I miei Allievi più stretti già dal titolo avranno capito a cosa mi riferisco!

Mi riferisco a un’operazione che, fuori dai denti, ci ha fatto sputare le pene dell’inferno per appunto gli ultimi 8 mesi.

La Borsa è così: io poi di indole sono uno scalper che sta in posizione tante volte anche solo pochi secondi, figuratevi un’attesa di 8 mesi quanto mi ha fatto salire l’attenzione!

AVIDITA’: s.f. [dal lat. Avidìtas – atis]: l’essere o mostrarsi avido, desiderio intenso e smodato.

Così recita il Treccani e così è iniziato il corso “PERDI, IMPARA E SVILUPPATI” che abbiamo tenuto a Parma a inizio ottobre e che ritengo essere stato il corso in assoluto più utile e serio, anche se ci siamo ammazzati dalle risate (a volte amare), che abbiamo mai fatto.


Ogni stagione ha i suoi temi hot ma, tra tutte, quella che stiamo vivendo adesso ha sicuramente il re dei temi: le minusvalenze in scadenza!

Come tutti gli anni, noi partiamo per tempo ad occuparcene; in fondo 2-3 mesi sono più che sufficienti per organizzarsi, ma se uno soffre di “rimandite”, non c’è avviso che tenga.

Però poi non è che uno può arrivare a piagnucolare in gennaio o addirittura in febbraio, come è successo quest’anno, perché allo scoccare della mezzanotte di Capodanno…

 

Dal più prudente al più aggressivo, dall’antipasto al dessert:
dal 5% al 72% di rendimento potenziale su base annua   

  

 

“Tutti vogliono andare in paradiso, ma nessuno vuole morire”

 

Questa è una celebre frase di Joe Louis, famoso pugile statunitense campione mondiale dei pesi massimi per quasi 12 anni consecutivi.

Cosa c’entra la boxe con noi?

Premesso che, sapete bene, io sono un esperto di opzioni e di operazioni straordinarie, ma non sono di certo un esperto di criptovalute (e neanche di materie prime), voglio comunque dire la mia su un tema che si infiamma sempre di più, visto che la gente mi ferma e mi chiede: “Giovanni, ma che ne pensi tu dei bitcoin? Hai visto come corrono? Quasi quasi entro anch’io”. E poi puntualmente arriva qualcun altro dell’altra campana, che se ne esce con un: “Lascia stare che è meglio l’oro, con quello nel fosso non ci vai di sicuro!”.

Siamo arrivati a un momento dell’anno in cui è doveroso tirare un paio di somme per vedere cosa c’è da migliorare, come, quanto e dove aggiustare il tiro, se c’è da aggiustarlo, come affrontare l’estate ed accelerare o meno per arrivare all’obiettivo che ci si è prefissati da qui alla fine dell’anno.


L’anno scorso abbiamo chiuso l’anno con un lusinghiero +10,5% con 9 operazioni annue (+3 concluse nel 2017), COME PUOI VEDERE A QUESTO LINK, con anche il dettaglio di quali certificates sono stati trattati e relativi prezzi e date di chiusura.

Prendo spunto da una domanda che ho ricevuto in una mail da parte di un lettore per scrivere di seguito la risposta, che vale non solo per chi me l’ha chiesta, ma per tutti coloro che, anche se magari sono mesi o addirittura anni che mi seguono indirettamente sui social o a qualche evento live del settore, se la stanno ancora ponendo.

 

Vi siete accorti del casino (studiato ad arte?) nella terminologia per identificare le varie tipologie di certificates?

Beh, visto che si coniano termini su termini come se non ci fosse un domani nell’industria dei certificates, ne conio uno anch’io.

Premessa doverosa per chi mi legge da meno tempo: il mio intento principale è aprire gli occhi a più investitori e risparmiatori possibili rispetto alle offerte spaziali che arrivano da ogni angolo 24 ore su 24.

Ti hanno mai beccato a scuola in flagrante mentre copiavi la verifica di matematica dal secchione del banco davanti?

Ecco, non si fa.

Ci hanno insegnato così ed il concetto è giusto preso in senso lato, della serie “arrangiati e fai qualcosina per i cavoli tuoi, no?”.

E fin qua, a grandi linee, direi che siamo tutti bene o male d’accordo.

Ma è sempre vero in senso assoluto che copiare è una brutta cosa?

Chi mi conosce, sa che non sono mai stato un seguace dell’analisi tecnica, non mi ritengo un esperto e non mi spaccio per tale.

