottoscritto le Saipem a 0,36€ e le hanno conservate perché la società aveva buoni fondamentali e non a caso adesso, a distanza di 12 mesi, vale circa 0,50€ per azione !

Ecco, se hai perso Saipem l’anno scorso e tutti gli altri aumenti di capitale che abbiamo fatto nel 2016 e che, eseguiti alla mano, ci hanno permesso di realizzare una performance del 185% in 12 mesi con in tutto una trentina di operazioni, forse è meglio se Unicredit non te lo fai scappare!

A questo link trovi l’elenco delle operazioni fatte l’anno scorso sul servizio AUMENTI DI CAPITALE SENZA OPZIONI, così da vedere l’ordine, l’andamento e la frequenza delle operazioni che abbiamo pubblicato strada facendo in tempo reale: guarda le performance del 2016.

Noi lavoreremo su tutti gli strumenti finanziari esistenti, certificates inclusi e, anzi, sul tema certificates è in arrivo una gran bella novità, anzi 3, ma manca ancora qualche settimana…


Buon 2017 e Buon Aumento di Capitale!