Ritengo che il grafico debba parlare da solo e se tracci linee su linee, puoi trovarci tutte le conferme che vuoi, ma solo perché le vuoi vedere, mica perché sono la verità assoluta.

Poi qualche volta ci puoi pure azzeccare e grazie… anche un orologio rotto segna l’orario giusto due volte al giorno…

D’altronde non l’ho mai usata nelle mie analisi, se non a grandi linee, eppure ci campo e pure bene sui mercati da più di 20 anni, quindi la lascio ad approfondire ad altri…

NEANCHE SE FINGONO DI REGALARMI UN BONUS ALL’INGRESSO!

Anche il trading vive di mode. Fino a poco tempo fa, sul web tutti impazzivano per il forex, leve spropositate (fino a 500 volte il capitale), euforia pericolosa, pubblicità  ingannevoli, Broker che addirittura ti regalano dei soldi se apri un conto (roba da fantascienza!), con la speranza che prima che tu muoia, abbia fatto almeno qualche centinaio di eseguiti… e soprattutto perso il capitale, visto che molti Broker sono anche la tua controparte nell’operazione (non a caso si coprono sul mercato solo sulle operazioni dei pochissimi clienti che vedono statisticamente guadagnare).

Non so a voi, a me ricorda un po’ quelle mail che arrivano e ti consigliano di provare i casinò online dandoti pure un bonus per iniziare!

Sono passati 6 mesi dal mio articolo dove spiegavo l’UNICO modo esistente al tempo per recuperare le minusvalenze (non spostarle semplicemente, ma recuperarle, che è ben diverso!) e lo puoi rileggere qui:

http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/948-come-recuperare-le-minusvalenze-del-2012.html

Ogni operazione in Borsa può essere distinta in due macrofasi: la semina e la raccolta.

D’altronde, ad ogni azione corrisponde una reazione, così come ad ogni semina corrisponde una raccolta.

In un momento di mercato a bassissima volatilità come adesso (lo è già da un po’ e temo che sarà così ancora per un bel po’), è sempre più difficile districarsi tra le offerte di certificates dei vari Emittenti.

L’ultima moda è quella di proporre prodotti dalle caratteristiche e dai nomi appetibili, come quelli che ho descritto nel mio precedente articolo (puoi rileggerlo qui: http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/951-attenzione-a-non-farsi-incantare-dalle-nuove-proposte-degli-emittenti.html): Unicredit si è inventata ad esempio i Cash Collect a doppia cedola (già solo il nome è accattivante), Exane si è inventata i Crescendo Wedding Cake, che se non avessero l’autocallable così vicina non sarebbero neanche male.

Siamo oramai in dirittura d’arrivo.

Sta partendo l’aumento di capitale più grande della storia della Borsa Italiana e noi, forti dell’esperienza di tutti questi anni, siamo impegnati su più fronti per cogliere al volo tutte le opportunità che questo aumento di capitale offre in tutte le direzioni e con tutti gli strumenti possibili a disposizione.

Di aumenti di capitale come sapete ne ho visti e fatti a decine negli ultimi 25 anni, ma questo Aumento di Capitale Unicredit è probabilmente il Re di tutti.

Anticipo già che non sarà facile, sarà una guerra di nervi, ma noi come sempre siamo già e soprattutto saremo in primissima linea quando partirà… tra pochissimi giorni! Sarà una guerra di nervi più delle altre volte, perché essendo un titolo estremamente diffuso tra i piccoli investitori, interessa veramente a migliaia e migliaia di Italiani.

Tutti i giorni ne esce una e il problema è che sono una peggio dell’altra. Fatto sta che Banca Monte Paschi di Siena si avvia ad essere statalizzata.

Assistiamo quotidianamente a dichiarazioni a dir poco allarmanti, che dimostrano l’incapacità dei nostri politici di gestire la situazione; ho sentito addirittura Padoan dichiarare che i risparmiatori verranno tutelati e non perderanno nulla!

Ormai sappiamo tutti che ci sono tante categorie di certificates, tra l’altro non sono neanche chiarissime per i non addetti ai lavori, perché purtroppo ogni Emittente, in assenza di una regola condivisa e comune, sceglie liberamente di chiamare i certificates un po’ come gli pare e piace e, per di più, queste nomenclature si moltiplicano come funghi, giusto per complicare un po’ le cose.
Tenendo sempre a mente questa evoluzione continua a livello lessicale, sul sito www.eduwebcertificates.it trovate free oltre 20 video didattici con spiegate le categorie dei certificates da me nella maniera più chiara possibile, capirete se ci sono inesattezze nelle nomenclature, più che altro perché dipendono veramente da come si svegliano gli Emittenti la mattina.

Questi, per performance, i peggiori titoli bancari degli ultimi 10 anni circa:

  1. Banca Monte dei Paschi di Siena: -99.7%
  2. UniCredit: -97%
  3. Banco Popolare: -96%
  4. Banca Popolare di Milano: -92%
  5. UBI Banca: -88%

Gli italiani collezionisti di BTP potrebbero pentirsi di essersi adagiati all’idea del porto sicuro con rendimento certo.

Il future decennale sul bond governativo italiano in un trimestre riesce a scivolare di circa 10 figure dopo aver toccato i massimi storici (e forse generazionali) in agosto, arretrando alle quotazioni di due anni fa.

Per rendere ancora meglio l’idea, il btp 2034 con un allettante 5% di cedola, ha perso il 20% circa nell’ultimo trimestre, quindi chi lo avesse comprato negli ultimi 24 mesi sta già  conteggiando perdite in conto capitale.

I due certificati di cui vi parlo in questo articolo hanno entrambi un potenziale rendimento in meno di 6 mesi di oltre il 16%.
Il primo lo abbiamo già visto nell’articolo precedente: è il certificato emesso da Commerzbank codice Isin DE000CZ44U27, è un prodotto eccezionale che può essere utile sia all’investitore che ha il problema di non vedere andare in fumo i benefici fiscali di minusvalenze relative al 2012, grazie alla super cedola che verrà staccata il 10 dicembre 2016 di ben il 22%, sia a chi voglia puntare ad un ritorno di quasi il 18% in pochi mesi, sfruttando la clausola dell’autocallable prevista a decorrere da aprile dell’anno prossimo.

Un nuovo Emittente di Certificates è presente sul mercato Cert-x dal 28 ottobre 2016: si tratta di Leonteq, una società svizzera quotata alla SIX Swiss Exchange (azione registrata col simbolo LEON) e specializzata nella realizzazione di soluzioni di investimento.

Leonteq opera su tre principali divisioni di business:

1. soluzioni strutturate,
2. soluzioni previdenziali,
3. Leonteq Partner & piattaforma di sviluppo.

Si avvicina la fine dell’anno e, come tutti gli anni, ci arrivano innumerevoli richieste di aiuto su come compensare le minusvalenze maturate nel 2012, quelle che verranno completamente perse allo scadere del 31/12, ammesso che non si applichino delle strategie per recuperarle o, quanto meno, spostarle in avanti.

Le minusvalenze ricordo che sono le perdite subite nell’investire il proprio denaro sui mercati finanziari; in poche parole, si tratta della differenza negativa tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un prodotto finanziario.

Chi più spende meno spende? Bene, in finanza e negli investimenti questo proverbio non vale. Ed in questa fase di mercato, con rendimenti risk free a zero o sotto zero, è ancora più importante tenere sotto controllo e risparmiare sulle commissioni di investimento in eccesso. E quali sono le spese in eccesso? Sono tutte le commissioni che l’investitore paga per accedere al mercato, sia in fase di acquisto dello strumento sia in fase di mantenimento, le spese correnti annuali.

In un periodo in cui i tassi di mercato, non permettono agli investitori, l’utilizzo degli stessi prodotti che in passato hanno soddisfatto i loro obiettivi, il ruolo della consulenza assume sempre più importanza.

Innumerevoli sono i prodotti che l’ingegneria finanziaria in questi anni ha saputo creare, così come innumerevoli sono i rischi legati a questo immenso mare magnum.

Ormai è certo: le Autorità Europee di Vigilanza, dopo le banche, si concentreranno ora sui Fondi Comuni di Investimento, sui Fondi Alternativi, sui Fondi Pensione, nonchè sui Fondi Assicurativi.

Se anche il risparmio gestito, in tutte le sue forme, sta finendo sotto esame, un perchè ci dovrà pur essere. Basti solo pensare, ad esempio, alle conseguenze nefaste dei tassi a zero e sotto zero, riguardo alla gestione dei Fondi Pensione a prestazione definita, oppure alla Polizze di Ramo I e cioè quelle a rendimento minimo garantito. Come potranno, in questo contesto, adempiere agli obblighi contrattuali? Il rischio potrebbe essere quello dell’azzardo morale, cioè la ricerca del rendimento forzando il rischio.

Per consapevolezza finanziaria intendo l’insieme di competenze e strumenti che consentono a chiunque di migliorare o approfondire la propria conoscenza in questioni bancarie e finanziarie, finalizzate all’amministrazione del proprio patrimonio, di qualsiasi entità  trattasi, e anche se tale amministrazione fosse demandata a terzi, banche, promotori finanziari, società di intermediazione o altre figure.
Ogni individuo è un amministratore di patrimonio, anche se, comunemente questo termine non si addice a chi non possiede almeno qualche milione di euro. Ad ogni tipo di esigenza è associabile un grado di consapevolezza finanziaria, anche se questa dovesse aver bisogno di un’assistenza finanziaria indipendente, provvisoria o duratura capace di accompagnare l’utente.

Vi siete mai chiesti quante e quali tasse, imposte & gabelle varie incidono sui nostri risparmi e sul loro rendimento? La domanda non è banale, perchè oltre ad un generico malcontento è bene sapere quando e come il nostro grande socio Stato preleva per la tanto decantata e poco applicata redistribuzione sociale.

Il premio al rischio è stato il tema centrale del mio intervento all’ultimo ITFORUM di Rimini ma, guardando quello che si scrive in giro in materia certificates e peggio ancora le emissioni degli Emittenti alla disperata ricerca di vendere qualcosa, lanciando messaggi che vanno esattamente contro le mie idee di investimento, penso sia importante ritornare sull’argomento.
Del resto i risultati sino ad ora mi stanno dando ragione: da aprile ho iniziato a fare consulenza indiretta a qualche Emittente ed ho cominciato a proporre soluzioni mirate:
ad aprile sono stati emessi questi due prodotti, entrambi andati benissimo, nonostante la Brexit

Dopo i Crescendo Wedding Cake di Exane, in parte copiati da Unicredit coi cash collect a doppia cedola, cosa ci dobbiamo aspettare?

In parte sono apprezzabili gli spunti operativi che offrono alcune nuove emissioni, anche se poi, andando a vedere nei dettagli, talvolta ci sono certificates tradizionali che sono molto meglio di quelli appena presentati.

E’ un po’ come quando l’Apple presenta l’ennesimo IPhone n. 224 e tutti corrono a comprarlo perché effettivamente vale qualcosa in più dell’IPhone n. 223, ma quel qualcosa in più ce lo fanno pagare molto di più del suo reale valore.

Sì, lo so, tutti gli anni leggerai titoli dove ti dicono che questo è proprio l’anno più giusto per fare questa o quell’altra cosa.
Però quest’anno ho una serie di informazioni molto più importanti in più rispetto a quando lavoravo solo online e mi limitavo alle fiere di settore per incontrare il pubblico, cioè 2-3 volte all’anno.
Ormai è un anno che incontro almeno un paio di volte ogni mese qualche centinaio di risparmiatori che mi seguono nel mio Tour “L’Aperitivo del Buon Investitore”, che ormai ha toccato molte città del Nord Italia (Mantova, Torino, Bergamo, Modena, Parma, Udine, Alba, Cento, Brescia, Treviso, Belluno, Montebelluna, Schio) e che toccherà a metà aprile anche Roma.

Negli ultimi appuntamenti de “L’aperitivo del Buon Investitore”, un format di successo che porto ogni mese in molte città italiane insieme ad un Consulente Finanziario Indipendente e ad un Emittente di Certificates, mi è capitato spesso di sentire critiche rivolte agli Emittenti da persone molto preparate, che li accusano di emettere prodotti su sottostanti molto rischiosi.
Ma prima di criticarli, chiediamoci piuttosto perché gli Emittenti strutturano certificates su alcuni sottostanti e non su altri in momenti particolarmente bollenti.

Voglio condividere anche con voi una comunicazione, molto più lunga del solito, ma credo di assoluto interesse, che ho condiviso con gli Utenti che hanno manifestato interesse specifico per il tema degli Aumenti di Capitale.

Probabilmente saprete dell’Aumento di Capitale di questi ultimi giorni di Saipem, un’operazione che mi ha visto molto attivo.

Vista la partenza ed il contesto, si preannuncia un anno difficile per i mercati azionari.

Dall'analisi del portafoglio in essere sui Certificates posso ritenermi molto soddisfatto, non tanto per le performances, ma soprattutto in questo periodo per non avere visto violata neanche una barriera.

In giro invece non faccio altro che sentire di gente messa veramente male per questi motivi: